Accettazione del suicidio

Vincenzo

Metto sotto la voce depressione.. Sono di quelli che interpreta il suicidio alla maniera giapponese: il metodo più onorevole per uscire da una vita che non ti calza bene. Non voglio stare a fare "pipponi" su questo va male etc. etc. A me serve l'approvazione degli altri.. nel senso che avendo ancora i genitori.. una moglie. Insomma, so la scia che lascerei dietro, e procurare dolore ad altri mi frena. Come potrei fare capire agli altri che il suicidio è il massimo atto di liberazione? Insomma non serve a me.. chiedo per i miei :D Per favore niente numeri o frasi di conforto. Non ho i soldi per seguire un terapeuta e quel poco che ho sto cercando di organizzare viaggio tra Olanda o Svizzera per...un dolce passaggio ( che sono anni avanti a noi.. ma noi italiani ci vogliono solo come camerieri). Contando nella vs professionalità spero in qualche spunto.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Vincenzo, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Caro Vincenzo,

nel suo territorio ci saranno sicuramente servizi pubblici, quindi gratuiti, a cui si può rivolgere. Inoltre, ci sono varie associazioni che può contattare telefonicamente, Telefonoamico  (02 2327 2327) è una di queste.

Spero che riesca a trovare la forza di lottare sino all'ultimo come i samurai che ha menzionato.

Cordiali saluti 

Dottor Raffaele Mallardo