Disturbi dell'alimentazione

Perché è così difficile dimagrire?

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Dott.ssa Gloria Fioravanti

Ci sono diversi aspetti che rendono la perdita di peso molto difficile da ottenere. Sulla carta, perdere peso sembra molto semplice. Infatti, tutta la questione si può ridurre a un calcolo aritmetico: se ingerisci meno calorie di quelle che consumi tenderai a perdere peso; se accade il contrario, tenderai a ingrassare.

Tuttavia, il corpo umano non è una macchina: per questo in realtà dimagrire e, in seguito, mantenere il peso ideale può diventare un'impresa molto faticosa per motivi che trascendono la volontà personale.  In seguito vi elenco alcune difficoltà comuni alle persone che seguono un regime alimentare restrittivo.

 

Ostacoli fisiologici

Il nostro corpo è tarato per accumulare peso e calorie a causa della nostra storia evolutiva. Oggi ti basta entrare in un supermercato per procurarti del cibo, per i nostri antenati non era così. Se valutiamo la storia dell’uomo il nostro corpo ha una memoria insita nel DNA di circa 5 milioni di anni ed è solo da una cinquantina d’anni che il cibo è reperibile ad ogni ora del giorno. Il corpo, allora, si è evoluto in maniera tale da poter immagazzinare la maggior quantità di calorie possibile in vista dei periodi di magra. Nonostante la nostra cultura sia progredita, il corpo non è cambiato e, quando assume più calorie di quelle necessarie, reagisce esattamente come reagiva nella preistoria: immagazzina tutte le calorie per prepararsi a una carestia che, però, questa volta non arriverà.

 

Il corpo ha memoria del peso

E' questo il motivo principale per cui prendi peso e ti è poi difficile perderlo, e continuerà a esser così, finché non decidi consciamente di porre un freno a questo istinto. La formazione di una nuova memoria, tarata su un peso più basso, necessita di circa due anni dal raggiungimento del peso forma. Per questo quando si finisce una dieta è importantissimo reintegrare piano piano un'alimentazione normale.



L’azione del sistema limbico

Il desiderio di mangiare, che non è necessariamente connesso alla fame, non è un programma del nostro corpo ma del nostro cervello. Il sistema limbico, cioè il centro del piacere del cervello, si accende quando vedi un bel piatto di pasta o una pizza e ti viene l'acquolina in bocca. Il tuo cervello è fatto per desiderare il cibo ma non è fatto per gestire l'abbondanza che abbiamo a disposizione. La continua stimolazione del sistema limbico ad opera della pubblicità e della sovra esposizione degli stimoli alimentarti è uno degli ostacoli più grandi al dimagrimento in quanto  produce un desiderio incessante di cibo.

 

Set point e cellule adipose

Vi sono un certo numero di persone che hanno una predisposizione genetica verso l’accumulo di peso. Le ricerche scientifiche hanno constatato che ciò dipende dal numero di cellule adipose con cui nasciamo, le persone con una predisposizione all’obesità infatti nascono con un numero maggiore di cellule adipose e con un punto di equilibrio del rapporto pesoaltezza più elevato rispetto alle persone normopeso. Queste persone faranno più fatica a raggiungere il senso di sazietà e tenderanno ad avere un pesò più alto della media della popolazione.

La sedentarietà

Sembra ormai banale ripeterlo ma, la vita in ufficio, l’uso della macchina e tutte le facilitazioni che la tecnologia ci offre, non aiuta certo a perdere peso. A parità di apporto calorico, infatti, si rischia di non perdere neppure un grammo se non si stimola il metabolismo a reagire. L’attività aerobica è fondamentale per innescare un circolo virtuoso nell’organismo. Un po’ di movimento, inoltre, aiuta a produrre serotonina, a farti sentire più felice e a farti rifugiare meno nel cibo nei momenti di stress.

 

Cosa fare ?

Seguire una dieta a basso contenuto calorico e l’esecuzione di una regolare attività fisica è l’unica via percorribile per perdere peso in modo salutare. Successivamente, per mantenere nel tempo il peso perduto, le ricerche scientifiche hanno dimostrato che bisogna tornare gradualmente ad uno stile alimentare normo calorico affiancato da una corretta gestione dell’attività fisica e dall’utilizzo di strategie psicologiche per meglio gestire i momenti di fame improvvisa. Sul lungo termine infatti, la sola restrizione dietetica rischia di essere eccessivamente punitiva e difficile da mantenere, per cui le persone tendono a lasciarsi andare a mangiare di più, o con attacchi di fame improvvisi o con vere e proprie perdite di controllo o di stanchezza. L’attività fisica e l’acquisizione di strategie psicologiche per gestire la fame emotiva risulta essere la miglior strada per tornare ad una vita e alimentazione equilibrata e soddisfacente e non recuperare l’intero peso perduto.

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