Psicoterapia

L'intervento psicologico clinico che promuove sviluppo

03 Settembre 2014

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L’obiettivo che orienta l’intervento psicologico clinico è  l’utilizzazione delle risorse, individuali od organizzative, che possono promuovere lo sviluppo della relazione tra individui e contesto.

Questo obiettivo rende indispensabile una premessa e cioè che lo psicologo conosca il contesto, e non solo l’individuo e delle sue dinamiche interne, al fine di orientare il suo intervento entro le coordinate, possibili, di sviluppo dei sistemi sociali.

Questo metodologia di intervento per la quale l‘esplorazione del contesto è parte fondante dello stesso intervento, è riferibile sia a situazioni delle quali lo psicologo interviene per dei problemi organizzativi, sia nel caso della psicoterapia “individuale”.

Nell’intervento di psicoterapia, infatti, lo sviluppo concerne le relazioni della persona all’interno del suo contesto, familiare, lavorativo, amicale, e sociale più in generale.

Non esiste un modello prefissato di sviluppo, a differenza di un intervento volto allo correzione del deficit, nel quale  la norma, a cui è necessario ricondurre il deficit individuato attraverso una diagnosi, è definita a priori.

L’intervento che promuove sviluppo può comportare, anche, un’evoluzione dei singoli individui, in parte assimilabile alla correzione del deficit. Tale processo, d’altra parte, avrà quale criterio di verifica la capacità del contesto di realizzare i suoi obiettivi, non la normalità individuale. In altri termini, si può dire che lo sviluppo individuale si realizza, sempre, entro un contesto.

L’intervento che promuove lo sviluppo, non prevedendo una normalità a cui tendere e data a priori,  si sostanzierà a livello metodologico, nella contrattazione continua del progetto di sviluppo tra psicoterapista e paziente.

La psicoterapia quindi non ha un obiettivo dato dalla fase diagnostica, e non si confronta con un processo lineare, predefinito.

L’obiettivo è continuamente oggetto di contrattazione tra psicoterapista e paziente, man mano che il paziente acquisisce nuove categorie per pensare il suo problema.

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