Difficoltà nel percorso universitario e demotivazione

Chiara

Ciao, Sono una studentessa universitaria al primo anno fuori corso. Negli ultimi mesi mi sento molto demotivata e in ansia rispetto al mio percorso di studi. Dopo due anni da fuori sede e un anno in Erasmus+ mi trovo in difficoltà per la prima volta: rimando gli ultimi esami, evito il contatto con il relatore e la sessione invernale è stata poco produttiva. Vorrei concentrarmi sulla sessione primaverile/estiva, ma faccio fatica a studiare, ad alzarmi e a prendermi cura di me stessa. Il rientro a casa dei miei, la mancanza di una rete di supporto e una relazione a distanza contribuiscono al mio senso di blocco. Come posso rimettermi in carreggiata e affrontare i mesi che mi separano dalla laurea?

15 risposte degli esperti per questa domanda

Ti ringrazio per aver condiviso ciò che stai vivendo. Non è sempre semplice parlare di certe difficoltà, e il fatto che tu lo abbia fatto è già un passo importante.

A volte alcune situazioni hanno bisogno di uno spazio più personale e protetto per essere comprese fino in fondo. Con il giusto tempo e ascolto è possibile fare maggiore chiarezza e trovare modalità più funzionali per stare meglio.

Se sentirai che può esserti utile un confronto più approfondito, potrai valutare di rivolgerti a un professionista per dedicarti uno spazio tutto tuo.

Ciao Chiara,

stai tranquilla, non sei l'unica ad avere delle difficoltà nel "ripartire". È normale sentirsi così. Sei stata attiva negli anni precedenti e ora per riprendere ci sono delle difficoltà.  Poniti qualche obiettivo, anche minimo inizialmente, alzati la mattina presto, prova a cambiare "metodologia", evita tutti i distrattori che possono farti “cambiare” direzione. Prendi nuovi contatti universitari, magari non sei da sola in questa situazione e insieme troverete l’aiuto che al momento vi manca. Contatta qualche assistente di queste materie che ti mancano. Sei stata in Erasmus, avrai avuto delle buone capacità di adattamento, avrai tante risorse in te che devono solo riemergere in questa nuova situazione nella quale ti trovi. Richiedi un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli  e magari trovare strategie utili per fronteggiare queste difficoltà ed evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente. 

Contattami se ritieni che posso esserti d'aiuto. 

Dott.ssa Chillemi Carmen Linda

Dott.ssa Carmen Linda Chillemi

Dott.ssa Carmen Linda Chillemi

Messina

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Buongiorno Chiara,

ho letto le tue parole e voglio rassicurarti subito: quello che provi è molto comune e si chiama spesso "shock da rientro".

Passare dall'autonomia dell'Erasmus al ritorno in famiglia è un cambiamento drastico: non sei diventata pigra o incapace, sei semplicemente in una fase di transizione che necessita di nuovi equilibri. L'ansia per la tesi è spesso solo la conseguenza di questo sentirsi "stretti" in una vita che non ti calza più come prima.

Per uscirne, bisogna smettere di guardare la montagna intera (la Laurea) e concentrarsi sui piccoli passi possibili oggi.

Il mio lavoro si concentra proprio su questo: fornirti strumenti pratici per gestire l'ansia da prestazione e ricostruire una routine di studio sostenibile. L'obiettivo non è solo sbloccare gli esami, ma permetterti di ritrovare la tua autonomia mentale anche all'interno delle mura domestiche.

Un cordiale saluto,

Dott.ssa Cristina Galletti Psicologa del Lavoro e del Benessere

Dott.ssa Cristina Galletti

Dott.ssa Cristina Galletti

Varese

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Buongiorno Chiara, ti leggo e sento tutta la fatica che stai attraversando. Quando si è sempre riuscite a “tenere il passo” e poi, per la prima volta, qualcosa si inceppa, l’impatto emotivo può essere forte. Non è solo una questione di esami: è come se si incrinasse l’immagine di sé come persona capace, autonoma, in controllo. E questo può far salire ansia, senso di colpa, evitamento.
Quello che descrivi – rimandare, evitare il relatore, sentirti bloccata anche nelle cose quotidiane – non parla di pigrizia. Parla di sovraccarico. Hai vissuto anni intensi: fuori sede, Erasmus, cambiamenti continui. Ora sei rientrata a casa, in un contesto diverso, forse più familiare ma anche meno stimolante o meno tuo. Hai perso una rete di supporto costruita altrove e stai portando avanti una relazione a distanza. È tanto. È comprensibile che il sistema si sia un po’ “seduto”.

