Psicologia scolastica

Chiarirsi in classe: come aiutare gli alunni a sciogliere piccoli contrasti, litigi e incomprensioni.

30 Luglio 2019

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Chiarirsi in classe: come aiutare i bambini a sciogliere piccoli contrasti, litigi e incomprensioni. 

Lavoro da diversi anni nel pianeta scuola in qualità di psicologa referente di uno sportello di ascolto dedicato ad alunni, Docenti e genitori.

nei confronti di qualcuno da parte di un gruppo .

Gli Insegnanti sia della primaria che della secondaria di primo grado mi interpellano frequentemente per aiutarli a districarsi meglio tra le dinamiche che si instaurano tra i loro alunni.

Si tratta di incomprensioni, litigi, o esclusioni di qualcuno da parte di un piccolo gruppo.

Conflitti di non grave entità, ma se trascurati e non risolti rischiano di interferire con la sfera dell’apprendimento in quanto sappiamo che le emozioni intrappolate e non  canalizzate in modo positivo,  creano blocchi,  nel tempo macigni pesanti e oppressivi.

Quando i Docenti mi consultano, faccio appello alla mia esperienza, al materiale didattico e teorico che da sempre approfondisco sia per deontologia professionale che per passione, ma soprattutto attingo alla mia creatività ed inventiva, qualità che reputo un dono ed un talento, che mi consente di personalizzare e  calibrare ogni intervento  sulla realtà che incontro.

L’attività che propongo  per sciogliere i piccoli conflitti tra alunni l’ho denominata:

“LA SCATOLA DEI CHIARIMENTI”.

Si tratta di una metodologia semplice e facilmente applicabile e fruibile da chi lavora  abitualmente  con i minori, quindi non solo Insegnanti, ma anche educatori, assistenti sociali, catechisti, conduttori di gruppi, genitori!

Ne descrivo in dettaglio la modalità per applicarla.

L’esempio che segue è stato ideato per una classe quarta della primaria ma con gli accorgimenti dovuti ogni insegnante può personalizzarla ed adattarla ad altre fasce d’età.

In prima battuta si invitano gli alunni della classe ad individuare situazioni di disagio, presa in giro o contrasto tra loro e a scrivere un messaggio al compagno invischiato nell’eventuale conflitto.

I bigliettini vengono quindi piegati e depositati nella  SCATOLA DEI CHIARIMENTI,  che l’Insegnante avrà avuto cura di preparare e far decorare con immagini e disegni adeguati, incollati  sul coperchio e sui fianchi della scatola.

La seconda fase dell’attività prevede che si estraggano e leggano a voce alta tutti i biglietti, dichiarando sia l’autore che il destinatario.

Prima di condividere la lettura è importante chiedere il consenso a tutta la classe , previa alzata di mano. Se qualche alunno non fosse d’accordo,  quando si pesca il suo biglietto viene omessa la lettura. Nella mia esperienza personale posso affermare che nei rari casi in cui qualcuno inizialmente si  escluda , in un secondo momento chiede  di essere inserito, sollecitato dall’esempio dei compagni.

Quindi si domanda se tra i protagonisti dei piccoli contrasti vi sia qualcuno disposto a chiarirsi per sciogliere definitivamente quel nodo emotivo.

Le mani si alzano a cascata…a volte occorre fare una conta o un’estrazione a sorte per scegliere i primi contendenti.  Non è essenziale che in prima battuta tutti partecipano in quanto anche l’ascolto e la partecipazione passiva alle vicende altrui, coinvolge personalmente e smuove vissuti, posizioni, convinzioni, muri di incomprensioni.

Individuati i due alunni li si invita a sedersi uno di fronte all’altro e ad esporre a turno le loro ragioni, il loro vissuto e punto di vista,  mentre al resto della classe si chiede di intervenire in qualità di giudice di pace! Anche qui le mani che si alzano  sono diverse… sta alla sensibilità  dell’Insegnante intuire il modo migliore per scegliere il giudice di turno.

Scelto il giudice  si entra nel vivo dell’attività:

ogni contendente esprime  il motivo del contrasto , l’emozione che prova e che soluzione  prevede o propone per ristabilire l’accordo e la pace.

Mentre un alunno parla, l’altro è tenuto a stare in rispettoso silenzio e in ascolto senza intervenire, criticare o contestare.

Quindi si invertono i ruoli in modo che entrambe le parti possano esprimersi apertamente e trovare una soluzione e rappacificazione che soddisfi entrambi.

Il giudice di pace interviene in qualità di mediatore, per placare gli animi quando si accendono, o proporre soluzioni ulteriori a quelle emerse.

E` veramente toccante  ed emozionante assistere a questi scenari di riconciliazione, verificare quanto siano abili e profondi i minori se messi nelle condizioni di attingere alle loro risorse, responsabilizzandoli senza indurre sensi di colpa!

Il ruolo dell’adulto si esaurisce nella funzione di facilitatore della comunicazione, ma in realtà i bambini sono in grado di chiarirsi e cancellare con facilità rancori e risentimento, se messi nelle giuste condizioni per farlo! 

Invito adulti ed Insegnanti a sperimentare questa semplice ma efficace strategia,  a scrivermi le loro opinioni, suggerimenti ed osservazioni al riguardo.

La  SCATOLA DEI CHIARIMENTI   insieme a tante altre attività pratiche ed espressive  ora e possibile visionarla in modo completo in un libro che è stato pubblicato  dalla Ericksonlive,  CREA- ATTIVA- MENTE. L’autrice sono io, è un bel traguardo editoriale, frutto del lavoro che svolgo a scuola da tanti anni!

Grazie per la lettura e per l’attenzione!

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