Psiconcologia

La malattia oncologica nella donna. Il vissuto emotivo e la sessualità

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Nel 2012 decisi di scrivere la tesi di laurea specialistica sulle conseguenze sessuologiche e psicologiche del tumore ginecologico. Ricordo che, desiderosa di approfondire il tema per contribuire al miglioramento dell'assistenza in questo ambito, venni attaccata e insultata da molte donne. Purtroppo è ancora un tabù occuparsi anche della sfera sessuale nella donna colpita da una terribile malattia oncologica;  viene sempre prima di tutto la cura organica del tumore, che per quanto necessaria, porta a trascurare gli aspetti emotivi di una femminilità messa in discussione. 

La scelta del tema fu dettata dalla personale esperienza della malattia in famiglia, motivo per cui anche io mi sottopongo regolarmente a esami di prevenzione. 

Oggi ne parlo di nuovo perché sono certa che sia importante parlarne.

 

VISSUTO EMOTIVO

La maggior parte dei tumori femminili si manifesta nella donna al di sotto dei 60 anni; il 25% dei tumori al seno, ad esempio, si verifica in donne la cui menopausa è ancora lontana. La giovane età, infatti, implica che si trovino in una fase del ciclo di vita ancora in divenire. Da un lato la malattia stessa, dall'altro le inevitabili terapie, inducono cambiamenti nel corpo che si riversano sulla sfera psicologica e sessuale della donna. Viene messa a dura prova la relazione coniugale e la vita emotiva è invasa da sentimenti di tristezza, rabbia e paura.

Il cancro dell'endometrio e dell'utero, invece, rappresentano i tipi di tumori maggiormente diffusi tra le donne in post-menopausa. A questa età l'insorgenza della malattia mette in discussione il ruolo di moglie e madre. Subentrano paure legate alla capacità di occuparsi ancora dei figli, il desiderio di proteggerli ed il timore di non poter fare più nulla. Ci si sente ancora una volta inadeguate al ruolo di moglie e si alterano i ritmi e i momenti di intimità maturati all'interno della coppia.

Sintomi sessuali e problematiche di coppia

Si verificano:

caduta del desiderio sessuale che può dipendere da un tono dell'umore molto basso e stati depressivi; dalla ferita all'immagine di sé dopo l'intervento al seno; dalla perdita di ormoni femminili per la menopausa spontanea o indotta dai farmaci; dalla presenza di linfedema al braccio omolaterale all'intervento.
difficoltà di lubrificazione con dolore durante il rapporto;
difficoltà o impossibilità all'orgasmo;
insoddisfazione fisica sessuale, frustrazione e depressione per sé e per i problemi che questa ferita può creare alla relazione di coppia, specie se giovane.
La diagnosi di un tumore determina, dunque, un forte impatto emozionale sia su chi la vive in prima persona che sul partner e la relazione stessa. La crisi nella coppia è più probabile che si manifesti, quando esistevano già prima della malattia problematiche di comunicazione e confronto, condivisione emotiva, considerazione reciproca dei bisogni. Il forte impatto psichico e biologico sembra accentuarsi quando la coppia coinvolta è giovane e non ha ancora realizzato il progetto procreativo. Limitazioni emotive e sessuali possono causare depressione reattiva nel partner, difficoltà fino all'evitamento dell'intimità e sintomi più speciali quali caduta del desiderio, deficit erettivi transitori e precocità eiaculatoria.

Inoltre, all'interno di una relazione di coppia già provata dalla malattia, possono manifestarsi livelli diversi di desiderio sessuale, la paura (nel paziente) di non essere desiderabile o attrattivo, la non accettazione delle modifiche del proprio corpo o la presenza di credenze erronee sulla trasmissione del cancro attraverso l'attività sessuale.

La possibilità di una ripresa sessuale dipende dall'importanza attribuita alla sessualità prima della malattia all'interno della coppia, dalla qualità della relazione di coppia e dall'intesa erotica tra i due partner. Fondamentale è anche l'informazione ricevuta dal team di cura sui possibili cambiamenti sessuali determinati dalla malattia e dai trattamenti. In questo modo il paziente si sente legittimato ad esprimere i suoi bisogni di riabilitazione sessuale e può ricevere indicazioni sulle risorse disponibili nel contesto di cura per il recupero di una vita sessuale soddisfacente.

Una delle modalità per favorire la ripresa sessuale consiste in incontri psicoterapeutici mirati ad incoraggiare la coppia a riprendere gradualmente l'attività sessuale. Si affrontano così le paure, si entra in intimità affettivamente e si comprendono i reciproci bisogni, sperimentando anche modi alternativi per il raggiungimento del piacere.

 

Il sentimento depressivo

Una diagnosi di tumore scatena sempre una serie di stati emotivi che variano da persona a persona. Allo shock e incredulità iniziali, seguono paura e incertezza, rabbia e rifiuto, biasimo e senso di colpa. La parola "cancro" viene associata alla morte e alla condanna ad un'esistenza che si concluderà prima del previsto. 

Il tumore della mammella, uno dei più diffusi tumori del sesso femminile, colpisce oggi sempre più donne di età inferiore a 54 anni. I sentimenti di tristezza accompagnati da stati ansiosi, gravano sulla sfera psichica della donna che si trova nel pieno della propria femminilità, attrattività e fertilità. Quando la minaccia avvertita al momento della diagnosi si concretizza e riflette nell'immagine allo specchio, la donna si trova a dover affrontare un momento esistenziale complicato. In questo caso, le giuste attenzioni e un costante supporto possono aiutare la persona ad accettare il proprio corpo con tutte le cicatrici, fisiche e emotive, che la malattia le ha procurato.

Ci si riferisce alla modificazione del seno dopo l'intervento chirurgico, alla perdita dei capelli, all'invecchiamento della pelle, alla menopausa precoce e a tutte le difficoltà sessuali. Tutto questo porta senso di inadeguatezza, insicurezza per sentire di aver perso la propria femminilità e sensualità e forte disagio dinanzi al partner.

Come si interviene? 

Diviene necessario un supporto psicoterapeutico e psicosessuale. Oggi sempre più donne desiderano migliorare la qualità della propria vita e per la prima volta affrontano anche problematiche legate alla sessualità. Medici, psicologi e psicoterapeuti hanno il compito di dare tanto informazioni oncologiche quanto risposte esistenziali al "desiderio di vita" di queste donne. 

 

 

 

“- Isabel: Tu conosci tutte le loro storie... Ogni piccola ferita... Sei la loro memoria, i momenti felici della loro vita sono tutti legati a te, ogni singolo momento! Non lo capisci? Guarda avanti al giorno in cui lei si sposerà... Io sono in una camera, da sola con lei, le sistemo il velo, le gonfio il vestito e le dico che non c'è mai stata una donna più bella di lei. E la mia paura è che lei penserà 'vorrei che la mia mamma fosse qui!'.
- Jackie: E la mia è che non lo pensi... Ma la verità è che lei non deve scegliere: può averci tutte e due, vorrà bene a tutte e due... E diventerà una persona migliore per merito mio, e per merito tuo. Io ho il loro passato e tu puoi avere il loro futuro.” 

- Amiche nemiche -

 

 

Dott.ssa Francesca Tucci

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