Famiglia e bambini

Bambino inconcludente

Andrea

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Buongiorno
scrivo per chiedere un aiuto riguardo al comportamento da tenere con mio figlio, 8 anni.
Il bambino si interessa ad un sacco di cose ma sfortunatamente, dopo un inizio travolgente, non ne porta nessuna avanti.
Esempio- dice di essersi innamorato di uno strumento musicale- viene iscritto a scuola e dopo 5 mesi non ha mai spontaneamente preso lo strumento da solo per suonare.
Alla prospettiva di chiudere con le lezioni si dispera ma poi non fa nulla di concreto per alimentare la sua " passione".
Le possibilità a mio avviso sono due:
1 si chiude con la scuola di musica archiviando anche questo come un "ho provato ma non mi piace"
2 si insiste per dimostrargli che se si è preso un impegno lo so deve portare avanti,
Cosa mi consigliate?
Grazie

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno gentile utente,


leggendo il suo messaggio ho la sensazione che quello che succede a suo figlio succeda anche a lei.


Si direbbe che il bambino è attirato da qualcosa, la comincia ma poi non sa come andare avanti.


Neanche lei sa "come andare avanti" con suo figlio.


Deve succedere qualcosa al bambino mentre sta praticando l'attività (forse gli sembra difficile, forse gli impegna molto tempo, forse non si trova bene con l'insegnante...) e lui si ferma, non sa come andare avanti, come affrontare quel momento, quella difficoltà. Non è che non gli piace più, è che non sa come affrontare quel momento di difficoltà per poter andare avanti.


E' interessante che lei ci scrive nel momento in cui si trova davanti a una difficoltà con il suo bambino (che non prende lo strumento "da solo", non fa "lui" nulla di concreto) e lei non sa come comportarsi. Si direbbe che lei si aspetti che il bambino "da solo" o "per conto suo" faccia o sappia fare delle cose.


A quest'età non è possibile. Lui ha bisogno di essere guidato. La guida di cui ha bisogno da lei è "vedere come lei affronta le difficoltà". Ha bisogno di vedere in che modo il suo genitore "porta avanti le cose", che cosa fa di concreto per "alimentare i suoi progetti e le sue passioni", in che modo "quando prende un impegno lo porta avanti".


Se lei in prima persona gli mostra questo, vedrà che il bambino la seguirà.


Un cordiale saluto.

Buongiorno,


innanzitutto complimenti per essersi interrogata su quale sia il modo migliore di affrontare la questione. Spesso capita di agire velocemente in base a quanto si ritiene "giusto", senza dare l'adeguata importanza a quale potrebbe essere il vissuto del bambino di fronte alla decisione dell'adulto.


Sarebbe importante comprendere cosa pensi e viva suo figlio, quali spiegazioni dia rispetto a questo comportamento che sembra partire da una grande spinta e poi spegnersi poco per volta. Innanzitutto, normalizzerei un po' la questione, sperando che la aiuti a rasserenarsi un po': in una certa misura, l'indecisione e l'incostanza possono far parte di quest'età. I bambini hanno bisogno di sperimentare e sperimentarsi su più fronti per costruire la propria identità, comprendere ciò che piace, scoprire talenti o attitudini. Certamente, a tutto ciò va data una certa disciplina, e qui entra in campo l'adulto.


Se, come nel suo caso sembra, questa "inconcludenza" è abbastanza generalizzata, vale la pena fermarsi a comprendere cosa ci stia sotto. Provate ad aprire un dialogo che permetta di comprendere quali ragioni sottendano a questo suo mollare, cerchi di indagare se vi siano paure, bisogni di gratificazione o riconoscimento che non arrivano nella forma che lui si aspetta, se teme confronti con qualcuno, se non si senta capace di reggere l'eventuale frustrazione di non riuscire bene e preferisca quindi mollare. Molte di queste dinamiche trovano spiegazione all'interno delle relazioni familiari, bisogna solamente "decriptare" il messaggio per renderlo intelligibile.


I bambini hanno competenze diverse da quelle degli adulti, ma le hanno. Laddove trovi difficoltà non se ne vergogni e chieda un aiuto esperto, non c'è nulla di male. Anzi. Potrebbe ottenere degli strumenti in più per fronteggiare la sua difficoltà e tratte benefici nella relazione generale con suo figlio.


Le auguro di risolvere la questione,


Cordiali saluti.


Dr.ssa Anna Bon 

Caro Andrea,


i bambini spesso scelgono cose perché le fa un amico o hanno sentito qualcosa a riguardo... poi c’è il fatto dell’impegno. Per suonare bisogna imparare e dunque faticare. Nella scelta di fare musica forse il bambino non sapeva ...


Cosa fare? Dipende da come é stata esaudita la richiesta.


