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Competenza emotiva

07 Aprile 2019

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Per competenza emotiva si intende l’insieme delle abilità che consentono di mantenere o cambiare le transazioni con l’ambiente in modo efficace e socialmente appropriato (Saarni,1999).

Ma cosa vuol dire, di fatto, possedere una buona “competenza emotiva”? Significa saper esprimere adeguatamente le proprie emozioni in base alle circostanze, saperle riconoscer negli altri, essere consapevoli di quello che si prova, sapergli dare un nome, essere capaci di entrare in risonanza empatica con le emozioni altrui senza esserne sopraffatti, ed essere in grado di utilizzare strategie di regolazione per modulare la propria esperienza così come la propria espressione emotiva.

Secondo Denham (1998) la competenza emotiva può essere ricondotta a tre componenti principali e interconnesse: l’espressione, la comprensione e la regolazione delle emozioni.

L’espressione delle emozioni rappresenta un aspetto rilevante della comunicazione non verbale. Tutti noi, infatti, manifestiamo esteriormente i nostri stati emotivi anche senza usare le parole. Per esempio, la gioia di un bambino nel vedere tornare la madre dopo una separazione momentanea, trapela dalla sua espressione del volto e dalla sua gestualità. Questi segnali non verbali costituiscono una specie di codice che permette non solo di trasmettere i propri vissuti emotivi ma anche di riconoscerli negli altri.

La comprensione delle emozioni è ciò che ci rende consapevoli delle nostre emozioni e che ci permette di riconoscerle in noi e negli altri, e di dargli un nome. Ad esempio, quando i bambini mostrano di aver capito che il papà arrabbiato sta per rimproverarli, significa che riconoscono nell’altro la presenza di stati emotivi che guidano i loro comportamenti. Nel corso dello sviluppo, i bambini imparano a conoscere la natura e le cause delle emozioni, grazie alle esperienze personali, allo sviluppo cognitivo e alla socializzazione emotiva.

Per regolazione delle emozioni si intende l’insieme dei processi utilizzati per gestire le emozioni. Grazie a essi possiamo attingere alle nostre risorse per far fronte alle diverse situazioni nel modo più efficace. Per esempio, un bambino per non rattristarsi può mettersi a giocare o pensare a un’esperienza piacevole. All’inizio la regolazione delle emozioni è guidata principalmente dall’adulto poi, grazie alla relazione con lui, nel corso dello sviluppo il bambino acquisisce una propria capacità di autoregolazione delle emozioni.

Tutto questo può essere insegnato e appreso, ciò significa che la competenza emotiva si può sviluppare e può migliorare, e in questo gli adulti di riferimento (genitori, insegnanti, educatori, psicologi) rivestono un ruolo importante. Infatti, il modo in cui l'adulto si prende cura e gestisce le emozioni nel rapporto con il bambino influisce profondamente sullo sviluppo della competenza emotiva e su come il bambino riuscirà a regolare le proprie emozioni in modo socialmente adeguato ed efficace (Kaye, 1982; Sroufe, 1995).

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