Disturbi dell'alimentazione

CHE COS'E' L'ORTORESSIA - UNA RICERCA

Dott.ssa Maura Livoli contattami

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CHE COS’E’ L’ORTORESSIA  -  UNA  RICERCA

L’ortoressia (dal gr. ortho-orexia derivante da ortho  “corretto” ed orexia “appetito = ossessione per un corretto appetito) è una nuova patologia su base psichica, che si affianca all’anoressia ed alla bulimia, queste ultime concentrate sulla quantità di cibo da assumere, la prima sulla qualità del cibo.

Detto termine fu coniato dal Dr. Steven Bratman – dietologo americano - nel 1994 poiché voleva trovare una espressione ottimale per individuare l’ossessione per il mangiar sano. Il comportamento dei soggetti che il Dr. Bratman osservò, metteva in evidenza che nella ricerca di un cibo naturale e genuino vi era un “quid” più strutturato, più precisamente quelle persone non cercavano un alimento giusto, quanto piuttosto delle risposte ad angosce psichiche, ad ansie legate alla paura delle malattie, della morte, dei contatti con gli altri. Queste problematiche presenti, all’epoca nella società americana, ma comunque tradizionalmente negate, nascondono il desiderio di conquistare un corpo più agile, più forte, più resistente al tempo, un corpo che, per questo, diviene il “luogo” in cui si scatenano ripetuti rituali di controllo.

Questo disturbo è giunto anche in Europa, e la psichiatra Laura Della Ragione afferma: “Non c’è dubbio che il disturbo del comportamento alimentare, per i suoi legami con l’identità corporea, mai come in questa epoca connessa con la sicurezza del sé, con il cibo amico e nemico, abbondanza e mancanza nello stesso tempo, con l’ossessiva declinazione dell’apparenza, con la sofisticata capacità di evolversi e mimetizzarsi che ricorda quella dei virus, si presti a rappresentare ed esprimere molti dei grandi temi, paure e contraddizioni della nostra epoca” (nota 6 – 2005).

Il primo test per il riconoscimento del grado di ortoressia creato da Bratman per la popolazione americana è un test a scelta dicotomica (si – no) qui riportato e costituito da 11 domande in cui ogni “si” vale 1 punto. Più aumentano i “si”, maggiore è il livello di ortoressia. Con più di 4 “si”, il problema è in atto.

In Italia, questo disturbo è stato studiato da Donini ed altri (Facoltà di Scienze Alimentari dell’Università La Sapienza e dal CNR di Avellino) ed il test di Bratman è diventato un test a risposta multipla – Orto 15 - costituito da 15 items. Questa scala segnala che il problema è tanto più grave, quanto più il punteggio si avvicina a 60. Un punteggio inferiore a 40, ottenuto con una prevalenza di “mai” indica la possibile presenza del problema opposto, cioè una disattenzione eccessiva e potenzialmente pericolosa per la propria alimentazione. La ricerca effettuata dal prof. Donini ha coinvolto un campione rappresentativo di 404 soggetti a cui è stato somministrato il Test. I risultati emersi hanno evidenziato che quasi il 7% dei soggetti intervistati soffriva di “ortoressia nervosa”.

 

 

        TEST  di  BRATMAN 

1  Dedichi più di 3 ore al giorno a pensare al cibo sano?
Si
No

2  Dedichi 4 ore al giorno o più a pensare al cibo sano? *
Si
No


3  Pianifichi oggi quello che mangerai domani?
Si
No


4  Ti preoccupi più della qualità degli alimenti che del piacere di mangiarli?
Si
No


5  Trovi che all’aumento della qualità dei tuoi pasti sia diminuita la qualità della tua vita?
Si
No


6  Diventi via via più esigente con te stesso/a ?
Si
No


7  Sacrifichi esperienze che un tempo ti piacevano, pur di mangiare il cibo che ritieni più salutare?
Si
No


8  Senti aumentare la tua autostima quando mangi cibo sano e ti trovi a disprezzare quanti non fanno    lo  stesso ?
Si
No


9  Ti senti in colpa se fai degli “strappi” alla tua dieta abituale ?
Si
No


10  La tua dieta ti isola socialmente?
Si
No


11 Quando mangi nel modo che ritieni più sano, avverti un senso di pace e di controllo totale?
Si
No


* Se la risposta è “Si” vale 2 Punti

 

       

TEST  ORTO  15

 

1 Quando mangi presti attenzione alle calorie del cibo?

sempre
spesso
mai
a volte

 

2 Quando vai in un supermercato  ti senti confuso/a?

sempre
spesso
mai
a volte

 

