Psicoterapia

L'Ascolto nella Psicoterapia ad orientamento Psicoanalitico

17 Maggio 2017

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Le sedute con alcuni pazienti sono estremamente vivaci e sembrano puntate di una telenovela. Ne possono seguire altre che suonano all'orecchio come degli adagi che sfumano nel silenzio. Se si potesse tradurre in musica la giornata di uno psicoterapeuta, si ricaverebbe un affascinante sinfonia, composta dei più diversi movimenti: vivace, adagio, andante, presto...e così via. Ascoltare la musica di un paziente può essere un modo di descrivere l'attitudine all'ascolto, che dovrebbe essere la prima capacità del terapeuta.

Bion, un grande psicoanalista, l'ha definita "capacità negativa", dove il termine non va inteso nel senso comune, bensì nel senso di un vuoto pronto ad accogliere un pieno (che viene dal paziente), a dargli un senso e a farlo germogliare. Si potrebbe paragonare alla funzione dell'utero materno, che dapprima è vuoto, ed anzi chiuso, e poi si apre per accogliere l'embrione e farlo sviluppare.

Molti disagi psicologici attuali si possono ricondure ad un "vuoto di senso, di significato dell'esistenza". Questo è tipico della depressione, però è presente anche in altri stati mentali, che a prima vista non paiono depressivi. Ansietà, inquietudine, incapacità di concentrarsi su uno scopo, fuga dalle relazioni e dalle situazioni.

L'orecchio attento del terapeuta, senza pregiudizi e stigmatizzazioni, può portare ad ascoltare/ascoltarsi, facendo emergere a poco a poco la vera natura del disagio, o quella più vicina al vero.

Per questo una psicoterapia psicoanalitica che abbia un risultato non può che durare da qualche mese a qualche anno, ovviamente con diversi livelli di profondità che si possono raggiungere. Ma il metodo dell'ascolto, esercitato da un orecchio esperto e veramente aperto, è utile anche per un periodo di consultazione, che può prevedere da 3 a 10 sedute, e che può fornire indicazioni rispetto ad una via da seguire per affrontare le difficoltà (da intraprendere eventualmente anche in futuro) e contemporaneamente offrire un primo sollievo dalle sofferenze.

Per concludere brevemente, si potrebbe definire la psicoterapia ad orientamento psicoanalitico come un'educazione all'auto-ascolto, attraverso la pratica esercitata dal terapeuta.

Ascoltare per far apprendere l"auto-ascolto".

 

Cristina Berti Ceroni 

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