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Il mondo delle emozioni negative

13 Marzo 2018

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Emozioni come la paura, la vergogna, l'ansia poco piacevoli sono, tuttavia, importanti per la sopravvivenza umana ed animale. Infatti, la sopravvivenza è garantita da messaggi positivi e negativi che, a livello soggettivo, si accompagnano a sensazioni di dolore e di piacere, binomio esistenziale inscindibile come la vita e la morte, il giorno e la notte, il caldo e il freddo e così via.

Per ognuno di noi, ogni situazione o evento o persona che procura un dolore rappresenta una minaccia e bisogna evitarlo, in antitesi a ciò che prova piacere che viene, di frequente, ricercato.
Mentre la paura si può provare anche a distanza, il dolore ha in sé un contatto immediato che può toccare sia fisicamente che psicologicamente.
Nel nostro sistema nervoso, tra l'altro il più evoluto, la presenza dei recettori a distanza - vista, udito, olfatto - consente di localizzare e di comprendere sia gli obiettivi da perseguire che le minacce da arginare.

Infatti, la consapevolezza della realtà ci fa da scudo alle possibili esperienze da affrontare.
Nel bambino, la paura viene tenuta lontana dai genitori grazie all'amore, alla presenza, creando una sorta di associazioni in cui la dipendenza dal genitore trasmessa dall'amore si lega alla sopravvivenza, radicando quotidianamente nella mente del piccolo il potere dell'amore.
Infatti, come ha affermato J. Bowlby nello studio sull'Attaccamento, nei primi tre anni di vita si struttura la sicurezza nel bambino attraverso la "base sicura" della figura materna che le consente di evitare l'angoscia di essere separato da essa o ancor più, dalle sue figure di riferimento.

In realtà, è propria la separazione che crea la percezione di "non essere amato" e genera la paura e struttura, lentamente, l'insicurezza. Anche da adulti, ogni qualvolta si ha la sensazione di non essere sufficientemente amati si crea, comunque, uno stato di prostrazione, ma la psiche adulta è più pronta a rispondere ed a reagire di fronte a possibili "abbandoni".

In ogni caso, esistendo differenze tra le persone, le reazioni all'abbandono possono essere diverse: c'è chi per difendersi per la paura di non essere sufficientemente forte rispetto all'amore, spezza un legame per dimostrare a se stesso di essere libero dalla "dipendenza dell'altro", c'è chi subisce un rapporto sterile, spento, per la paura della solitudine, c'è chi riesce a tollerare la disapprovazione altrui, senza scomporsi in preda ad uno stato di narcisismo eccessivo - per non parlare di disturbo narcistico di personalità - e c'è chi entra in crisi per molto meno, in quanto non si sente sufficientemente apprezzato.

Una forma di paura è l'ansia che si può presentare generalizzata, quasi misteriosa. Essa è anche "amica", in quanto consente di affrontare la realtà con uno spirito vivo, fa da sprone, ma diventa patologica quando l'oggetto o la causa sono indeterminati o sottendono a qualche cosa che nasconde altri tormenti, magari pathos del passato e, quindi, in questo caso, può essere più difficile da gestire.

Tuttavia, la possibilità di ben esplorare la realtà vicina o lontana, grazie al pensiero elaborato e complesso, ci consente di far tesoro delle esperienze precedenti e di affrontare il futuro con maggiore consapevolezza e minor paura. 

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