L'abuso sessuale sui minori. Introduzione al fenomeno

Il Rapporto Mondiale su Violenza e Salute presentato a Bruxelles dell'Organizzazione Mondiale della Sanità offre una nuova definizione di abuso all'infanzia: "L'abuso o il maltrattamento sull'infanzia è rappresentato da tutte le forme di cattivo trattamento fisico e/o affettivo, abuso sessuale, incuria o trattamento negligente nonché sfruttamento sessuale o di altro genere che provocano un danno reale o potenziale alla salute, alla sopravvivenza, allo sviluppo o allo dignità del bambino, nell’ambito di una relazione di responsabilità, fiducia o potere”.

Le principali forme di violenza da cui proteggere i bambini sono diverse, ma non vanno considerate assolutamente separate ed autonome in quanto spesso la violenza comporta la compresenza di diverse forme di abuso. Inoltre in tutte le forme di abuso è sempre presente in qualche misura la violenza psicologica.

Esistono tre forme principali di abuso:

1) Maltrattamenti:

a) fisico: si concretizza in situazioni in cui i genitori o le persone legalmente responsabili del bambino eseguono o permettono che si eseguono lesioni fisiche, o mettano i bambini in condizioni di rischiare lesioni fisiche.

b) psicologico: è la forma più diffusa e più difficile da riconoscere eseguita dall’adulto e consiste in ricatti, minacce, punizioni, indifferenza, squalifiche, mancanza di rispetto, eccesso di potere, di richieste sproporzionate all’età e alle caratteristiche del bambino. Può danneggiare enormemente lo sviluppo cognitivo, affettivo, psichico e psico-somatico del soggetto in età evolutiva.

I campi in cui la violenza psicologica può perpetrarsi, attraversando e oltrepassando l’ambito familiare, sono numerosi: i rapporti di potere, di insegnamento, l’influenza di modelli negativi o riduttivi, i preconcetti e i pregiudizi culturali, la trascuratezza affettiva e la deprivazione degli stimoli, la violenza istituzionale, la violenza e lo sfruttamento sessuale, le condizioni di vita pericolose e precarie, l’uso di droghe, farmaci o di sostanze tossiche, somministrate o incoraggiate da adulti con effetti di destrutturazione mentale dei minori.

c) trascuratezza – maltutela: è l’inadeguatezza o insufficienza di cure fisiche e/o psicologiche fornite al bambino, in rapporto al suo momento evolutivo, da parte di coloro che ne sono i responsabili (carenze nell’alimentazione, abbigliamento, cure mediche necessarie, attenzione ai bisogni emotivi ed affettivi del bambino, scarsa igiene, stati di abbandono, ecc.).

2) Patologia della somministrazione delle cure riguarda quelle condizioni in cui i genitori o le persone legalmente responsabili del bambino non provvedono adeguatamente ai suoi bisogni, fisici e psichici, in rapporto al momento evolutivo ed all’età. Comprende tre categorie cliniche:

a) l’incuria vera e propria, quando le cure sono carenti;

b) la discuria, quando le cure vengono fornite ma in modo distorto, non appropriato al momento evolutivo;

c) l’ipercuria, quando le cure sono somministrate in eccesso. Comprende:

  • la Sindrome di Munchausen per Procura (MSbP): si tratta di una grave forma di abuso, difficile da diagnosticare, caratterizzata da simulazione di malattia o aggravamento riferito o procurato nel corso di una malattia reale, o provocazione dei sintomi di una malattia, in un bambino da parte di un adulto. Talvolta, può avvenire che una MSbP produca una falsa denuncia di abuso sessuale;

  • forme di abuso simili alla MSbP, quali: medical shopping per procura (quando i bambini che hanno sofferto nei primi anni di vita di una grave malattia e da allora vengono portati dai genitori da un numero spesso elevatissimo di medici per disturbi di minima entità, in quanto i genitori sembrano percepire lievi patologie come gravi minacce per la vita del bambino); help seeker (il bambino presenta dei sintomi fittizi indotti dalla madre, ma la frequenza degli episodi di abuso è basso e il confronto con il medico spesso la induca a comunicare i suoi problemi, quali ansia e depressione, e ad accettare un sostegno psicoterapeutico); abuso chimico (l’anomala e aberrante somministrazione di sostanze farmacologiche o chimiche al bambino per determinare la sintomatologia e ottenere il ricovero ospedaliero); sindrome da indennizzo per procura (si tratta di quei casi in cui il bambino presenta i sintomi riferiti dai genitori, in situazioni in cui è previsto un indennizzo economico).

