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Dopo poco più di un secolo di vita, la giovane scienza tanti passi ha fatto in avanti e sempre più si sta affermando come disciplina scientifica, quale studio dell’uomo e per l’uomo.

Dal lontano 1872, dove Wundt fondò il primo laboratorio di psicologia, con il susseguirsi poi del comportamentismo, della psicoanalisi, per arrivare fino al cognitivismo, numerosi sono stati gli spunti forniti dai diversi modi di pensare, che hanno dato sempre più corpo, sostanza e hanno contribuito, nel tempo e in modo variegato e creativo, alla formazione di questa nuova scienza.

Differenti sono infatti le correnti di pensiero al suo interno e non sempre in accordo fra loro, ma che col tempo sempre più hanno ridotte le distanze, vedendo nelle diversità e nelle divergenze, uno spunto di riflessione e di confronto; si è raggiunta infatti la consapevolezza, che si studiano in modo diverso e sotto punti di vista differenti, gli aspetti della stessa disciplina.

Allo stesso modo, diverse sono le aree di competenza e di studio riguardanti la psicologia, che vanno dallo sviluppo infantile a quello gerontologico, dall’ambito clinico a quello sperimentale.

Essendo una scienza nuova e dovendosi affermare come disciplina scientifica, la psicologia necessita di un suo rigore scientifico, dovendosi affrancare dallo stigma della “scienza magica” originata anche da certi retaggi culturali che la associano a pratiche esoteriche quali la cartomanzia; vi è inoltre la difficoltà di stabilire il suo oggetto di studio, la psiche, di difficile definizione, visto la qualità dei suoi processi e contenuti, quali pensieri, emozioni, sensazioni che non sempre sono facili da identificare e quantificare.

Nonostante la giovane età di questa disciplina, i dissidi interiori dovuti ai contrasti fra le diverse correnti di pensiero, la difficoltà di affermare la sua scientificità, i retaggi culturali, la difficoltà di staccarsi dalle altre discipline dalla quale ha avuto origine, la psicologia ha comunque elaborato linee teoriche importanti ed efficaci riguardanti il comportamento sia in ambito di comportamento normale che patologico.

Se da una parte gli psicologi hanno lavorato fianco a fianco con studiosi di neurologia, psichiatria, filosofia, sociologia, etologia, con un interscambio arricchente e formativo per ognuna, dall’altra vi è stata la difficoltà di disancorarsi da queste per definirsi quindi come scienza autonoma.

Tanta strada c’è ancora da fare e l’interdisciplinarietà intrinseca, fra le differenti correnti di pensiero e quella estrinseca, che riguarda il contatto con altre discipline scientifiche umanistiche, con le quali la psicologia ha studiato e affrontato argomenti e problematiche, è sicuramente di fondamentale importanza e di fecondo scambio reciproco.

L’oggetto di studio principale di questa disciplina così complessa, ma nello stesso tempo così affascinante, rimane comunque l’uomo e il suo comportamento, sia normale che patologico e il suo obiettivo è di garantire la migliore qualità di vita possibile, sia a livello di prevenzione che di cura.

 

 

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