Disturbi dell'alimentazione

Disturbi Alimentari, anche un fattore culturale

Dott.ssa Gloria Fioravanti contattami

Condividi su:

I disturbi alimentari sono considerati come le psicopatologie che più vengono influenzate dalla cultura: in particolare, i canoni di bellezza femminile sono stati messi in relazione all’esordio di anoressia e bulimia nelle donne.  In effetti, se riflettiamo su qual è l’immagine della donna ideale, il nostro immaginario si focalizza su un ideale di donna alta, magra, giovane e bella. Tutte caratteristiche che poi associamo ad un altro fenomeno psicologico-culturale: questa donna perfetta è anche forte, indipendente e libera dagli schemi emotivi, che caratterizzava lo stereotipo di donna del passato.

Dai dati emersi negli ultimi anni, si è notata anche la tendenza all’aumento di casi di anoressia maschile, definita vigoressia. Questo fenomeno rappresenta il contro altare dell’anoressia femminile: se la donna vuole essere magra e longilinea, l’uomo vuole avere il fisco scolpito e il perfetto controllo sulle proprie prestazioni fisiche.

Una conferma di questa variabilità, si può ottenere comparando i diversi canoni presenti in società geograficamente separate: sempre più la globalizzazione annulla le distanze, proponendo un ideale di bellezza sempre uguale a sé stesso di “bellezza equivalente a magrezza”, attraverso la continua esposizione di corpi così perfetti, da essere irrealistici, in ogni angolo di mondo.

L’ideale di magrezza eccessiva non è presentato dai media, come irraggiungibile e pericoloso, non si accenna neppure alle restrizioni alimentari patologiche, a cui le modelle si sottopongono, né alle astute operazioni di trucco e fotomontaggio, così si illudono le donne che sia possibile, mediante diete ed esercizio fisico, raggiungere e mantenere l’ideale: in chi non ce la, si innescano spesso meccanismo di autopunizione e delusione.

Vivere in un contesto che propone certi canoni estetici costituisce già di per sé un fattore di rischio per i disturbi alimentari, che è molto più forte se ad essi, in maniera più o meno inconsapevole, si aderisce. Sia chiaro: nei disturbi alimentari sono in gioco anche fattori individuali e familiari che vanno ben oltre la pura influenza culturale, eppure, quale donna non si è rattristita nello scorgere qualche chilo più ? L’aspetto paradossale è che il peso non rappresenta più un puro fattore estetico ma ha asserito al ruolo di valore morale : magro è sano, forte, capace. Non importa a quali condizioni.

Come uscire da questa gabbia? Imparando a dire di no, recuperando il desiderio di fermarsi ad ascoltare ciò che si desidera davvero; permettendosi in fondo quello che abbiamo sempre saputo: solo noi donne possiamo definire noi stesse.

>

Condividi su:

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Disturbi dell'alimentazione"?

Domande e risposte

Ho un cattivo rapporto con il cibo e con il mio corpo, non so se ho qualche problema oppure no

Salve, Io vi contatto perché dopo anni, vorrei capire cosa sto vivendo e perché mi ...

3 risposte
Non riesco a convivere con me stessa e vivo in un perenne stato di angoscia.

Per cinque lunghi anni ho sofferto di disturbi alimentari, legati a comportamenti bulimici, sfociati ...

5 risposte
Abbuffate continue e digiuni

Salve, sono una ragazzina di 15 anni e ho dei problemi col cibo. Premetto che è una storia un ...

5 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.