ADHD e DSA

ADHD e Dipendenze

17 Febbraio 2021

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ADHD e Dipendenze
Diversi studi hanno dimostrato che ragazzi con diagnosi di ADHD crescendo possono sviluppare anche ulteriori  disturbi del comportamento (disturbo oppositivo provocatorio, disturbo della condotta, ecc). Gli stessi inoltre sembrano essere più a rischio nell’uso di sostanze stupefacenti o nello sviluppo di dipendenze comportamentali, come quella da videogiochi. La spiegazione di tale fenomeno risiede in parte nella difficoltà ad inibire l’impulsività sia verbale che comportamentale. L’imbarazzo percepito per tali azioni si accompagna spesso ad esclusione sociale da parte dei compagni e conflitti in famiglia. Il senso di solitudine e di inadeguatezza può portare i ragazzi con ADHD, in particolare in fase adolescenziale, a rifugiarsi  nei videogiochi o nell’uso di sostanze. L’uso di sostanze per un paziente con ADHD può essere particolarmente pericoloso,  rappresentando un tentativo di autocura. In tal modo il subentro della  dipendenza diventa ancora più difficile da trattare e soprattutto tende ad allontanare definitivamente il paziente dalla cura dell’ADHD.
Strategie di cura

Spesso l’iperattività di questi ragazzi nasconde una grande sensibilità, un’intelligenza creativa che non viene compresa e valutata dagli adulti che li circondano. Non riuscendo a rispettare le regole che richiede la scuola, “seduti al proprio posto” “si parla solo quando è il proprio turno” “uno alla volta”, i ragazzi vengono spesso puniti per il comportamento a discapito dell’impegno e del profitto. Questo, in alcuni casi, li porta a scegliere percorsi di studio brevi in quanto la loro autostima è molto bassa e talvolta arrivano ad abbandonare la scuola. Per questo è fondamentale agire tempestivamente supportando i ragazzi nella gestione dell’impulsività con tecniche che favoriscano l’autocontrollo e l’attenzione.  Lo scopo  è  soprattutto di  motivarli e supportarli sia in ambito scolastico ma anche nella vita sociale con i propri pari. Il fine ultimo è di prevenire situazioni di disagio, abbandono scolastico ed emarginazione sociale.

In conclusione
Un intervento tempestivo mirato e strutturato quindi, non rappresenta solo ed esclusivamente un’ azione di cura per l’ADHD.  Promuovendo una migliore qualità della vita personale, nel contesto familiare e con i compagni di classe, inevitabilmente preveniamo ulteriori comportamenti disadattivi. Di conseguenza riduciamo la possibilità di sviluppo di ulteriori patologie, tra le più gravose quali di sicuro  figurano le Dipendenze Patologiche.
Bibliografia
Hechtman L. (2000). Assessment and diagnosis of attention-deficit/hyperactivity disorder. Child Adolesc Psychiatr Clin, 481-98.

Branstetter R. (2016). Impara a organizzarti! Trento: Erickson.

Kutscher M. L. (2017). Mio figlio è senza freni. Trento: Erickson.

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