Prima cosa importante: non sei in ritardo nella vita. Sei in un passaggio delicato.

Per rimetterti in carreggiata, ti propongo di partire da qualcosa di molto concreto e gentile allo stesso tempo.

1. Riduci l’orizzonte.
Invece di pensare “devo laurearmi” o “mancano pochi mesi”, prova a riportare l’attenzione a blocchi settimanali. Non chiederti: come faccio ad arrivare alla laurea? Chiediti: cosa posso fare nei prossimi 7 giorni che mi avvicini di un passo? Anche piccolo.

2. Rompi il ciclo dell’evitamento con micro-azioni.
Quando l’ansia cresce, il cervello cerca sollievo evitando. Ma l’evitamento mantiene l’ansia. Non serve fare una rivoluzione: basta un gesto minimo.
– Scrivere una mail breve e semplice al relatore, anche solo per chiedere un appuntamento.
– Studiare 25 minuti cronometrati, senza l’obiettivo di “capire tutto”.
– Alzarti e sistemare la scrivania.

L’azione precede la motivazione, non il contrario. Spesso aspettiamo di sentirci motivate per iniziare, ma è iniziando che la motivazione si riaccende.

3. Cura le basi fisiologiche.
Se fai fatica ad alzarti e a prenderti cura di te, non è un dettaglio. Sonno, pasti regolari, movimento leggero: sono fondamenta. Non servono performance, serve regolarità minima. Anche una camminata di 15 minuti al giorno può aiutare a “sbloccare” un po’ il sistema nervoso.

4. Ricostruisci una rete, anche piccola.
La mancanza di supporto pesa moltissimo. C’è qualcuno con cui puoi condividere in modo autentico come stai? Un’amica, un ex compagno di corso, qualcuno conosciuto in Erasmus? Non per parlare solo di esami, ma per sentirti meno sola.
Se l’università offre uno sportello psicologico, potrebbe essere uno spazio utile per attraversare questa fase con accompagnamento.

5. Riformula il fuori corso.
Essere al primo anno fuori corso non definisce il tuo valore né il tuo percorso. Spesso è uno scarto temporale che racconta una storia complessa, non un fallimento. Prova a chiederti: cosa ho imparato in questi anni che non è misurabile in CFU?

Infine, una cosa che mi sembra centrale: forse sei stanca. Non solo fisicamente. Dopo anni di movimento, cambiamento, adattamento, può esserci un momento in cui il corpo e la mente chiedono una pausa. Non significa arrendersi. Significa ascoltare.

Non devi diventare una versione “più efficiente” di te stessa per farcela. Devi tornare in contatto con una versione un po’ più compassionevole. La disciplina aiuta, ma senza autocritica feroce.

Spesso la voce che manca è quella gentile verso di sé. 
Un caro saluto

Dott. Fabiano Foschini

Dott. Fabiano Foschini

Milano

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Quello che descrive è un momento molto comune nei passaggi finali del percorso universitario: quando la meta è vicina, spesso aumentano pressione, aspettative e paura di non farcela, e questo può portare proprio a blocchi, evitamento e demotivazione, anche in studenti che prima non avevano mai avuto difficoltà.

Può essere utile ripartire da piccoli passi concreti, anziché pensare subito all’intera sessione o alla laurea: scegliere un esame prioritario, definire obiettivi di studio molto brevi e realistici (anche 30–40 minuti alla volta) e ricostruire gradualmente una routine quotidiana che includa sonno, movimento e momenti di pausa. Anche riaprire lentamente il contatto con il relatore o con qualche collega, senza aspettare di “sentirsi pronti”, spesso aiuta a ridurre il senso di isolamento che alimenta il blocco.

Il fatto che questo periodo sia più faticoso non cancella il percorso già fatto né le competenze che ha costruito negli anni: a volte i momenti di rallentamento non indicano un fallimento, ma la necessità di riorganizzare energie, obiettivi e sostegni per affrontare l’ultima fase con maggiore gradualità e meno pressione su di sé.

