Madre narcisista

Daniela

Buongiorno sono una donna di 39 anni vivo con mia madre da quando sono nata sono orfana di padre dal eta’ di 3 anni. Il rapporto con mia madre fino ad un certo punto è stato sostenibile fino alla sua pensione dopodiché la situazione è precipitata. Sono laureata e ho conseguito diversi master fino al 2020 ho condotto una vita normale lavoravo e avevo una vita sociale. Nel 2019 mia madre va in pensione è stata un dirigente all interno di poste Italiane da lì è venuta fuori la sua vera natura io ho perso il lavoro nel 2020 ne ho trovato immediatamente un altro dove sono stata promossa all interno delle risorse umane mia madre ha iniziato a provare una forma di invidia ( che credo covasse già ) opponendosi nella riuscita di questo lavoro infatti nel giro di pochi mesi a seguito dei problemi che lei mi creava in casa mi hanno licenziata da allora la mia vita e diventa una prigione mia madre mi manipola non mi consente di vivere la mia vita pur di tenermi in casa mi fornisce le sue carte di credito mi compra con regali costosi l'importante che io non mi faccia una vita e stia qui con lei. Inoltra mi sono accorta che nel 2020 ha letto le mie mail allora avevo una relazione con il mio direttore ha violato la mia privacy in maniera indelebile. Ad oggi ho crisi di nervi e sto sviluppando in anoressia nervosa, lei si è accorta che sto male e finge di essere dispiaciuta ma nel concreto continua a manipolarmi obbligandomi ad occuparmi di mia nipote e di lei. Sto pensando al suicidio come una soluzione perché altre vie d’uscita non ne trovo.
Daniela

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Daniela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL