Cosa può ostacolare il raggiungimento dell'indipendenza di una persona?

Arianna

Mi chiamo Arianna, ho 20 anni e frequento il secondo anno dell' università. Vivo con i miei genitori, ma sto cercando di trovare una soluzione alternativa per vivere da sola.
Il rapporto con i miei genitori è stato negli ultimi due anni molto travagliato. Nel primo anno di università ho vissuto uno scontro continuo con loro, dato da una scelta non propriamente condivisa del percorso accademico (psicologia è un percorso di laurea, a detta loro, poco impegnativo e quindi non soddisfacente) e da una insofferenza, da parte mia, nel vivere la mia quotidianità ancora con loro. Premetto che la mia insofferenza traeva e trae tutt'ora origine da un comportamento estremamente protettivo e limitante dei miei genitori, che lasciavano e lasciano ancora poco spazio alle decisioni autonome. Come dicevo nel primo anno di università mio padre (che è la figura più autoritaria in famiglia) ha spesso fatto leva sulla mia dipendenza economica per inibire scelte che non condivideva (per fare un esempio pratico, non voleva che passassi molti pomeriggi con il mio ragazzo o che decidessi di trascorrere una notte con lui e passava spesso alle minacce sul piano economico "tu dipendi da me e decido io, se non fai così ti levo i soldi" ed è anche effettivamente capitato che mi fosse ridotto drasticamente il budget per cose del genere). Altra nota importante: fin da quando andavo al liceo i miei genitori hanno spesso manifestato preoccupazioni o stati di insoddisfazione nei miei confronti, senza riuscire a giustificare razionalmente tali stati d'animo (sono sempre andata bene a scuola e nello sport e non sono affatto stata un'adolescente difficile, cercavo di portare avanti bene le mie cose tentando di farli contenti). Insomma nel corso della mia adolescenza ho imparato ad ascoltarmi poco tentando di soddisfare loro.
Dopo un anno di lotte continue la situazione si è placata ma io sento di essere costantemente influenzata dal loro giudizio, e questo mio pensiero condiziona molto la mia capacità di compiere scelte in maniera serena. Non sono brava ad ascoltarmi e il loro continuo intervento nella mia quotidianità non mi aiuta affatto. Ora mi chiedo: sono questi elementi sufficienti per poter richiedere di vivere in un luogo diverso? Ho provato a spiegare le mie ragioni, e ho comunque dimostrato di essere determinata nel voler andare a vivere da sola, facendogli vedere che sto cercando un lavoretto part time così da non gravare troppo su di loro dal punto di vista economico. Mi serve aria, anche solo per pochi mesi. Ma questo a loro non basta, sostengono che il mio sia un capriccio e non un passaggio necessario per conquistare una mia indipendenza, soprattutto psicologica (come sostengo io). Il punto è, non costituiscono loro, anche solo con la loro presenza quotidiana, oltre che con gli atteggiamenti spesso ostili per quello che faccio, un ostacolo per il raggiungimento di una mia indipendenza?

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile ragazza, 

l'indipendenza economica aiuta molto a far raggiungere anche una maggiore indipendenza psicologica dala famiglia di origine, ma non sempre è sufficiente.
Il vivere da soli certamente aiuta il processo verso l'autonomia, ma analogamente potrebbe non essere sufficiente per migliorare i rapporti con i genitori. Per ottenere questo obiettivo le consiglio di consultare uno psicologo psicoterapeuta. Le relazioni possono essere abbastanza facilmente migliorate anche con una terapia individuale, come può leggere in un mio articolo su questo sito.

Cordiali saluti

Buongiorno Arianna,

certo , è evidente che per lei sia giunto il momento di affrancarsi almeno un pò dalla ingerenza dei suoi genitori nella sua vita, in particolare in riferimento alla scelta della facoltà universitaria , poichè da quella si giocherà il suo futuro professionale che la vedrà in seguito affacciarsi al mondo del lavoro con minore o maggiore fiducia , desiderio e piacere di esprimersi con impegno.Credo , i suoi genitori , continuino ad utilizzare con lei gli stessi strumenti educativi di quando era piccola e preadolescente , poichè realmente , come lei stessa afferma, questi, seppure esageratamente pretenziosi e - da ciò che racconta-spesso non rispettosi delle sue reali inclinazioni e del suo disagio, hanno probabilmente consolidato in loro la convinzione di avere contribuito a produrre la persona che lei è oggi , piena di buone qualità e decisa a porsi obbiettivi e a raggiungerli, anche se non si rendono conto certo della sofferenza che le hanno procurato. Ma è arrivato il momento , di mostrare ad essi che è in grado ora di compiere da sè le sue scelte. Ne và della sua felicità, e deve quindi perciò insistere affinchè essi comprendano. Ottima la scelta di un lavoretto part-time, che la veda meno dipendente dai piccoli "ricatti" di suo padre . Per i genitori è molto difficile accettare di vedere i propri figli crescere, e devono essere perciò essere anch'essi educati ad accettarlo un pò per volta. E' proprio questo il suo compito oggi. Forte della sua complessiva affidabilità e serietà, li affronti e sia decisa nell'affermare che la vita è la sua e non la loro, e quindi, spetta a lei decidere del suo futuro poichè non è più una bambina.

Sia coraggiosa!

Un caro saluto.

Ciao Arianna, economicamente vivere da soli è molto impegnativo, soprattutto mentre si frequenta l'Università,  concordo sul cercare un lavoro part time, non so se hai esperienze lavorative, ma questo ti consentirebbe di metterti alla prova, conoscerti di più e dimostrare qualcosa a te stessa e ai tuoi genitori. Il loro giudizio continuerà ad influenzarti, non è facile ed il percorso è lungo, richiede un costante lavoro su te stessa, sulle tue scelte e su quanto realmente ci credi. Dovresti dimostrare sicurezza in te e certezza nelle tue azioni, riusciresti a trasmetterlo ai tuoi genitori.

 

Gentile Arianna, ho letto con interesse le sue parole e mi piacerebbe poterla aiutare...nessuna risposta qui potrebbe essere soddisfacente, ma la proposta di uno spazio per lei di ascolto e comprensione...se vuole le lascio il mio numero, sperando di ascoltarla di persona per aiutarla a formulare tutte le questioni che la interrogano e trovare le sue risposte... è un percorso che potrebbe portarla a stare bene, veramente... a presto