Diverse terapie ma in peggioramento

Mirko

Ciao e grazie in anticipo. Circa 60 giorni fa la mia ex ragazza (io 38M lei 29F) senza aver dato un minimo segnale in precedenza e senza aver dato la minima motivazione sensata ha deciso di lasciarmi e letteralmente sparire dopo 5 anni di relazione. Le poche volte che l'ho contattata si è sempre negata un dialogo. Dopo 5 anni tutto il mio mondo girava attorno a lei. Dopo cinque anni, gran parte della mia vita, delle mie abitudini e dei miei progetti ruotava intorno a lei. Proprio la mancanza di una spiegazione chiara mi ha impedito di accettare davvero quello che è successo: continuo a cercare motivazioni, a costruire ipotesi e poi a smontarle. Da 60 giorni sono in un loop continuo. Adesso vivo un vero e proprio blocco. Faccio fatica a lavorare, concentrarmi e svolgere anche le attività più semplici. Molte cose che prima facevo normalmente ora mi provocano ansia e paura. È come se il mio corpo rifiutasse la possibilità di questa nuova vita e percepisse qualsiasi passo avanti come qualcosa di minaccioso. Anche il sonno e l’energia ne stanno risentendo e mi sento spesso in uno stato di allarme, smarrimento e ruminazione continua. Ho persone vicine, ma nonostante questo mi sento molto isolato dentro questa esperienza. Ho provato anche 3 terapie diverse: - una era basata sull'azione ovvero buttarsi a fare le cose, ma non ci sono riuscito anzi l'ansia e la paura aumentavano - una terapia psicosomatica con dei vari esercizi ma che non sono riuscito ad approcciare con costanza - una terapia basata su ipnosi dove sto vedendo pochissimi frutti Purtroppo la situazione non accenna a migliorare, anzi ogni giorno mi sento sempre più perso e non so più che fare. Cosa posso fare?

18 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Mirko purtroppo quando si ha una relazione e all'improvviso si viene lasciati apparentemente senza motivo provo ad immaginare sembra come se lei avesse subito un lutto improvviso. Ed e' anche vero che in una relazione spesso ci si confonde, siamo io, te, e ci fondiamo in una terza persona. Per cui quando ci si lascia non si sa più chi sei tu, chi sono io, etc. Bisogna fare tutto un percorso per ritrovarsi, per capire di cosa ha bisogno, cosa è' buono o negativo per lei in modo da non ricommettere gli stessi errori qualora ci siano stati ma che non riesce a vedere. Se vuole io ci sono. Ho lo studio a Melito di Napoli in via Verdi 73 e faccio anche terapia on Line qualora la persona ha difficoltà a raggiungermi. Le lascio il mio numero, ci pensi

dott.ssa Serena Ronzullo

Psicologa, Psicoterapeuta clinica e dello sviluppo

Dott.ssa Serena Ronzullo

Dott.ssa Serena Ronzullo

Napoli

La Dott.ssa Serena Ronzullo offre supporto psicologico anche online

Quello che descrivi assomiglia molto a un lutto relazionale complicato dall’assenza di una chiusura. Quando una relazione finisce all’improvviso, senza spiegazioni e senza possibilità di confronto, la mente tende a rimanere bloccata nella ricerca di una risposta che forse non arriverà mai. Non perché tu sia debole o incapace di andare avanti, ma perché il cervello continua a percepire la situazione come ‘incompleta’.
 
Leggendo il tuo racconto, però, noto un aspetto importante: sono passati circa 60 giorni. Per una relazione di 5 anni, due mesi sono un tempo relativamente breve. Il fatto che tu stia ancora male non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va in te o che le terapie siano fallite.
 
Mi colpisce anche che tu abbia già cambiato tre percorsi terapeutici in poco tempo. È comprensibile cercare sollievo rapidamente quando si soffre così tanto, ma spesso il rischio è passare da un approccio all’altro prima che possa realmente produrre effetti. Nessuna tecnica può eliminare in poche settimane il dolore per una perdita significativa.
 
