Depressione

Come si ritrova l'amore di vivere la vita?

Valentina

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Ciao, ho 18 anni e non so bene come iniziare a scrivere questa richiesta. Non mi sono mai aperta con qualcuno liberamente e sinceramente e per me è molto difficile trovare le parole per esprimere ciò che mi crea dolore. Credo che sia assai complicato anche capire quale sia il problema effettivo che da tempo non mi fa più vivere serenamente. Vivo costantemente in bilico fra serenità e turbamento, le passioni che un tempo mi facevano passare le giornate felicemente e velocemente, ora non esistono più, e continuo a ricercare un senso al vivere ovunque, senza mai trovar conforto.
Ecco potrei dire che ormai da un annetto mi sono persa, non sono più la stessa di prima e sento un disperato bisogno di ritrovarmi e riscoprirmi. Nel corso dei precedenti 17 anni ho sempre fatto tantissime cose, ho suonato la chitarra, disegnato, giocato a tennis, letto, fotografato sempre con piacere e con dedizione. Mi capitava di tornare a casa e avere un immediato impulso di prendere in mano una matita e di mettermi a disegnare o anche solo prendere un libro e perdermi fra le sue parole. Col tempo, molti di questi hobby sono andati persi, la chitarra non era il mio forte anche se mi piaceva, lo stesso per il tennis e il disegno. Una cosa sola è sempre stata fatta su misura per me, la fotografia. Non che mi auto compiaccia per le foto che faccio, ma ammetto che è la sola verso la quale potrei provare ambizione. Purtroppo ho perso anch’essa.
Da tempo non ho più un sogno nel cassetto e vivo ogni giorno senza far qualcosa di concreto per il mio futuro, anche se vorrei. È sempre un mescolarsi di “vorrei ma non posso” e non perché non abbia i mezzi per farlo, ma perché ogni qual volta che vorrei far qualcosa seriamente, come leggere un libro o lavorare ad un progetto fotografico, automaticamente mi blocco e la mia mente trova espedienti per non farli. Quest’estate ho passato un mese a letto, ogni giorno mi alzavo, pensavo a dei buoni propositi e finivo o ad uscire coi miei amici o a stare a letto a guardarmi dei film. Immaginavo di andare a camminare per tenermi in forma, di creare qualche nuovo progetto, ma per qualche motivo a me sconosciuto rimanevo inerme ad aspettare che il giorno finisse, pensando costantemente “sono benissimo in grado di farlo più avanti”.
Anche altri sono i problemi che mi creano disagio, la mia capacità di concentrazione si è abbassata, a scuola, anche se sono sempre andata bene, non riesco a tenere il passo ed è sempre un gran peso continuare. Mi sento sola, completamente sola.
Mi capita spesso di osservare attentamente le persone, i piccoli gesti, le piccole abitudini, anche se con esse non ho un gran legame. Trovo interessante contemplare le piccole cose di ognuno, come si muovono le mani, come si rivolgono a te, i termini che usano di solito e ascolto sempre con piacere le opinioni di tutti. Sono molto positiva con il prossimo, se una persona che non conosco mi viene a parlare la ascolto e non la respingo.
Ma questo è un problema, perché io guardo qualsiasi cosa e chiunque, ma ho costantemente la sensazione che nessuno guardi me. Come se all’improvviso cadessi per strada e nessuno si fermasse ad assistermi. Proprio oggi mi sono emozionata e mi è scesa una lacrima perché la mia migliore amica mi ha chiesto come stavo. Non capita spesso.
Quando sono sola immagino di essere una persona famosa e che qualcuno mi stia facendo un intervista, allora parto con monologhi interminabili su ciò che penso riguardo a tante cose o anche solo raccontando aneddoti della mia vita. Poi mi accorgo di essere sola e che in realtà nessuno ascolta. È deprimente e scoraggiante.
Ora mai ciò che faccio non lo faccio più per me stessa, ma per farmi guardare. Tutto ciò che facevo prima per accontentare i miei bisogni soli, ora è come se lo facessi per qualcun altro. I libri mi capita a volte di iniziarli proprio quando sono in compagnia di qualcun altro, e poi di finirli da sola.
Ora col distanziamento sociale la mia vita non è più equilibrata, prima amavo la solitudine, la cercavo, la pretendevo. Anche ora la cerco e ne ho bisogno, ma sto male quando sto da sola e non riesco mai a raggiungere i miei buoni propositi e i miei obbiettivi. Ogni volta che non riesco a fare qualcosa mi impunto sul raggiungimento di un qualcosa di concreto e infimo e ripongo in esso speranze di rivoluzione. Una volta è un taglio di capelli, un’altra è un cambio di stile, altro ancora riuscire a prendere la patente. E sempre si ripropone questo circolo vizioso in cui, “grazie a questo andrà meglio, riuscirò a rivoluzionare la mia vita”, come se qualcosa di così infimo come un taglio di capelli potesse veramente risolvere questa situazione. Ripetutamente mi è capitato anche di cercare aiuto psicologico senza mai portare a termine la faccenda. È un continuo balzo fra “sto male e sto bene”, credendo quando sto bene di non aver bisogno affatto di alcun tipo di cura e che la mia vita vada benissimo così com’è, anche se dentro è sempre presente un sentimento di insoddisfazione.
Pongo tanta fiducia nell’umanità delle persone, ma non ugualmente nel progresso. Odio i telefoni, i social anche se effettivamente ne faccio uso (molto più perché con il ritmo veloce che ora ha la vita e con le necessità sociali stare senza telefono porterebbe ad una rovina sociale). L’immediatezza, la velocità, la grandissima collettività e la realtà alternativa che internet propone, non è il mondo materiale che viviamo ogni giorno. La solitudine, la pazienza, la fatica, il silenzio sono valori che abbiamo perso, io in primis. E vorrei troppo avere il coraggio di ribellarmi a tutto questo e di riuscire a far affidamento solo sulle mie forze e sulle cose concrete.
Ogni giorno, ogni ora, ogni minuto è una costante lotta fra la voglia di ribellarmi a ciò che odio e la mia anima pigra, nullafacente, che guarda ai miei problemi con sufficienza, credendo la filosofia del “lo faccio domani”.
Avrei tante altre cose da dire ma ho paura di divagarmi troppo.
Quello di cui necessito al più presto è di ritrovare la passione e l’amore di vivere la vita, scovare un sogno nel cassetto e riuscire a capire al meglio chi sono. Ma non ho la minima idea di come farlo.