Dott. Aron Fantini

Dott. Aron Fantini

Roma

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Puoi affrontare la situazione come un percorso strategico: prima individua le priorità immediate. Cura il corpo con sonno regolare, pasti bilanciati e piccoli momenti di movimento; struttura la giornata con micro-obiettivi realistici di studio, iniziando da compiti semplici per creare slancio; mantieni contatti regolari con affetti e amici, anche a distanza, per ridurre isolamento e ansia. Suddividi gli esami della sessione primaverile/estiva in tappe concrete e pianifica momenti di pausa e gratificazione. Considera di parlare con il relatore o tutor per chiarire priorità e ricevere supporto accademico. Lavora anche sul benessere emotivo con tecniche di respirazione, meditazione o brevi momenti di auto-riflessione. Concentrati su azioni quotidiane controllabili e misura i progressi passo passo. Sono disponibile online per colloquio.

Dott.ssa Simona Di Meglio

Dott.ssa Simona Di Meglio

Napoli

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Buonasera Chiara, 

lei descrive alcuni cambiamenti, rientro a casa, mancanza di supporto, relazione a distanza, che sembrano averla messa in difficoltà. Comportano un insieme di richieste che in questo momento lei non riesce a soddisfare. Vorrei sapere di più sul suo rientro a casa, per capire se in qualche modo possa assorbire energie mentali ed emotive e porre un ostacolo per i suoi studi. Inoltre avvicinarsi al raggiungimento di un traguardo porta a riorganizzare l'immagine di sé, e può far riemergere nodi critici. 

Può provare a cercare figure che la aiutino a livello organizzativo, come tutor con una specializzazione per persone del suo livello accademico, e se continuasse a sentirsi bloccata pensi ad un percorso psicologico di più ampio respiro. 

Un saluto. 

Margherita Barberi, psicologa

Dott.ssa Margherita Barberi

Dott.ssa Margherita Barberi

La Spezia

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Gentile Chiara, ti ringrazio di questa condivisione. È molto importante e coraggioso da parte tua prendere consapevolezza delle difficoltà che stai incontrando in questo momento e decidere di parlarne. Penso che periodi caratterizzati da poca motivazione nei confronti dello studio possano essere fisiologici e ti invito, se vuoi, a riflettere sull’eventuale origine di questa demotivazione. Ciò che mi preme sottolineare, però, è di provare a mantenere clemenza verso te stessa: anche se i tuoi piani non stanno andando come avevi previsto tu hai valore a prescindere dall’esito del tuo percorso universitario.

Ti mando un grande in bocca al lupo!

Dott.ssa Flavia Maietti

Dott.ssa Flavia Maietti

Roma

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Ti ringrazio per aver condiviso con sincerità questo momento di difficoltà: ciò che descrivi non è un fallimento, ma spesso un segnale importante di stanchezza emotiva, cambiamento e bisogno di ritrovare un nuovo equilibrio. Quando ci si avvicina alla fine di un percorso universitario può emergere un senso di blocco, soprattutto dopo esperienze intense come il vivere fuori sede, l’Erasmus e i cambiamenti relazionali.

Quello che stai vivendo – la fatica ad iniziare, il rimandare gli esami, la difficoltà ad alzarti o prenderti cura di te – non è mancanza di volontà, ma un possibile sovraccarico interno che merita ascolto e spazio.

Ti propongo un percorso di supporto psicologico orientato alla consapevolezza e al recupero delle tue risorse personali, con alcuni obiettivi principali:

• comprendere insieme cosa sta sostenendo questo senso di blocco, senza giudizio

• ritrovare un contatto più chiaro con i tuoi bisogni, le emozioni e la motivazione allo studio

• costruire strategie concrete per affrontare la sessione primaverile/estiva in modo sostenibile

• lavorare sul senso di solitudine legato al rientro a casa e alla relazione a distanza

• riattivare gradualmente cura di sé, ritmo quotidiano e fiducia nelle tue capacità

Nel nostro lavoro utilizzeremo uno spazio di ascolto attivo e dialogo, dove corpo, pensieri ed emozioni vengono considerati insieme: non solo “come studiare di più”, ma come tornare a sentirti presente e sostenuta nel tuo percorso.

