Mio figlio si blocca davanti ai libri: e se non fosse pigrizia? Come decifrare l'ansia dei ragazzi e liberare le loro risorse nascoste grazie alla scienza

Come genitori, ci sono immagini che fanno male e, al tempo stesso, fanno scattare un profondo senso di impotenza. Vedere un figlio immobile davanti alla scrivania, con lo sguardo perso nel vuoto e i libri aperti da ore sempre sulla stessa pagina, è una di queste.   Spesso la reazione immediata del mondo adulto oscilla tra la frustrazione e il rimprovero: pensiamo che sia svogliatezza, una mancanza di impegno cronica o la tendenza tipica di questa generazione a fuggire dalle fatiche. Ma dietro a quella che da fuori sembra solo pigrizia, la psicologia e le neuroscienze ci svelano una realtà molto più complessa e dolorosa: la mente di quel ragazzo, in quel preciso istante, si è spenta per autodifesa. Non è un rifiuto dello studio, è un vero e proprio "congelamento" emotivo dovuto all'ansia.

Per comprendere questo meccanismo e smettere di colpevolizzare chi ne soffre, lo psichiatra Daniel Siegel ha tracciato una mappa preziosa attraverso la neurobiologia interpersonale. L'ansia nell'adolescenza non è un semplice tratto caratteriale, ma una reazione corporea e cerebrale a un carico che il ragazzo non riesce più a sostenere.

Ognuno di noi possiede una sorta di "spazio di sicurezza" psicologico e corporeo, che la scienza definisce Finestra di Tolleranza. Quando un ragazzo si trova all'interno di questa cornice ideale, il suo sistema nervoso è in perfetto equilibrio. È capace di concentrarsi, apprende con focalizzazione, riesce a tollerare la frustrazione di un esercizio difficile e comunica apertamente.

L'ansia dei ragazzi di oggi, alimentata dalle continue richieste performative e dalla paura costante del giudizio, agisce restringendo progressivamente le pareti di questa stanza sicura. Quando la pressione emotiva diventa eccessiva, il sistema nervoso perde l'equilibrio e scivola bruscamente al di fuori dei confini tollerabili. In alcuni momenti l'energia esplode verso l'alto, manifestandosi con agitazione, pensieri ossessivi e attacchi di panico. In molti altri casi, invece, il sistema va in protezione per evitare un sovraccarico totale e stacca la spina: è la fase del "blocco". Il ragazzo sperimenta una sorta di nebbia mentale, apatia e un bisogno assoluto di ritirarsi dall'experience.

 La mappa segreta delle nostre paure più profonde

Ciò che rende la situazione ancora più delicata è che non tutti i ragazzi reagiscono agli stessi stimoli nello stesso modo. La sensibilità e la vulnerabilità di ciascuno dipendono dalle lenti invisibili attraverso cui leggono se stessi e le relazioni con gli altri, lenti che lo psicoanalista John Bowlby ha chiamato Modelli Operativi Interni. Sono mappe relazionali ed emotive profonde che si formano fin dall'infanzia.

Se la mappa interiore di un adolescente è dominata da un'equazione rigida, come:  «io valgo solo se sono perfetto» o «se fallisco a scuola, deluderò chi mi ama e perderò il loro affetto», l'impatto con la quotidianità scolastica cambia radicalmente. Di fronte a un'interrogazione o a una montagna di compiti, il ragazzo non vede semplicemente una prova da superare, ma sente minacciata la sua sicurezza profonda.   Quella mappa attiva un allarme rosso interiore: la finestra di tolleranza si azzera all'istante e il sistema nervoso reagisce nell'unico modo possibile per difendere il Sé, ovvero congelandosi. Il blocco davanti ai libri è il sintomo visibile di un allarme invisibile.

   

La molla nascosta e la capacità di cambiare

Sebbene questa descrizione possa spaventare, la scienza ci mette di fronte a una realtà straordinariamente luminosa e ricca di speranza. Il cervello dei nostri ragazzi possiede una risorsa biologica immensa: la neuroplasticità. Le mappe emotive non sono destinate a rimanere rigide per sempre e le pareti della finestra di tolleranza possono essere nuovamente allargate.

Sotto la superficie opaca dell'apatia e del blocco, i ragazzi custodiscono un potenziale vitale enorme. Hanno una sensibilità profonda e un desiderio innato di autenticità e integrazione. Non appena viene offerto loro un contesto sicuro, la loro capacità di recupero e la loro resilienza si dimostrano sorprendenti.   Le risorse dei ragazzi non sono svanite, sono solo protette da un guscio difensivo che aspetta le condizioni giuste per potersi schiudere, rivelando talenti, creatività e una rinnovata spinta vitale.

Come aiutare un sistema nervoso a ritrovare l'equilibrio

Se il blocco è la conseguenza di un sistema difensivo attivato dalla paura, la strada per uscirne non può mai essere lo scontro, la punizione o la pretesa che il ragazzo "ci metta la volontà". Aumentare la pressione su una mente già congelata significa solo costringerla a blindarsi ancora di più nel suo guscio.

La chiave terapeutica ed educativa risiede nella co-regolazione emotiva. Poiché gli esseri umani sono profondamente interconnessi, il sistema nervoso di un figlio ha bisogno di appoggiarsi alla stabilità e alla calma di quello del genitore per potersi rassicurare.   Il compito dell'adulto non è fare il giudice delle prestazioni, ma sintonizzarsi con la fatica del ragazzo. Prestare la propria calma significa far passare il messaggio che il suo valore come persona è totalmente slegato dai suoi risultati scolastici. Aspetto questo, sicuramente difficile da mettere in pratica ma solo all'interno di questa relazione sintonizzata e accogliente, l'allarme interiore può finalmente spegnersi.   Le mappe mentali iniziano a cambiare, la finestra di tolleranza si allarga e quella molla vitale che sembrava schiacciata può finalmente liberarsi, permettendo al ragazzo di riprendere il proprio cammino con serenità e fiducia nelle proprie infinite risorse.

Questi ragazzi hanno un potenziale straordinario dobbiamo solo "vederlo"  

Dott.ssa Concetta Lo Bartolo
Psicologa dello Sviluppo e dell'Educazione

📚 Riferimenti Bibliografici

  • Bowlby, J. (1969). Attaccamento e perdita, Vol. 1: L'attaccamento alla madre. Boringhieri.
  • Bowlby, J. (1988). Una base sicura: Applicazioni cliniche della teoria dell'attaccamento. Raffaello Cortina Editore.
  • Schore, A. N. (2003). La regolazione degli affetti e la riparazione del Sé. Astrolabio.
  • Siegel, D. J. (1999). La mente relazionale: Neurobiologia dell'esperienza interpersonale. Raffaello Cortina Editore.
  • Siegel, D. J. (2012). Mindsight: La nuova scienza della trasformazione personale. Raffaello Cortina Editore.
  • Siegel, D. J. (2020). Auto-regolazione e benessere nell'adolescenza. Saggi di Neurobiologia Interpersonale.

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