Con l'arrivo dell'autunno e dell'inverno può capitare di sentirsi più stanchi, avere meno energie o sperimentare un calo dell'umore. Per alcune persone, però, questi cambiamenti possono essere più marcati e assumere caratteristiche depressive che tendono a ripresentarsi in determinati periodi dell'anno.
Nel DSM-5, l'andamento stagionale non viene considerato un disturbo autonomo, ma uno specificatore che può essere utilizzato nel caso di disturbo depressivo maggiore o disturbo bipolare quando gli episodi dell'umore presentano una ricorrenza stagionale.
Quando si parla di andamento stagionale? Secondo i criteri diagnostici:
- deve essere presente una relazione regolare tra l'esordio degli episodi depressivi e un particolare periodo dell'anno, per esempio l'autunno o l'inverno;
- anche le remissioni complete tendono a verificarsi in un determinato periodo dell'anno;
- nell'arco di almeno due anni si sono verificati episodi depressivi con una chiara relazione temporale con una specifica stagione;
- nello stesso periodo non devono essersi verificati episodi depressivi non legati alla stagionalità;
- nel corso della vita della persona, gli episodi con andamento stagionale devono essere nettamente più numerosi rispetto agli eventuali episodi non stagionali.
La caratteristica centrale, quindi, è la ricorrenza nel tempo dell'esordio e della remissione degli episodi depressivi in determinati periodi dell'anno.
Perché potrebbe verificarsi? Le cause dell'andamento stagionale non sono ancora completamente chiarite. Tra i fattori maggiormente studiati vi sono le variazioni della quantità di luce durante l'anno e alcuni meccanismi biologici collegati ai ritmi circadiani.
Un ruolo è stato ipotizzato, in particolare, per la melatonina, un ormone coinvolto nella regolazione del ciclo sonno-veglia e sensibile all'alternanza tra luce e buio. Alcuni studi hanno osservato differenze nella regolazione della melatonina durante i mesi invernali nelle persone che presentano una sintomatologia depressiva stagionale.
Anche il sistema serotoninergico è stato oggetto di ricerca. Alcuni studi hanno ipotizzato che, in persone predisposte ai disturbi dell'umore, la risposta del sistema della serotonina alle variazioni stagionali e ai cambiamenti ambientali possa contribuire allo sviluppo dei sintomi depressivi.
È importante, tuttavia, sottolineare che si tratta di fenomeni complessi: non esiste un'unica causa della depressione stagionale e i fattori biologici interagiscono con aspetti psicologici, ambientali e individuali.
Non è semplicemente "essere più giù in inverno".
Avere meno energie durante i mesi invernali o preferire trascorrere più tempo in casa non significa necessariamente avere una depressione con andamento stagionale.
Per parlare di un quadro clinicamente significativo è necessario considerare l'insieme dei sintomi, la loro intensità, la durata e l'impatto che hanno sulla vita quotidiana.
Se ogni anno, nello stesso periodo, si verificano cambiamenti importanti dell'umore accompagnati, per esempio, da perdita di interesse, alterazioni del sonno o dell'appetito, difficoltà di concentrazione e una significativa riduzione delle energie, può essere utile parlarne con un professionista della salute mentale.
Chiedere aiuto non significa essere deboli. Riconoscere il proprio disagio e chiedere supporto può essere il primo passo per comprendere ciò che sta accadendo e iniziare a stare meglio.
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