Il percorso può iniziare con alcuni incontri a cadenza settimanale, in cui definiremo insieme piccoli passi realistici, rispettosi dei tuoi tempi. Non è necessario sentirti pronta o “in forma” per iniziare: spesso il primo passo è proprio concedersi uno spazio dove fermarsi e respirare.

Se senti che questa proposta può risuonare con te, possiamo fissare un primo colloquio conoscitivo per capire meglio i tuoi bisogni e valutare insieme come proseguire.

Cordialmente 

Dott.ssa Talin

Dott.ssa Eva Talin

Dott.ssa Eva Talin

Livorno

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Ciao Chiara,

la situazione che descrivi è molto chiara: hai già individuato con precisione quale sia il tuo problema, e questo è il passaggio più difficile in assoluto. Sei stata davvero molto brava.

L’altro passo importante, che hai già compiuto, è quello di rivolgerti a qualcuno che possa guidarti in questo ultimo tratto di percorso.

Oltre a essere una Psicologa iscritta all’Ordine, sono anche Ingegnere e docente al Mattei di Rosignano: queste due competenze sono fondamentali per questo tipo di difficoltà, che io concettualizzo sempre in modo pratico e strutturato.

Nel tuo caso non serve un lavoro lungo o complesso: è sufficiente focalizzare bene l’obiettivo e costruire alcune micro-abitudini quotidiane che ti riportino in una condizione di studio serena, così da poter terminare il percorso con maggiore tranquillità.

Possono bastare davvero poche sessioni: direi che con due o tre incontri possiamo lavorare in modo concreto, proprio perché si tratta di un aspetto pratico e organizzativo.

Ho lo studio a Rosignano, ma ricevo anche online.

Un abbraccio 

SM

Cara Chiara, grazie per aver condiviso ciò che stai vivendo. Quello che descrivi è molto più comune di quanto si pensi, soprattutto nelle fasi di passaggio come quella che stai attraversando. Il rientro dopo un periodo intenso e ricco di esperienze, il cambiamento di ambiente, la relazione a distanza e l’avvicinarsi della laurea possono attivare ansia, senso di pressione e un blocco che non riguarda solo lo studio, ma anche l’energia quotidiana e la cura di sé. Spesso il rimandare non è pigrizia, ma un modo per proteggersi da qualcosa che sentiamo come troppo carico, troppo doloroso. In questo momento, potrebbe essere utile provare a spostare il focus da “devo rimettermi in carreggiata” a “cosa mi sta accadendo? come mi sento?”. Provare a darti piccoli obiettivi realistici, ricostruire una minima routine quotidiana e cercare, se possibile, uno spazio di confronto per non attraversare tutto questo da sola.

Se senti che questo blocco sta diventando pesante, parlarne con un/una professionista potrebbe offrirti uno spazio sicuro per comprendere meglio e accogliere ciò che accade dentro di te. Se pensi possa esserti di aiuto, puoi contattarmi.

Un caro saluto

Buongiorno, 

da ciò che lei scrive mi arriva che in questo momento sono emersi paure e pensieri che la stanno bloccando nella strada verso il suo traguardo.

Cosa mi vuole dire l'ansia e la demotivazione?

Quali sono le mie paure?

Quali sono i miei punti di forza e le mie risorse che posso utilizzare in questo momento?

Potrebbe essere utile osservare, senza giudizio, questi pensieri e queste emozioni che sta vivendo, accoglierle e provare a rispondere a queste domande.

Resto a disposizione per approfondire quanto ho proposto.

Tutto il Meglio

Dott.ssa Barbara Biffi

Dott.ssa Barbara Biffi

Dott.ssa Barbara Biffi

Modena

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Salve,

grazie per aver condiviso in modo così aperto ciò che stai vivendo. Quello che descrivi è una situazione comune tra studenti universitari, soprattutto dopo periodi intensi come la vita da fuori sede e un’esperienza all’estero. È comprensibile sentirsi demotivati, ansiosi e bloccati di fronte agli ultimi esami e alla laurea imminente. Le possibili cause di tutto ciò potrebbero essere:

- Stress accumulato e burnout accademico: periodi prolungati di impegno intenso, cambiamenti di contesto e alte aspettative personali possono generare stanchezza mentale e fisica.

