Psicologia scolastica

Bambino ha paura di andare all'asilo

Giulia

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Mio figlio di 4 anni e 4 mesi frequenta il secondo anno di scuola materna.

Fin da subito ha avuto difficoltà nell'inserimento, piangeva perché voleva la mamma e il papà, stava seduto a chiedere in continuazione il nostro arrivo, ma non ha mai ricevuto le giuste attenzioni.

La maestra gli rispondeva che saremmo arrivati, ma siccome il bimbo lo chiedeva in continuazione come una radio lei ha cominciato a dirgli che saremmo arrivati soltanto se la smetteva di piangere. Il bimbo inizialmente si disperava anche quando in paese trovavamo la maestra, e piangeva anche quando vedeva alcuni compagni.

Poi le cose migliorarono fino a quando il bimbo inizia a balbettare. Ha avuto 3 episodi di balbuzia, il primo subito dopo l'inizio, ma il bimbo recuperò velocemente, l'altro a distanza di alcuni di mesi più importante, e l'ultimo su consiglio del pediatra ho tenuto a casa il bimbo una decina di giorni anche perché ero al 7 mese di gravidanza.

Aggiungo anche che tra i due episodi di balbuzia in mezzo ci fu la recita di natale e il bimbo era disperato, non voleva neanche poi recarsi in asilo per il buffet e l'arrivo di babbo natale. L'ultimo episodio di balbuzia lo abbiamo collegato anche al fatto della gravidanza e quindi dell'arrivo imminente della sorellina. Nasce la sorellina ma a parte la ricerca di coccole in più da parte di mio figlio, non ha mai dimostrato gelosia nei suoi confronti, sempre stato bravo.

Forse dentro di lui non era così tranquillo?

Recupera bene anche con asilo, va tranquillo e alla recita di fine anno stavolta sarà bravissimo. Dimostra tutta la sua capacità straordinaria nel cantare e recitare. Passa l'estate, e all'asilo giocano sempre fuori tutti i giorni (dove abitiamo l'asilo rimane aperto anche d'estate fino a metà agosto). Poi rimane a casa un mese e riprende con l'inizio dell'anno scolastico. Crisi nera. Inizialmente piange parlando dei disegni poi andandogli sotto un pochino facendo giri larghi nei discorsi, inizia a dirmi che la maestra chiama il papà a dirgli di non andare a prenderlo, che "lei" gli ha detto di mangiare tutto e alla mia domanda su chi fosse "lei" lui mi risponde piangendo "la strega". Dice che se non disegna bene o non finisce il disegno la strega lo porta via. Che se non mangia tutto la strega lo prende. Mi segue per tutta la casa sempre piagnucolando e a volte piangendo agitato per ore, chiedendomi se all'asilo non gli succede niente, dicendomi che sta a casa, che non può andare, che gli altri bambini giocano e lui deve finire il suo lavoro e non gioca e che rimane dentro. Abbiamo parlato alla maestra e lei ha detto che tutto è nato perché il bimbo non vuole disegnare e lei lo ha sgridato. Più che sgridato direi ricattato. In realtà la figura della strega esiste davvero all'asilo, è una strega di un vecchio carro mascherato ed è all'interno di una stanza vicino a dove mangiano i bambini. Ecco il collegamento che "lei" gli dice di mangiare tutto. Insomma il bambino è in uno stato di agitazione intenso tanto da non voler far colazione al mattino o addirittura qualche conato di vomito. Ora è a casa e in questi giorni è felice e sereno ma sempre col timore che lo portiamo là. Mi chiede dove va quando si sveglia o se prendiamo la macchina mi dice di non portarlo là. Specifico che il bimbo è molto vivace, iperattivo, ha molta memoria memorizza canzoni, storie libri, film disney, fa costruzioni, ha passione per campanili e fontane, macchine, trattori, va in bicicletta, guarda sempre le ombre, gioca a tennis benissimo (dritto rovescio e cambia pure mano!), calcio, ha un linguaggio ampio e perfetto e parla quasi sempre in terza persona. Non gli piace disegnare e non è molto capace a farlo e non ha pazienza e attenzione nel farlo e noi genitori non abbiamo mai insistito e non ci siamo mai messi li a farlo colorare.

Ha sempre preferito fare altro. La maestra lo costringe a disegnare e fare i lavoretti e credo che da questo si sia scatenato qualcosa dentro di lui. O forse era arrivato al culmine ed è esploso. In questo periodo è anche molto nervoso, si arrabbia giocando e ci ascolta poco. Mi chiedevo se fosse il caso di cambiare asilo, cambiare ambiente, io credo che lui abbia il rifiuto verso questa maestra e verso il luogo stesso e forse ha bisogno di una persona che approcci con lui diversamente e che lui si senta sicuro e rassicurato anche con qualche coccola, no solo con freddezza e ricatti.

Resto in attesa di una vostra gentile risposta. Cordiali saluti

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Giulia,


credo che suo figlio abbia vissuto i suoi primi giorni di scuola in modo "traumatico" così come l'insistenza della maestra a dover disegnare, lo dimostrano gli episodi di balbuzie poi rientrati. E' naturale che dopo un mese trascorso a casa, al ritorno a scuola ha un a"crisi", non dimentichi che a casa c'è la sorella mentre lui deve stare a scuola; ad ogni modo ciò che sento molto forte in questo racconto è la mancanza di sicurezza che questo ambiente scolastico trasmette a suo figlio. Prima di cambiare proverei a condividere con le maestre questi vissuti del bambino, specie quelli legati alla strega che è punitiva quando lui "disattende " le aspettative delle maestre. Colorare nn è un'abilità indispensabile per la sopravvivenza, essere sereni a 4 anni Sì.


Qualora le maestre non fossero disposte a collaborare io credo che i cambiamenti non possono che far bene!!!!


CORDIALI SALUTI

Cara Giulia,


sicuramente i modi della maestra non sono stati dei migliori se suo figlio accusa tutta questa ansia e sofferenza, oltre al fatto che sicuramente è un bimbo molto sensibile. Dall'altra parte le suggerisco che i bambini molto spesso sono sensibili e ricettivi ai pensieri dei genitori, quindi se si sentono avallati nel loro malessere o antipatia nei confronti di un insegnante, finisce che automaticamente il rifiuto verso di esso aumenta e diventa intollerabile. Forse spiegare al bambino che la maestra non è cattiva e aiutarlo a riavvicinarsi a lei potrebbe essere un buon modo per ridurre i suoi stati ansiosi, oltre al fatto che, lavorando sul suo vissuto di mamma nei confronti della figura dell'insegnante, potrebbe effettivamente osservare se il bambino migliora oppure no... nel caso non migliorasse allora sarebbe lecito pensare che davvero qualcosa non va. In caso contrario non c'è nulla da temere e ci vuole solo un pò di fiducia e collaborazione in più.


Spero di esserle stata d'aiuto!

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