Un’altra cosa che emerge è che sembri combattere continuamente contro quello che provi. Cerchi di trovare la spiegazione giusta per stare meglio, di forzarti a fare attività nonostante l’ansia, di eliminare il blocco. A volte questo crea un paradosso: più si tenta di uscire immediatamente dal dolore, più il dolore occupa spazio.
 
Se il sonno, l’energia, la concentrazione e il funzionamento quotidiano stanno peggiorando in modo marcato, potrebbe essere utile una valutazione approfondita con uno psicoterapeuta che lavori sul lutto relazionale e, se necessario, anche con uno psichiatra, non perché tu sia ‘grave’, ma perché quando il livello di sofferenza diventa così elevato è importante avere un inquadramento completo.
 
Per ora, forse la domanda da porti non è ‘come faccio a smettere di soffrire?’, ma ‘come posso attraversare questa sofferenza senza che tutta la mia vita si fermi?’. È una differenza sottile, ma spesso è da lì che inizia il movimento.
 
 
Per qualsiasi domanda , resto a disposizione 

Salve. Capisco perfettamente il suo dolore e il suo smarrimento. Quando finisce una relazione perché veniamo lasciati è un vero e proprio lutto. Occorre mettere a posto i pezzi e "stare" sul dolore. È dura, a volte durissima e occorre aiuto. Ci si ritrova soli, con il senso del rifiuto e dell'abbandono: una brutta ferita alla persona che siamo. Quasi non ci riconosciamo più ed è come se tutta la nostra vitalità e la nostra forza se la fosse portata con sé chi ci ha lasciato. Per fortuna non è così, ma per capirlo occorre tempo e spesso aiuto. Continui a cercare uno psicologo che la aiuti senza però pretendere la bacchetta magica velica, perché serve tempo, accoglienza e capacità di capire perche questa relazione è fallita in modo da potere anche ricavare qualcosa di positivo da questa esperienza. Di più non posso aggiungere qui. Un caro saluto. Rosanna Schiralli 

Dopo cinque anni di relazione, la tua mente si è trovata improvvisamente davanti a un evento molto doloroso e difficile da integrare: una separazione inattesa, senza spiegazioni e senza la possibilità di un confronto. In queste situazioni il cervello tende naturalmente a cercare risposte, perché le risposte danno una sensazione di controllo e prevedibilità.Il problema è che, quando le informazioni mancanti non possono essere recuperate, la ricerca continua di spiegazioni rischia di trasformarsi in un processo di ruminazione: si formulano ipotesi, si analizzano dettagli, si cerca il “pezzo mancante”, ma ogni risposta genera nuove domande. Questo produce l’effetto paradossale di mantenere aperta la ferita anziché favorirne la chiusura. Hai già provato tre percorsi terapeutici in un arco di tempo relativamente breve. Questo potrebbe indicare non tanto che “nessuna terapia funziona”, quanto che stai attraversando un lutto relazionale molto complesso che richiede tempo, continuità e un lavoro mirato sui meccanismi che mantengono la sofferenza (ruminazione, evitamento, intolleranza dell’incertezza e perdita di ruolo).La domanda centrale forse non è più “perché mi ha lasciato?”, ma “cosa mi impedisce oggi di costruire una vita significativa anche in assenza di quella risposta?”.

Buongiorno mi spiace per il suo dolore , l' allontanamento di una persona amata è sempre molto angosciante , soprattutto quando non si comprendono le reali motivazioni della rottura . 

Colgo comunque il suo profondo desiderio di riappropriarsi del sue benessere e della sua vita , e questo sicuramente è un punto di forza fondamentale per superare questo dolore . 

La cosa più importante è rimettere lei e il suo benessere al centro del sistema , un sistema in cui mi sembra lei si fosse decentrato e in cui vivesse con dipendenza emotiva dalla sua compagna .

Se fosse interessato io lavoro con un approccio strategico positivista , per investigare le cause e le soluzioni scorrette che in questo momento persistono e per ricreare un equilibrio emotivo basato su nuove strategie . 

Rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento .

Le porgo i miei più cordiali saluti 

Dott.ssa Tricarico Valentina 

Dott.ssa Valentina Tricarico

Dott.ssa Valentina Tricarico

Genova

La Dott.ssa Valentina Tricarico offre supporto psicologico anche online

Buongiorno mi spiace per il suo dolore , l' allontanamento di una persona amata è sempre molto angosciante , soprattutto quando non si comprendono le reali motivazioni della rottura . 

Colgo comunque il suo profondo desiderio di riappropriarsi del sue benessere e della sua vita , e questo sicuramente è un punto di forza fondamentale per superare questo dolore . 

La cosa più importante è rimettere lei e il suo benessere al centro del sistema , un sistema in cui mi sembra lei si fosse decentrato e in cui vivesse con dipendenza emotiva dalla sua compagna .

Se fosse interessato io lavoro con un approccio strategico positivista , per investigare le cause e le soluzioni scorrette che in questo momento persistono e per ricreare un equilibrio emotivo basato su nuove strategie . 

Rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento .

Le porgo i miei più cordiali saluti 

Dott.ssa Tricarico Valentina 

Dott.ssa Valentina Tricarico

Dott.ssa Valentina Tricarico

Genova

La Dott.ssa Valentina Tricarico offre supporto psicologico anche online

Buongiorno mi spiace per il suo dolore , l' allontanamento di una persona amata è sempre molto angosciante , soprattutto quando non si comprendono le reali motivazioni della rottura . 

Colgo comunque il suo profondo desiderio di riappropriarsi del sue benessere e della sua vita , e questo sicuramente è un punto di forza fondamentale per superare questo dolore . 

La cosa più importante è rimettere lei e il suo benessere al centro del sistema , un sistema in cui mi sembra lei si fosse decentrato e in cui vivesse con dipendenza emotiva dalla sua compagna .

Se fosse interessato io lavoro con un approccio strategico positivista , per investigare le cause e le soluzioni scorrette che in questo momento persistono e per ricreare un equilibrio emotivo basato su nuove strategie . 

Rimango a sua disposizione per qualsiasi chiarimento .

Le porgo i miei più cordiali saluti 

Dott.ssa Tricarico Valentina 

Dott.ssa Valentina Tricarico

Dott.ssa Valentina Tricarico

Genova

La Dott.ssa Valentina Tricarico offre supporto psicologico anche online

Luca, sento molto forte il dolore che stai vivendo e ti ringrazio per aver avuto il coraggio di esporre una ferita così profonda e recente.

Cinque anni sono un tempo significativo, un arco di vita in cui hai intrecciato la tua identità con quella di un’altra persona; vedere tutto questo svanire improvvisamente, senza un confronto, è molto doloroso.

Quello che stai provando (il loop, la ruminazione, il blocco, lo stato di allarme costante) non è una tua debolezza, è una reazione fisiologica.

Quando una relazione finisce senza una chiusura, la nostra mente cerca disperatamente di riempire quel vuoto di senso, costruendo scenari e ipotesi.

È un tentativo estremo di darsi una spiegazione per proteggersi, ma purtroppo ti tiene ancorato al passato invece di lasciarti andare.

La tua sofferenza è aggravata dalla mancanza di risposte. Spesso, però, la "spiegazione" che cerchiamo è un modo per pensare che, se avessimo capito, avremmo potuto cambiare le cose.

Accettare che non avrai quella spiegazione è la parte più dolorosa, ma è anche il primo vero atto di liberazione.

Non è stato un tuo fallimento, è stata una scelta (o una chiusura) sua, che non definisce il tuo valore come uomo né la validità di ciò che hai vissuto.

Ti hanno consigliato di "fare", di buttarti, ma il tuo sistema nervoso in questo momento è in una modalità di iper-attivazione (allarme). Se il tuo corpo è in modalità "lotta o fuga", forzarsi a fare le cose non fa altro che aumentare l'ansia. Non sei pigro, sei semplicemente "saturo". Ora hai bisogno di calma, non di sforzo.