3 Negli ultimi 3 mesi il pensiero del cibo ti ha preoccupato?

sempre
spesso
mai
a volte

 

4  Le scelte del cibo sono condizionate dalla tua paura circa lo stato di salute?

sempre
spesso
mai
a volte

 


5 Quando scegli il cibo, il gusto è più importante della qualità?

sempre
spesso
mai
a volte

 


6 Sei disposto a spendere di più per avere un cibo più salutare?

sempre
spesso
mai
a volte

 


7 Il pensiero del cibo ti preoccupa per più di 3 ore al giorno?

sempre
spesso
mai
a volte

 


8 Ti neghi qualche trasgressione alimentare?

sempre
spesso
mai
a volte

 


9 Gli stati affettivi incidono sul tuo comportamento alimentare?

sempre
spesso
mai
a volte

 


10 Mangiare solo cibo salutare accresce la tua autostima?

sempre
spesso
mai
a volte

 


11 Mangiare solo cibo salutare cambia il tuo stile di vita (ad esempio, riduce la frequenza delle cene al ristorante con amici)

sempre
spesso
mai
a volte

 


12  Pensi che mangiare cibo salutare migliori il tuo aspetto ?

sempre
spesso
mai
a volte

 


13  Ti senti colpevole quando trasgredisci?

sempre
spesso
mai
a volte

 


14 Pensi che in un supermercato ci sono anche cibi non salutari?

sempre
spesso
mai
a volte

 


15 Sei solo quando mangi?

sempre
spesso
mai
a volte
 

Sempre = punti 4;  Spesso = punti 3; Mai = punti 2; A volte = punti 1.

 

Questo comportamento con le caratteristiche di un vero e proprio disturbo ossessivo-compulsivo non ha ancora avuto un riconoscimento da parte dell’OMS. Tuttavia, le preoccupazioni eccessive e ripetute verso il cibo rappresentano un “vero problema” quando l’impulso prende il sopravvento su qualsiasi altro atto della vita quotidiana. L’ortoressico pensa la notte cosa farà l’indomani per procurarsi gli alimenti giusti e programma la sua giornata in funzione di questo. Le caratteristiche di questo paziente si manifestano attraverso condotte alimentari ritualizzate: mangia solo, mastica lentamente, taglia il cibo con meticolosità, conosce le componenti nutrizionali di ogni alimento, le sue calorie, struttura uno schema alimentare. Questa concentrazione ossessiva annulla qualsiasi altro desiderio, compreso quello sessuale. E’ ovvio che una dieta così rigida ed eccessiva è tutt’altro che salutare, e finisce per determinare perdita di peso, malnutrizione, divenendo causa di avitaminosi ed osteoporosi, in ultimo, può causare la morte.

Una ricerca condotta dall’Università di Torino presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia nel 2006-2007 prof. F. MICHIELI su un campione di 108 soggetti maschi divisi in ballerini, pallanuotisti, calciatori, soggetti che non praticano sport e soggetti che frequentano la palestra per più di 6 ore settimanali, sono stati somministrati dei test sulle abitudini alimentari, tra cui l’Orto 15.

I risultati ottenuti dalla somministrazione dell’Orto 15 sono riportati nella Tabella sottostante e si evince che il 23 % dei ballerini è affetto da “ortoressia”, mentre tale disturbo attecchisce i calciatori per il 5% ed il gruppo di controllo per il 4%. Anche i  pallanuotisti risentono di detta patologia per il 10%, mentre i clienti della palestra, spesso esaltati dall’immagine corporea, risentono per il 19%.

 

POPOLAZIONE TOTALE

108  soggetti
Valori
Ballerini 
23%
Pallanuotisti
10%
Calciatori
  5%
Campione di controllo
  4%
Clienti della palestra
19%
 

 

Un altro studio condotto nel 2008 in Turchia da G.ARUSOGLU e dal dr. E.KABAKCI e coll. somministrando l’Orto 15 su 994 soggetti compresi tra i 19 e 66 anni di cui 578 donne e 416 uomini ha evidenziato una maggiore predisposizione delle donne verso l’ortoressia, nonché la presenza più accentuata di sintomi ossessivi-compulsivi. 

Questa è una nuova malattia ed a livello terapeutico all’ortoressico bisogna insegnare a conciliare il piacere della tavola con la salute, ma questo tipo di paziente non accetta intromissioni, tanto meno consigli. L’intervento per funzionare deve essere di tipo multidisciplinare con diversi specialisti.

Comunque, la ricerca è ancora all’inizio e gli stessi strumenti di misurazione, sono stati pubblicati liberamente in quanto devono essere validati e standardizzati e non esiste attualmente un copyright.

 

M. Livoli

 

 

 

 

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