3) L’abuso sessuale può essere suddiviso a seconda del rapporto esistente tra il bambino e l’abusante, in due categorie:

a) abuso sessuale intrafamiliare se l’abusante è un familiare, in cui vengono individuati ulteriori tipologie di comportamenti di abuso che possono essere suddivise in:

  • abuso sessuale manifesto: sono i casi di abuso sessuale conclamati (sfruttamento sessuale e/o pornografia);

  • abuso sessuale mascherato riguarda i casi di cure e/o attenzioni morbose che celano la ricerca della soddisfazione sessuale da parte dell’adulto, quali: le pratiche genitali inconsuete (lavaggi dei genitali, le ispezioni ripetute anali e vaginali, le applicazioni di creme) che nascondono a volte gravi perversioni o strutture fobico-ossessive o psicotiche dei genitori responsabili dell’erotizzazione di questi comportamenti, connotati da una forte intrusività sessuale che può danneggiare la coscienza corporea del bambino, e l’abuso assistito che avviene quando i bambini vengono fatti assistere all’attività sessuale dei genitori o quando il bambino viene fatto assistere all’abuso sessuale che un genitore agisce su un fratello o una sorella;

  • pseudoabuso: a questo gruppo appartengono le rivelazioni e le denunce di abuso sessuale dove in realtà l’abuso non si è verificato, dichiarazioni a volte legata alla cosiddetta Sindrome di Alienazione Parentale (Parental Alienation Sindrome – PAS).

Altre tipologie di abuso sessuale nell’ambito della famiglia possono essere distinti in:

  • incesto tra padre e figlia;

  • incesto tra padre e figlio;

  • incesto tra madre e figlio;

  • incesto tra madre e figlia;

  • incesto tra fratello e sorella;

  • incesto multiplo intergenerazionale come comportamenti trasmessi culturalmente, apressi attraverso modelli proposti nell’ambito familiare;

  • altri tipi di incesto che riguardano quelli tra consanguinei o tra affini;

  • incesto omosessuale: si tratta di casi etichettati come comportamento semplicemente omosessuale, senza prestare attenzione alla consanguineità.

b) abuso sessuale extrafamiliare riguarda indifferentemente maschi e femmine, e si radica spesso in una condizione di scarso controllo familiare e/o trascuratezza affettiva che spinge il bambino ad accettare le attenzioni affettive erotizzate di una figura estranea. Tale abusi vanno distinti, per quanto riguarda le dinamiche motivazionali, da quelli intrafamiliari, in quanto legati rispettivamente alla pedofilia e all’incesto.

Altre forme di abuso sessuale sono:

  • l’abuso istituzionale: quando gli autori della violenza sono insegnanti, educatori, bidelli, assistenti di comunità, allenatori, medici, infermieri, religiosi, ecc., in pratica tutti coloro ai quali il minore viene affidato per ragioni di cura, educazione, custodia, gestione del tempo libero, all’interno delle diverse istituzioni e organizzazioni;

  • l’abuso di strada: abuso commesso da parte di persone sconosciute, i cosiddetti “abusi di strada”;

  • sfruttamento sessuale ai fini di lucro: abuso commesso da parte di singoli o gruppi criminali organizzati, quali le organizzazioni per la produzione di materiale pornografico, per lo sfruttamento della prostituzione, agenzie per il turismo sessuale;

  • violenza da parte di gruppi organizzati (sette, gruppi di pedofili) esterni al nucleo familiare.

Una forma di abuso altrettanto inquietante da prendere in considerazione è l’abuso emozionale, quando un adulto nega affezione e amore a un bambino o quando un adulto lo minaccia o lo umilia. L’abuso emotivo è un attacco concertato allo sviluppo del Sé del bambino e delle sue capacità sociali, danneggia lo sviluppo psicologico del minore e il consolidarsi dell’identità personale, interrompe il processo di attaccamento, di sviluppo affettivo e l’evoluzione di capacità empatiche.

Secondo il Coordinamento Italiano dei Servizi contro il Maltrattamento e l’Abuso all’Infanzia (CISMAI) l’abuso sessuale è il coinvolgimento di un minore, da parte del di un partner preminente, in attività sessuali anche non caratterizzate da violenza esplicita. E’ un fenomeno diffuso. Esso si configura sempre e comunque come un attacco confusivo e destabillizante alla personalità del minore e al suo percorso evolutivo. L’intensità e la qualità degli esiti dannosi derivano dal bilancio tra le caratteristiche dell’evento (precocità, frequenza, durata, gravità degli atti sessuali, relazione con l’abusante) e i fattori di protezione (risorse individuali della vittima, del suo ambiente familiare, interventi attivati nell’ambito psico-sociali, sanitario, giudiziario).

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