Se hai provato diversi approcci che non hanno risuonato, potrebbe essere utile orientarsi verso una terapia che lavori meno sul "fare" e molto più sulla regolazione emotiva e sull'elaborazione del vissuto. La Schema Therapy o l'approccio ACT (Acceptance and Commitment Therapy) potrebbero aiutarti a stare con queste emozioni difficili senza esserne travolto, imparando a osservare la tua mente che "rumina" senza doverle per forza credere o obbedire. Non devi "risolvere" il dolore oggi, puoi solo imparare a respirare dentro questo vuoto, un giorno alla volta.

Anche se hai persone vicine, il senso di isolamento è normale perché senti che nessuno può capire esattamente il tuo vissuto. È vero, nessuno può sentire il tuo dolore, ma la vicinanza umana serve non tanto per "capire", quanto per ricordarti che non sei sparito tu insieme a lei.

Ti invito a considerare questo: non c'è una scadenza per guarire. Il tuo corpo sta reagendo a uno strappo improvviso, e ha bisogno di tempo per capire che il pericolo è passato.

Smetti di cercare la "strategia giusta" per guarire subito e prova, invece, a trattarti come tratteresti un caro amico che ha subito un trauma: con infinita pazienza, senza forzarti a essere "normale" o produttivo.

Non perdere la speranza. A volte, cambiare ancora una volta l'approccio terapeutico (cercando un professionista con cui senti una sintonizzazione emotiva immediata, non solo tecnica) può fare la differenza.

In questo momento, qual è la cosa più piccola e banale che riesci a fare per te stesso, senza che ti generi troppa ansia?

Dott.ssa Micol Loppo

Dott.ssa Micol Loppo

La Dott.ssa Micol Loppo offre supporto psicologico anche online

Salve, capisco la sua situazione, è in una fase chiamata "lutto" e deve lavorare su questo. Da quanto scrive, ma andrebbe valutato in base ad altri elementi, ha bisogno di lavorare su se stesso e sul lasciare andare; la terapia deve concentrarsi su questo, ma per farlo deve darsi tempo e rispettare i suoi tempi. Purtroppo il dolore è tanto, ma deve con pazienza attraversarlo con la giusta terapia dell'ascolto, del contenimento e dell'elaborazione. Resto a sua disposizione per eventuali chiarimenti.

Dott. Rosario Di Nocera

Dott. Rosario Di Nocera

Napoli

Il Dott. Rosario Di Nocera offre supporto psicologico anche online

Buongiorno MIrko,

Comprendo profondamente lo stato di totale disorientamento, scardinamento e logorio in cui ti trovi. Quando una relazione di cinque anni, che costituiva l'asse portante del tuo mondo e dei tuoi progetti a 38 anni, si interrompe bruscamente con una sparizione improvvisa (quello che clinicamente chiamiamo ghosting), l'impatto sulla psiche non è un semplice dispiacere amoroso: è un vero e proprio trauma da sradicamento. Il motivo per cui ti trovi incastrato in un loop continuo di ipotesi e smentite risiede nella mancanza di quello che in psicologia chiamiamo closure (la chiusura del cerchio). La mente umana è un organo programmato per dare un senso agli eventi. Quando si verifica un evento catastrofico (come la fine improvvisa di una storia di 5 anni) senza una causa logica apparente, il cervello va in ansia da controllo. Attiva una ruminazione ossessiva nel tentativo disperato di trovare quel pezzo mancante del puzzle che ti permetta di metabolizzare il lutto. Non trovare una risposta razionale mantiene il tuo sistema nervoso in un costante stato di allarme e iper-vigilanza. Per questo motivo, ogni passo verso la "nuova vita" viene percepito dal tuo organismo come minaccioso: la tua mente è ancora ancorata al passato nel tentativo di ripararlo, e considera il futuro come un tradimento o come un territorio alieno e insicuro.

