Varie

Che effetti ha un trauma sulla psiche e come possono essere affrontati

contattami

Condividi su:

Il terremoto accaduto recentemente in Abruzzo ha focalizzato l’attenzione di tantissime persone sugli effetti che un evento traumatizzante può avere sia su chi lo ha vissuto direttamente, sia su chi lo ha provato indirettamente.
Alla base del malessere c’è l’esperienza del “trauma”, le cui manifestazioni psicologiche possono derivare da 2 diversi agenti stressogeni:

1) un evento stressante e di natura violenta (morte, lesioni, minacce all’integrità fisica e psicologica);

2) una serie di microtraumi relazionali avvenuti nelle prime fasi dello sviluppo emotivo (separazioni precoci, maltrattamento, trascuratezza psicologica, carenza di sintonizzazione affettiva) che si sono stabilmente ripetute.

L’esperienza del trauma può dare luogo sia a breve che a lungo termine, al “Disturbo Post-Traumatico da Stress. Questo disturbo è scatenato da eventi traumatici che sono generalmente al di fuori della normale gamma delle esperienze umane: combattimenti militari, subire o essere testimoni di una violenza sessuale, aggressione personale violenta, rapimento, attacco terroristico, tortura, incarcerazione in tempo di guerra o in campo di concentramento, incidenti, calamità naturali, o la morte inaspettata di una persona amata. Durante questi eventi si verifica una reazione psichica che comporta l’essere sopraffatti da emozioni angoscianti e intollerabili che comprendono tutto il coinvolgimento della persona per poterle gestire. I sintomi del Disturbo Post-Traumatico da Stress possono manifestarsi mesi, o addirittura anni, dopo l'evento traumatico, e la loro durata varia da un minimo di un mese alla cronicità.

Secondo il “DSM IV R” i sintomi del PTSD sono i seguenti:

  • ritiro emozionale;
  • evitamento fobico degli elementi che ricordano l'evento traumatico;
  • stato di disperazione;
  • comportamento autodistruttivo;
  • alterazione della personalità;
  • oscillazioni del tono dell'umore;
  • senso di colpa;
  • disturbi del sonno, con frequenti incubi che ripropongono l’evento traumatico vissuto;
  • ipervigilanza, ed esagerate risposte di allarme;
  • irritabilità o scoppi d’ira;
  • difficoltà a concentrarsi o a eseguire compiti;
  • nei bambini, tendenza a fare dei giochi in cui gli eventi traumatici sono riprodotti;
  • stati dissociativi che durano da pochi secondi a diverse ore, o perfino giorni, durante i quali vengono rivissute parti dell’evento ed il soggetto si comporta come se stesse vivendo l’evento in quel momento (flashbacks).


La presenza di un Disturbo Post Traumatico da Stress porta con sé la frequente rivisitazione del trauma. I ‘flashbacks’’ sono tipicamente brevi e determinano un malessere molto elevato nelle persone che li vivono poiché l’organismo si attiva innalzando fortemente la soglia d'allarme, e mette in azione tutta la parte fisiologica con cui si reagisce ad un possibile pericolo seppur interno e non concretamente individuabile nella realtà. Spesso si manifesta in seguito all’ esposizione ad eventi scatenanti che assomigliano o simbolizzano un aspetto dell’evento traumatico. Questo vissuto costringe la persona a mettere in atto delle strategie di difesa estremamente dispendiose sul piano delle energie emotive e fisiche per evitare tutto ciò che possa riportare all’evento traumatico come evitare pensieri, sentimenti o conversazioni che lo riguardano e attività, situazioni o persone che ne suscitano il ricordo. A questa strategia di difesa è collegata la possibilità di amnesie più o meno prolungate o la tendenza ad assumere un atteggiamento che “attenui” l’impatto degli stimoli del mondo esterno. La persona ha un forte calo di interesse verso il mondo esterno e sembra che spesso le emozioni gli scivolino addosso, può inoltre manifestare una riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli, sentirsi distaccato nei confronti degli altri o avere una riduzione nella capacità di provare emozioni. La persona può avere inoltre una riduzione delle prospettive future (per es. non aspettarsi di avere una carriera, un matrimonio, figli o una normale durata di vita).

Quando il malessere comincia ad assumere delle tonalità invalidanti rispetto alla propria vita, dato che le conseguenze di un trauma sono difficilmente affrontabili da soli, è fondamentale parlarne e cercare l’aiuto di uno specialista come lo psicoterapeuta per poterne uscire.

Una delle fasi centrali della psicoterapia di una persona traumatizzata risiede nell'elaborazione del trauma poiché è fondamentale affrontarlo e dedicare una parte del lavoro di psicoterapia ad elaborare il vissuto rispetto a questa esperienza. Un trauma non analizzato produrrà effetti devastanti anche per tutta la vita. Chi subisce un trauma tende a non sentirsi al sicuro all’interno del suo corpo, sperimenta le sue emozioni e i suoi pensieri come fuori dal suo controllo, non si fida più delle relazioni con gli altri.

Il primo obiettivo da raggiungere per far acquistare un senso di sicurezza è recuperare il potere perso in seguito all’esperienza traumatica, a cui la persona ha dovuto rinunciare perdendo quel senso di invulnerabilità che ciascuno di noi deve poter avere per sopravvivere. Ciascuno di noi vive nell’illusione di avere una qualche forma di controllo sul mondo, che ci permette di avere le energie affrontare le probabili difficoltà che incontreremo. Nelle vittime traumatizzate questa illusione è svanita per sempre, e questo impedisce di provare entusiasmo e speranza, e di tendere alla vita con un pensiero positivo. Nessun intervento che sottragga potere alla persona sopravvissuta ad un trauma può produrre guarigione, occorre pertanto portare la persona a riacquistare potere, e perché avvenga deve essere consultata e ascoltata rispetto ai suoi desideri, offrendo tutte le possibilità di scelta compatibili con la preservazione della sua sicurezza.

Questo parte è fondamentale perché si cerca di ristabilire un controllo sul proprio corpo e sull’ambiente, potenziando l’autostima e facendo emergere le risorse e le capacità di auto proteggersi. La scomparsa di tutti i sintomi non è sempre garantita per tutti, dipende dal tipo di trauma vissuto, dal tipo di percorso terapeutico affrontato e dalla soggettività di ciascuno, ma è possibile affermare che facendo emergere il malessere, questo si attenuerà e restituirà la speranza di vivere in modo più sereno.

Condividi su:

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Varie"?

Domande e risposte

Come comportarmi con un figlio adulto ,il quale dicembre di amarmi ,ma non verrà per Natale

Non so come comportarmi con mio figli9 di 45 anni. Un uomo sensibile, affettuoso che dice di amarmi ...

4 risposte
Come gestisco la enuresi secondaria diurna e notturna?

Buona sera, mia figlia ha tre anni e mezzo; a due anni ha tolto il pannolino di giorno e sei mesi ...

3 risposte
NON MANGIA ALL'ASILO

Buongiorno, mi rivolgo a Voi perchè non so più come comportarmi. Mio figlio non &egrav ...

4 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.