Se é stata fatta con consapevolezza é giusto non abbandonare alle prime frustrazioni, ma sostenerlo nell’impegno preso. Diventa una scelta educativa : un patto genitore/figlio che si mantiene con serietà.


Se é stata scelta la scuola, con leggerezza allora vale: ho provato, non sono portato.


Si fa la scelta più giusta rispettando le premesse e quello che vi siete detti.


Cordialità


dott.ssa Patrizia Tombaccini

Caro Andrea


suo figlio si trova sicuramente in una età particolare, in cui inizia a fare le sue scelte ma Necessita ancora della supervisione e del supporto dei genitori. 
In questo caso sarebbe opportuno comprendere la volontà del bambino accompagnandolo in un percorso di presa di responsabilità, in cui gli venga fatto capire l'importanza delle scelte e della responsabilità che appunto richiedono.


Non creda di avere un figlio inconcludente anche perché a mio avviso, maturare tale giudizio nei suoi confronti non potrà nel tempo che avvalorare questo modo di comportarsi.


cerchi di parlare con suo figlio ascoltando le sue motivazione e dando spazio, come le


dicevo alle sue ragioni.


rimango a sua completa disposizione 

Caro Andrea,


Vi siete chiesti come mai tuo figlio parte con molto entusiasmo e poi i ha la tendenza a non portare a termine le cose? Ad esempio, riguardo allo strumento musicale, che cosa racconta lui di questa esperienza? Perché dici che il fatto che non prenda in mano lo strumento spontaneamente è indice di disinteresse? Lo dice lui? Potrebbero esserci altri motivi? (non so per esempio per lui è sufficiente suonare a lezione, oppure desiste perché gli sembra troppo difficile, o... Chissà quali altri motivi!)


Rispetto all'ipotesi 1, è un ritornello che ha a che fare con la storia di tuo figlio? In tal caso, quali "buoni motivi" avrebbe per dirsi questa frase e perpetuare in questa situazione?


In merito all'ipotesi 2,imvece, come la vivrebbe e la porterebbe a termine?


Penso possa esservi utile, prima di pensare a quale strada educativa intraprendere, confrontarvi con vostro figlio e sapere quali sono le sue idee in merito allo suonare lo strumento. Magari troverete altre ipotesi... Altrimenti... Quella migliore è quella che vi fa sentire più a proprio agio come genitori voi due. Per il figlio è importante percepire l'autenticità degli insegnamenti che i genitori trasmettono... Non ci sono scelte più giuste di altre, ogni scelta porta con sé risorse e limiti!


Spero di essere stata utile, in ogni caso, resto a disposizione per ulteriori chiarimenti.


Buona giornata


Dott. Ssa Alice Piccardi

Buongiorno Signora,


è molto difficile rispondere al suo quesito senza aver mai visto personalmente né lei, né suo figlio. Pur rischiando di darle un consiglio che magari non fa affatto al caso suo, spero la mia risposta sia almeno di aiuto ad altri che vivono una situazione simile alla sua.


Provi a parlare con suo figlio e chiedergli il perché del suo disinteresse, ma allo stesso tempo provi a capire lei stessa se per caso, involontariamente, suo figlio non stia percependo troppa pressione da parte sua e di suo marito nelle vostre aspettative riguardo ai risultati che dovrebbe dimostrare se frequenta un corso di musica. Può essere che si senta in ansia per dover competere con la performance degli altri, magari per non deludervi?


Come detto, questa è solo una supposizione basata sul niente, dal momento che non vi ho mai ricevuto nel mio studio di persona e non ho modo di raccogliere sufficienti indizi su cui basare questa ipotesi. 


Non vorrei essere scontata, ma a volte il nostro lavoro a studio può avere una sua utilità nel mettere a fuoco i problemi specifici e lavorare sulle possibili soluzioni.


Un saluto,


Dott.ssa Michela Arnò

Gentile Andrea,


come è il vostro dialogo a tal riguardo? Cosa lo porta a "voler" smettere secondo voi? Può essere paura di deludere voi genitori? "Troppi" impegni che gli portano stress? La motivazione iniziale come viene descritta da lui? Cosa racconta quando vuole iniziare qualcosa? Vi sembra un bimbo timido? Socievole?


Come prima cosa se già non lo fate cercate di capire cosa accade dopo un po' di lezioni in lui, quali emozioni insorgono, provate a fare anche dei vostri esempi di vita da cui partire e comunicare insieme.


Se il problema persiste potreste anche valutare un supporto genitoriale dove essere supportate in questo momento di "cambiamento" e nelle future attività di vostro figlio.


Resto disponibile per informazioni, domande aggiuntive, eventuale consulenza online o se volesse rispondere in privato alle domande poste.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Ricevo a Torino, provincia (Collegno) e online

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