Disturbi dell'alimentazione

Dimagrire? Si, ma felicemente

14 Agosto 2018

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Etimologicamente la parola dieta significa “modo di vivere”.

Quanti vivono l’alimentazione come scelta consapevole? Quanti come scelta inconsapevole? L’atto del nutrimento nel primo caso vene visto come un atto di condivisione di un piacere, in una situazione di rilassamento e spensieratezza con gli amici o il partner.

Contrariamente l’atto del nutrimento viene visto come momento imprescindibile e inevitabile nell’arco o al termine di una giornata se si vive inconsapevolmente l’alimentazione.

Molte persone sono sempre a dieta ma non dimagriscono mai e a volte sviluppano anche intolleranze e disturbi fisici.

Come mai? I dietologi e i nutrizionisti oggi dicono che le diete “punitive”, che vietano il consumo di alcuni cibi o che diminuiscono radicalmente le quantità di cibo assunte, sono controproducenti; perché privano l’organismo di importanti nutrienti, fanno sentire la persona sempre più affamata e deprimono l’umore.

La trasgressione diventa quindi un comportamento atteso. Eliminare trasgressioni e passioni vuole dire condannarsi a delle frustrazioni inutili.

Il cibo è un piacere, che non può essere l’unico ma non va neanche mortificato. Il segreto è quindi concedersi una piccola trasgressione in tavola al giorno, facendo attenzione a moderare le porzioni. Una pallina di gelato, qualche patatina, una fetta di parmigiana, una caramella non possono farti nulla! È indispensabile anche cercare e coltivare altri piaceri fuori dalla sfera alimentare: una bella nuotata, una bella camminata, un concerto all’aperto, un massaggio.

È importante imparare a nutrirsi in modo sano, equilibrato, bilanciato, senza farsi mancare alcun nutriente ma non è sufficiente, serve associare dell’attività fisica e fare qualcosa per se stessi.
Alcuni ricercatori hanno sottolineato l’importanza per esempio di mangiare in compagnia, tale modalità farebbe produrre endorfine, sostanze responsabili del buonumore. Ricordo però di curare bene la compagnia, in quanto se le persone che stanno al nostro tavolo per noi sono fonte di “ansia” o di “stress”, l’effetto benefico del mangiare in compagnia viene meno. Infatti, immaginiamo di uscire a cena con dei colleghi che sappiamo essere fonte di stress. Questa situazione ci porterà a non apprezzare quanto mangiato, a non digerirlo e molto probabilmente a dormire male. Ora immaginiamo uno scenario diverso: andiamo a cena con amici, siamo sereni; al termine del pasto saremo più o meno sazi ma sicuramente appagati e felici. Molto probabilmente non avremo nessuna difficoltà a digerire e forse non ci farà neanche ingrassare il dolcetto in più che abbiamo mangiato.

La ricetta perfetta sembra essere dunque racchiusa nel titolo di un libro: “Mangia, muoviti, ama” (G.Nardone, L.Speciani)

COSA FARE:

• Nutriti sano e concediti una piccola trasgressione in tavola al giorno, facendo attenzione a moderare le porzioni.
• Fai attività fisica
• Fai ogni giorno una piccola cosa che ti diverte e ti appaga.

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