Problema sull’universitaria che sta influendo sulla mia vita

Massimo

Gentili dottori/dottoresse. Sono un ragazzo di 20 anni e vi scrivo perché ho un problema legato all’università che sta influendo anche sulla mia vita. Sono diplomato a pieni voti al liceo scientifico e ho scelto la facoltà di matematica in quanto ho sempre avuto il desiderio di insegnare. Soltanto che dopo il primo anno mi trovo davanti a questa domanda: non sento più di avere né l’interesse per la materia, né per l’insegnamento, nonostante mi piaccia dare ripetizioni, oppure è semplicemente fatta così la vita universitaria? Ho passato quasi tutti gli esami del primo anno, anche superando delle difficoltà abbastanza grandi, ma comunque sto perdendo la voglia. Solo che non so cosa fare, la questione è diventata un’ossessione da qualche settimana. In effetti il mio orientamento universitario (e sul futuro) è stato veramente un enorme disastro: idee sul futuro immediatamente infrante dai miei genitori. Con loro ho sempre avuto un bel rapporto, ma da quando ho fatto coming out perché gay (purtroppo in concomitanza con la scelta universitaria) è tutto cambiato. Ho provato a parlare con loro (ma in particolare con mia mamma perché mio padre non vuole neanche che studi, ma che faccia il suo lavoro), ma più che urla e svalorizzazioni non ho ottenuto. Siamo in una condizione economica decente, sicuramente più che sufficiente per pagarmi gli studi, e non hanno neanche dovuto pagarmi il primo anno di università in quanto uscito col 100 al liceo. Ma nulla, o faccio ‘matematica, ingegneria, medicina, giurisprudenza’ oppure vogliono che io lavori, qualsiasi altra cosa dica loro sul mio futuro fa loro schifo. So che devo farmi la mia vita e ‘fregarmene’ dell’opinione anche dei miei genitori; l’ho già capito e sperimentato per la questione della mia vita sessuale: esco con ragazzi, sto iniziando a vestirmi come voglio, inizio sempre più ad essere me, e almeno questo mi sta rendendo una persona fiera. Ma entro certi limiti, e questi limiti nel caso dell’università sono proprio i soldi e specialmente (credo) un minimo di appoggio emotivo. Io cerco di distrarmi, ho riscoperto la mia passione per il nuoto, cerco di divertirmi uscendo con amici, cerco un ragazzo. Ma mi sento insoddisfatto e sopraffatto per la mia scelta universitaria nonché sul mio futuro, e questo influisce anche sulla mia vita sociale in quanto continuo a dire: “guarda quello/a li, sembra così felice della sua scelta, io no”. Per questo vi chiedo cortesemente come fare a risolvere questo problema e a chi mi conviene rivolgermi. La mia idea era quella di finire la triennale, dando sempre ripetizioni (per avere un minimo di indipendenza) per poi stoppare un anno (in mi impegnerò per trovare lavoro, con la laurea In mate so che si trova facilmente) e prendere un enorme respiro da tutto questo, per rivalutare tutto. E’ proprio questo che mi serve, un enorme respiro, in quanto ora non sono in grado di prendere una decisione affrettata. Grazie mille in anticipo!

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Massimo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL