Ansia

Da un paio di anni ho parecchi problemi con la gestione dell'ansia

Lara

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Buongiorno, sono una ragazza di 16 anni; da un paio di anni ho parecchi problemi con la gestione dell'ansia, che si manifesta principalmente in ambito scolastico. Specialmente durante quest'ultimo anno ho fatto molta fatica in quanto, oltre che essere esageratamente in ansia durante compiti in classe o interrogazioni, anche quando ero a casa spesso mi capitava di avere forti crisi di pianto. Pensavo però che, con l'arrivo delle vacanze estive, quest'ansia e questi attacchi si sarebbero placati. Inizialmente così é stato ma, da un paio di settimane, continuo ad avere forti crisi di pianto e depressone che arrivano a durare anche due ore. Il problema é che non riesco a capire a cosa siano dovute e come fare a farle finire. Da cosa posso dipendere? Grazie dell'attenzione, Lara

6 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Nicola Zavanella Brescia (BS)

Ciao Lara, è difficile rispondere alla tua domanda...credo che per poter trovare una risposta sia necessario capire cos'è successo nella tua vita che ha fatto si che da due anni a questa parte tu abbia iniziato ad avere problemi d'ansia e, in questo ultimo periodo, anche crisi di pianto. Considerando la tua giovane età mi sento di consigliarti, se possibile, di parlarne con la tua famiglia e di cercare un aiuto da uno psicologo. Assieme, e in un clima di calorosa comprensione umana, avrai modo di ascoltarti, di esplorare i tuoi vissuti in sicurezza e di trovare una via per stare meglio.

Un caro saluto.

Buongiorno Lara, alla sua età i sintomi legati all' ansia, che coinvolgono emozioni, pensieri e comportamento, possono essere di molteplice natura e origine. Concorrono a  determinare stati d'ansia e inflessione dell'umore: differenze biologiche, modifiche nell'equilibrio ormonale, eventi di vita stressanti o traumatici, tratti familiari.

La scuola, insieme alla famiglia e al gruppo dei pari, alla sua età sono i contesti di vita primari che concorrono allo sviluppo della personalità. In concomitanza con il bisogno di sentirsi parte di tali contesti, nasce il bisogno di iniziare a stabilire una propria identità, che va di pari passo con un processo di graduale allontanamento/differenziazione dagli stessi. Tutto questo richiede grandi energie e molta fatica.. date anche dal fatto che, durante questa fase in cui le richieste esterne si sentono come maggiormente pressanti e in direzione di una "maggiore esposizione" della propria personalità (scelte più autonome, esposizione delle proprie conoscenze attraverso interrogazioni o altro..), si vive per l'appunto una fase di faticosa costruzione e rafforzamento della propria identità ed autostima.

Potrebbe essere importante per lei chiedere una consulenza al suo medico e/o ad uno psicologo per identificare e provare a circostanziare meglio il suo disagio, in modo da poterlo alleviare ed affrontare in modo efficace.

Augurandole di avviare presto un processo che sostenga un maggior benessere, la saluto cordialmente.

Prof. Diego Guarneri Cremona (CR)

Buongiorno Lara,

da quanto dici, l'ansia che si manifesta a scuola è solo la "punta dell'iceberg", cioè solo una occasione- delle tante- dove l'ansia dà il meglio (cioè il peggio) di sè. Questo sta a significare che non è la situazione specifica a preoccuparti eccessivamente, ma l'origine del tuo malessere va ricercata ad un livello più profondo della tua personalità. Non trascurare questi segnali, sono importanti per capire cosa c'è sotto. Ti consiglio ti farti aiutare eventualmente ad interpretare questo dolore da una persona competente che possa indicarti la corretta strada per tornare ad essere felice.

Cordialmente

Gentile Lara,

le crisi di pianto ed ansia scolastica possono nascere da diversi fattori. Non sapendo bene la tua situazione ti faccio un breve elenco delle possibili cause in modo che tu possa vedere quali senti tue:

- ansia da prestazione (legata al compito e al risultato)

- dinamiche nel gruppo classe (bullismo, battute legate ai compiti o alle interrogazioni, esclusioni, nuovi arrivi, discussioni)

- dinamiche professori (richiami, puntualizzazioni, esortazioni, richieste eccessive, "Minacce psicologiche")

- dinamiche genitoriali (rimproveri sulla prestazione scolastica, elevate aspettative, non adeguato riconoscimento, conflitti in coppia o conflitti sulla prestazione tra genitori)

- dinamiche interne (pensieri come "non ce la farò mai" - "Non sono in grado" - "non ho fatto abbastanza")

Ho messo le possibili cause in maniera semplificata affinchè tu possa rifletterci e trovare un possibile collegamento con un tuo vissuto. Possono anche essercene più di uno. Solitamente l'ansia scolastica è legato a queste aree .

Una volta che hai focalizzato il punto di consiglio di parlarne con qualcuno che possa aiutarti ad affrontare meglio la situazione ed eventualmente a parlarne con la tua famiglia (se ti è possibile). 

Lavoro da anni nel settore scolastico e mi è capitato diverse volte di assistere ad episodi di questo tipo. Per qualsiasi domanda o curiosità 

resto a disposizione

Ciao Lara, sono il dott. Fiorangelo Amelia, mi dispiace molto per come ti senti. Premetto che l’ansia è un’emozione normale, anche io in questo momento provo ansia in quanto ritengo importante l’attività che sto svolgendo e ancora più importante per me è il risultato di quanto sto scrivendo. Un po’ come a scuola, non trovi? Ci si impegna affinché possiamo raggiungere i risultati sperati, altrimenti sentiamo di aver fatto una “figuraccia” con noi stessi, con i compagni, con i professori o con i genitori. Quindi, la prima cosa che potresti fare, se non l’hai già fatto, è provare a considerare l’ansia come un’emozione normale che, entro i limiti, può servire a tenere alta la concentrazione e l’impegno. Rispetto a ciò che hai scritto, le crisi di pianto e l’umore basso sono sensazioni diverse da quelle dell’ansia, potrebbero presentarsi dopo l’attacco d’ansia, e potrebbero essere dovute alla “figuraccia”, cioè alla delusione che proviamo per come ci sentiamo o come ci siamo comportati, oppure possono essere dovute alla sensazione di non essere in grado di superare il disagio che viviamo. Naturalmente le mie sono ipotesi, in quanto ciascuno di noi è diverso dagli altri. Inoltre, come hai specificato, sia il pianto che l’umore basso si stanno manifestando anche nel periodo delle vacanze. E l’ansia com'è in questo periodo? Cara Lara, ritengo opportuno far chiarezza su questi aspetti, c’è bisogno di un incontro psicologico in cui raccogliere più informazioni per poter chiarire la causa del tuo disagio ed, eventualmente, definire insieme al professionista a cui farai riferimento una modalità di intervento.

Intanto ti abbraccio e ti auguro di superare al più presto questo disagio.

Dott. Flavio Ravasio Brescia (BS)

Lara, le ragioni della tua ansia possono essere diverse e per scoprirle è necessario conoscere un po' la tua storia personale. Ci sono due cose importanti che credo di poterti dire: la prima è riferita alla durata di questo tuo disagio (da due anni); è un tempo lungo nel quale forse sei rimasta un po' sola con il tuo problema, tanto che oggi stai scrivendo per cercare aiuto (cosa ben fatta!) ... e vengo alla seconda: il primo passo è non mettersi tutto sulle proprie spalle (forse lo hai già fatto per troppo tempo) e, se possibile, trovare qualche adulto vicino a te (familiare o amico) assieme al quale rivolgerti ad un aiuto specialistico che ti aiuti a vedere qual è la fonte della tua soffrenza per poterla superare. Ricorda che ci sono servzi gratuiti di aiuto per le ragazze della tua età, ad esempio il consultorio adolescenti della tua zona.

Consultorio di Manerbio Via Solferino, 55 Manerbio 030/9661.334 (331, 335, 336)

Orari di apertura: Lunedì dalle 8.30 alle 16.30; Mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 18.00; Martedì, Giovedì, Venerdì dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 13.30 alle 16.30

Un caro saluto. 

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