Por mente al corpo

Il sentiero della competenza emotiva prende il via dalla capacità di ascolto del proprio corpo, delle proprie vibrazioni e dei propri rumori interni. E’ qui che la tecnica del Training Autogeno (da ora in poi TA) trova una sua importanza fondamentale, unendo assieme la consapevolezza del corpo, dei suoi movimenti e delle sue tensioni alla completa apertura al generarsi delle sensazioni e delle emozioni che abitano nel corpo di ogni persona.

Contattando il proprio corpo e dedicandogli uno spazio ed un tempo nel quale esprimersi e farsi ascoltare, la persona sarà in grado di mettersi in ascolto di rumori, tensioni ed emozioni che si genereranno in modo autonomo, secondo un naturale processo di crescita (da qui il termine autogeno). Questo è uno dei motivi per il quale il TA viene definita, oltre che una tecnica di rilassamento, una “tecnica di cambiamento” che attraverso un percorso che parte dal corpo, risveglia la vita emotiva della persona accompagnandola nel cammino, verso una maggior consapevolezza dei propri bisogni e di se stessi.

Questa tecnica è caratterizzata da uno specifico protocollo graduale in grado di produrre modificazioni psicologiche e fisiologiche, agendo sul sistema neurovegetativo, sulla consapevolezza del proprio corpo, delle tensioni e delle contratture caratteriali.

Lo stato di rilassamento è la base di partenza sulla quale poggiano tutti i passaggi successivi, tuttavia è una componente che va consolidandosi nel corso delle fasi successive e con l’allenamento, quindi non necessariamente sarà raggiunto da tutti in egual misura e con gli stessi tempi. Di fatto lo “svotamento della mente” e la distensione, suggeriti all’inizio dell’induzione, permettono alla persona di calarsi in una condizione di coscienza e di attivazione fisiologica ottimale, simile al dormiveglia. In questo stato la persona è isolata dalle distrazioni, dai rumori dell’ambiente e delle propria mente, ma al tempo stesso è in grado di ricevere i proponimenti specifici, contenuti nelle formule del TA. Ciò che accade nel TA è un fenomeno definito Commutazione Autogena, ovvero uno stato di auto-distensione in grado di produrre cambiamenti neurovegetativi e psichici, che si ottiene con l’esperienza e l’allenamento costante. Il processo stesso di apprendimento è svolto in più sedute, dalle 8 alle 12 circa, nelle quali anche le varie formule sono caratterizzate da passaggi graduali, secondo un preciso ordine centripeto di attivazione corporea e dei vari strati della coscienza, che va dall’interno verso l’esterno.

Lo stato di rilassamento che si raggiunge, simile a quello della fase che precede il sonno, è una condizione in cui il livello di coscienza raggiunto, consente di avere intuizioni, ragionare in modo più lucido ed ascoltare le proprie sensazioni fisiche, riuscendo a riconoscerle ed imparando così a modificarle.

Le potenzialità del TA vengono sfruttate in molti ambiti applicativi:

  • Permette il recupero di energie in caso di affaticamento fisico, mentale e deprivazione da sonno;
  • Induce uno stato di rilassamento generale con benefici effetti sulla componente emotiva;
  • Concede alla persona la possibilità di dedicare un tempo e uno spazio all’ascolto del proprio corpo in termini di sensazioni, movimenti ed emozioni, permettendole di conoscersi più a fondo e di entrare in contatto con le proprie manifestazioni somatiche; getta le basi per una miglior competenza emotiva ovvero la capacità di riconoscere diversificare e dare un nome alle emozioni;
  • Migliora la concentrazione e quindi è molto utilizzato per migliorare le prestazioni nello sport, nel lavoro, nello studio e nell’arte;
  • E’ utile per lavorare su particolari problematiche attraverso proponimenti specifici in caso di sintomatologia di origine psicosomatica, disturbi algici, dipendenze, disturbi del sonno preparazione al parto e post-partum;
  • Infine, similmente ad una classe di esercizi bioenergetici, il rilassamento, l’ascolto e la conoscenza delle sensazioni corporee, sono in grado di attenuare le contratture della corazza caratteriale, consentendo alle emozioni “sequestrate” di emergere. 

     

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