In sintesi: hai cercato soluzioni orientate alla "performance" o alla rimozione rapida del sintomo, quando in realtà il tuo organismo aveva solo bisogno di essere accolto, protetto e contenuto nel suo crollo. Passare da una terapia all'altra in due mesi ha solo amplificato il senso di smarrimento, privandoti di un punto di riferimento stabile.

Per uscire dal blocco e calmare lo stato di allarme, è necessario operare una profonda ristrutturazione della tua idea di guarigione, passando dall'illusione di dover "risolvere il problema velocemente" alla presa di coscienza di un percorso di crescita lento e responsabile. Accetta un dato di realtà doloroso ma liberatorio: la spiegazione che cerchi non arriverà, e anche se arrivasse non sarebbe sufficiente a placare il dolore. La decisione della tua ex di sparire dopo 5 anni descrive la sua incapacità strutturale di sostenere un confronto adulto e la sua fragilità emotiva, non il tuo valore come uomo o come partner. Smetti di cercare il perché. Togli l'obbligo di dover star bene o di dover "costruire una nuova vita" da domani mattina. Sei ridotto a zero energie. Rispetta la tua stanchezza e la tua paura. Concentrati solo sulle prossime 24 ore, riducendo l'azione al minimo biologico necessario: mangiare, dormire, fare una piccola passeggiata, svolgere il minimo indispensabile a lavoro. Concediti il permesso di essere triste, confuso e spaventato. La stasi attuale non è un fallimento: è la sosta che il tuo corpo ti impone per riprendere fiato.

Non cercare un terapeuta che ti dia la ricetta magica per non soffrire, ma qualcuno che sia capace di essere una guida e una sponda sicura (una base stabile), dentro la cui stanza tu possa depositare il tuo smarrimento senza l'ansia di dover "guarire subito". L'impegno che ti viene richiesto non è quello di essere perfetto o forte, ma di essere costante nel frequentare quello spazio di ascolto reale. Sei dentro una tempesta, ma le tempeste hanno un inizio e una fine. Il tuo corpo sta resistendo perché sta piangendo la fine di un mondo; permettiti di attraversare questo purgatorio emotivo con dignità e pazienza, sapendo che ogni giorno di sosta e di ascolto non giudicante ti sta avvicinando alla riconquista del tuo Sé profondo.

Un cordiale saluto.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

Il Dott. Riccardo Focaccia offre supporto psicologico anche online

Gentile Mirko,

quello che stai vivendo non è un semplice dolore da fine relazione. È uno strappo improvviso, senza spiegazioni, senza un dialogo che ti permetta di capire cosa sia successo davvero. Quando una storia lunga finisce così, il corpo resta in allarme: continua a cercare la persona che non c’è più, continua a chiedere un perché che non arriva, continua a muoversi dentro un vuoto che non sa nominare.

Il blocco che senti non è debolezza. È il modo in cui la mente reagisce quando perde improvvisamente il suo punto di riferimento. Tutto ciò che prima era automatico: lavorare, concentrarti, dormire, fare le cose di sempre, oggi diventa difficile perché ogni gesto ti ricorda che la tua vita non è più quella di prima. È normale sentirsi smarriti, ansiosi, spaventati. È normale che il corpo rifiuti questa nuova realtà e che ogni passo avanti sembri una minaccia.

Le terapie che hai provato non sono fallite. Sei tu che, in questo momento, sei troppo ferito per riuscire a “fare”, a “spingere”, a “provare tecniche”. Prima di muoversi serve stabilità. Prima di elaborare serve sicurezza. Prima di cambiare serve che il sistema nervoso esca dallo stato di allarme in cui è entrato da quando lei è sparita.

Non devi trovare subito la terapia perfetta. Devi trovare un ritmo che oggi sia sostenibile per te. Un lavoro lento, gentile, che non ti chieda di reagire, ma di respirare. Di nominare quello che senti. Di accettare che adesso non puoi funzionare come prima. Non perché non vuoi, ma perché non puoi.