- Isolamento sociale e mancanza di rete di supporto: il ritorno a casa e la distanza da amici e contatti accademici possono aumentare il senso di solitudine e ridurre la motivazione.

- Ansia legata al futuro e perfezionismo: la pressione verso la laurea e la paura di non riuscire possono favorire procrastinazione e blocchi emotivi.

- Fattori personali e relazionali: relazioni a distanza e cambiamenti nella routine quotidiana possono aggiungere ulteriore senso di instabilità e fatica emotiva.

Tre strategie pratiche per iniziare a rimettersi in carreggiata potrebbero essere:

- Strutturare piccole routine quotidiane come iniziare con obiettivi semplici e raggiungibili, come svegliarsi alla stessa ora, fare una breve passeggiata o dedicare 25–30 minuti allo studio, può aiutare a ristabilire un senso di controllo.

- Spezzare lo studio in blocchi gestibili: tecniche come il “Pomodoro” (25 minuti di concentrazione seguiti da 5 di pausa) e micro-obiettivi giornalieri aiutano a ridurre l’ansia e aumentare la produttività percepita.

- Prendersi cura del benessere psicofisico: mantenere sonno regolare, alimentazione equilibrata, attività fisica leggera e momenti di svago contribuisce a migliorare energia e motivazione.

- Percorso di sostegno psicologico.Un percorso psicologico può essere molto utile in questa fase. Attraverso colloqui regolari potresti:

- Analizzare le cause profonde della demotivazione e dell’ansia;

- Acquisire strumenti concreti per gestire procrastinazione, stress e blocchi emotivi;

- Trovare strategie personalizzate per conciliare studio, vita personale e relazioni;

- Ritrovare sicurezza e fiducia nelle tue capacità, riducendo il senso di sopraffazione.

- Questo tipo di sostegno può aiutarti a recuperare energia, motivazione e benessere, rendendo più sostenibile il percorso verso la laurea.

Resto a tua completa disposizione per approfondire queste strategie o per supportarti nell’intraprendere un percorso psicologico adeguato.

Dott.ssa Chiara Ilardi 

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

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Buonasera Chiara,

talvolta inconsciamente creiamo ostacoli al completamento di un percorso o di una scelta, perché in fondo ci spaventa un po' quello che arriverà dopo, anche se abbiamo scelto quella meta e abbiamo lavorato tanto per avvicinarci.

Non so se questo sia il suo caso, ma potrebbe essere un'ipotesi di lavoro da cui partire per un breve percorso di supporto psicologico, che potrebbe avvalersi anche delle sue buone consapevolezze sui diversi "contributi" (famiglia, rete di supporto, partner) alla situazione.

Con nuove prospettive, più rassicuranti e/o stimolanti, potrà superare il blocco, che avrà così rivelato il suo messaggio.

Cordiali saluti e incoraggiamenti,

Enrico Cazzolino

Dott. Enrico Cazzolino

Dott. Enrico Cazzolino

Varese

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Buongiorno Chiara, stai tranquilla succede a molti di sentirsi così quando si arriva in fondo ad un percorso di studi. 

Sarebbe importante sapere se l'ansia è dovuta solo allo studio o c'è anche altro.

I fatti più rilevanti che riferisci sono quelli che non riesci a prenderti cura di te stessa e la tua demotivazione se sommati all'ansia potrebbero essere la spia di una depressione.

Un altro fatto è la mancanza di una rete di supporto nonostante tu viva in famiglia.

Sarebbe opportuno riflettere su questi punti.

Per quanto riguarda relazione a distanza, sei sicura che è ciò che vuoi oppure avresti bisogno di qualcuno che ti potesse stare a fianco?

Un abbraccio 

Dottoressa Marchetti Fiammetta 

Iscrizione n 2882 del Gennaio 2019 all'Albo Psicologi della Liguria

Disponibile a consulenze on line in videochiamata whatsapp, per telefono con somministrazione di test 

Dott.ssa Fiammetta Marchetti

Dott.ssa Fiammetta Marchetti

La Spezia

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