Mirko, non sei perso. Sei ferito e una ferita così non si chiude con la forza: si chiude quando smetti di cercare spiegazioni impossibili e inizi a dare spazio a ciò che provi davvero. Quando il corpo si calma, la mente ricomincia a muoversi e tu ricomincerai a muoverti con lei.

Un caro saluto,
Dottoressa Arianna Bagnini
Psicologa Clinica e del Lavoro
Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Ciao Mirko,
quando si rompe una relazione così centrale, è normale provare ansia, disorientamento e una forte difficoltà ad adattarsi. Stai passando da una condizione di forte legame a una perdita improvvisa, ed è comprensibile che il tuo sistema faccia fatica a trovare un nuovo equilibrio.

La tua proattività nel cercare aiuto è un punto importante. Allo stesso tempo, è necessario dare tempo alle strategie e ai percorsi intrapresi per poterne valutare davvero l’efficacia.

Il lavoro ora è proprio quello di costruire gradualmente un nuovo assetto, cosa che richiede tempo ma è possibile.

Se vuoi, sono disponibile per approfondire insieme la situazione attraverso dei colloqui.

Un saluto

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Dott. Emanuele Santarelli

Milano

Il Dott. Emanuele Santarelli offre supporto psicologico anche online

Caro Mirko,
da una prospettiva sistemico-relazionale, la prima cosa che mi colpisce non è tanto la fine della relazione, quanto il modo in cui questa è avvenuta: improvvisamente, senza una spiegazione condivisa e senza la possibilità di costruire insieme un significato di ciò che è successo.Quando una relazione importante termina, il dolore è atteso. Quando termina senza una narrazione che permetta di comprendere e collocare l'evento nella propria storia, spesso non si vive soltanto una separazione: si vive una frattura del senso.Tu scrivi una frase molto significativa: "Dopo cinque anni tutto il mio mondo girava attorno a lei." In queste parole vedo qualcosa che va oltre la perdita di una compagna. Sembra che sia entrata in crisi anche l'organizzazione della tua vita, della tua identità quotidiana, dei tuoi progetti e della rappresentazione del futuro. Per questo motivo non sono sorpreso che i tentativi terapeutici centrati prevalentemente sul "fare" non abbiano funzionato
Se una parte di te sta ancora cercando disperatamente di capire cosa è accaduto, chiederti semplicemente di uscire, distrarti o fare nuove esperienze può essere percepito dal tuo sistema emotivo come una forzatura. È un po' come pretendere di ripartire mentre il terreno sotto i piedi non è ancora stato ricostruito. Leggendo il tuo racconto, ho l'impressione che tu stia combattendo due battaglie contemporaneamente:

  • il dolore per la perdita della persona amata;
  • la ricerca incessante di una spiegazione che non arriva.

La seconda spesso alimenta la prima. Ogni giorno la mente prova a risolvere un enigma che forse non dispone degli elementi necessari per essere risolto. Così nascono le ipotesi, le controipotesi, la ruminazione, il bisogno di trovare "la vera ragione". Ma più si cerca una risposta che dipende dall'altro, più si rischia di restare bloccati. Da terapeuta relazionale mi domanderei meno: "Perché lei mi ha lasciato?" e più: "Che posto occupava questa relazione nella mia vita?", "Cosa è crollato insieme alla relazione?", "Chi sto facendo fatica a essere oggi senza quel legame?"Sono domande diverse.                      La tua sofferenza mi sembra quella di una persona che non ha perso soltanto una compagna, ma anche una parte importante della struttura che dava continuità alla propria esistenza.
Un altro elemento che merita attenzione è che riferisci un peggioramento progressivo dopo circa due mesi, con difficoltà lavorative, ansia crescente, paura, insonnia, calo dell'energia e una sensazione di allarme costante. Questo suggerisce che non sei semplicemente "triste per una separazione", ma che il tuo organismo sta vivendo una condizione di forte stress emotivo che merita di essere presa molto seriamente.  
Per questo non ti direi di cambiare immediatamente terapia o di aggiungere altre tecniche. Ti direi piuttosto di cercare un professionista con cui costruire uno spazio stabile e continuativo in cui esplorare il significato di questa rottura nella tua storia personale e relazionale.  
Non sempre il problema è trovare la tecnica giusta. A volte è trovare il contesto terapeutico in cui la propria esperienza può finalmente essere pensata, raccontata e compresa.  
Una domanda che mi è rimasta leggendo il tuo messaggio è questa:  
prima di conoscere la tua ex, come descriveresti la tua vita, i tuoi legami e il tuo modo di stare nelle relazioni importanti?
Credo che la risposta possa dire molto di più sul tuo blocco attuale di quanto possa fare qualsiasi ipotesi sul motivo per cui lei se n'è andata.

Salve cari Mirko, mi dispiace molto per la sua situazione e capisco il suo malessere. La chiusura di un rapporto, specialmente di lunga durata, può essere assimilato ad un lutto. Molto spesso si ha difficoltà a non riuscire a trovare la " versione di sé stessi" SENZA quella persona....

Ha provato una terapia comportamentale cognitiva? Attraverso l'analisi di eventi, pensieri ed emozioni si può giungere alla scoperta delle proprie credenze di base che talvolta ci impediscono l'evoluzione personale. Le auguro il meglio.

Dott.ssa Laura Genovese

Dott.ssa Laura Genovese

Caserta

La Dott.ssa Laura Genovese offre supporto psicologico anche online

Gentilissimo 

Un elemento da considerare è anche il tempo. L'elaborazione del lutto di un amore perduto richiede pazienza e varie fasi da attraversare come un vero è proprio lutto. Non siamo macchine siamo persone con sentimenti e se in un momento della nostra vita il corpo ci chiede di fermarci noi abbiamo il sacrosanto diritto di farlo. Per quanto riguarda la terapia non c'è una ricetta giusta. Esiste l'incontro anche in terapia. Per questo si parla di relazione terapeutica. La invito a trovare uno spazio sicuro, dove possa metabolizzare questa perdita così difficile per lei . 

Resto a disposizione online 

 

Dott.ssa Simona Ilardo

Dott.ssa Simona Ilardo

Napoli

La Dott.ssa Simona Ilardo offre supporto psicologico anche online

Buon pomeriggio Mirko. La situazione di grande sofferenza che vive è tangibile e merita uno spazio in cui essere accolta ed esplorata. Trovare il giusto approccio, il giusto professionista, non è facile e può accadere di doverne cambiare diversi. Un elemento che però accomuna tutte le terapie è il tempo: nonostante il desiderio di liberarsi il prima possibile del proprio fardello, nessun approccio può farlo scomparire nell'immediato.

Dott.ssa Valeria Manni

Dott.ssa Valeria Manni

Roma

La Dott.ssa Valeria Manni offre supporto psicologico anche online

Buongiorno Mirco, la sofferenza che descrive appare molto intensa e sembra coinvolgere diversi aspetti della sua vita quotidiana, dal lavoro al sonno, fino alla capacità di progettare il futuro. La mancanza di una spiegazione e l'interruzione improvvisa del rapporto possono rendere particolarmente difficile elaborare quanto accaduto, alimentando dubbi, pensieri ripetitivi e un senso di smarrimento persistente.

Poiché riferisce un peggioramento del disagio nonostante i percorsi già intrapresi, ritengo opportuno un approfondimento clinico più accurato con un professionista della salute mentale. Una valutazione specialistica potrà aiutarLa a comprendere meglio ciò che sta vivendo e a individuare il percorso terapeutico più adatto alle Sue esigenze attuali.

Non sottovaluti l'impatto che questa esperienza sta avendo sul Suo benessere: merita attenzione e un supporto qualificato.

Un caro saluto 

Gentile utente, le posso consigliare una terapia che l'aiuti a ritrovare se stesso attraversando il dolore dell'abbandono che appartiene a tutti noi e va aldilà di ciò che incontriamo dopo nella vita. una terapia che lavori attraverso i simboli e le immagini che provengono dal profondo, come i sogni. le auguro buona vita. dott.ssa Caputo 

cerca psicologo