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Valentina


È un'età particolare quella che stai vivendo e sicuramente le restrizioni attuali non aiutano. 
Probabilmente supererai tutto, ma ti consiglio comunque di fare qualche colloquio psicologico per farti aiutare ad alleviare la sofferenza che stai provando e a chiarirti le idee anche solo raccontando quello che senti e che speri possa accadere, trovando assieme il modi di farlo.


Rimango disponibile per informazioni e chiarimenti 

Gentile Valentina,


lei è una giovane adulta ed è normale anche avere molti dubbi, domande e curiosità riferite a se stessi o al proprio futuro che sia di studio, lavorativo o riferito agli hobby e/o all’amore.


Questa confusione però mi sembra che le crei molti pensieri e forse anche paure o “sensazioni di pesantezza”.


Le consiglio pertanto di valutare un percorso di psicoterapia individuale dove:


- Poter trovare la sua strada per il futuro,


- Dare ordine a questa confusione,


- Aumentare la sua autostima,


- Scoprire o focalizzare le proprie risorse interne,


- Imparare ad amarsi e pian piano definirsi anche come persona amabile dagli altri,


- Capire cosa le piacerebbe dal suo futuro come persona, studentessa o donna,


- Trovare la forza interna per impostare un obiettivo e cercare di raggiungerlo.


I colloqui, inoltre, sono coperti da segreto professionale e all’interno di questo contesto non c’è giudizio, l’obiettivo può essere


Conoscere se stessi e magari provare anche a osservarsi da una nuova “prospettiva” ed in sicurezza, come si può fare durante questo percorso, può aiutare a fronteggiare le proprie paure e a ripartire per vivere meglio.


Resto disponibile per chiarimenti, informazioni o se volesse intraprendere un percorso di conoscenza personale.


Cordialmente


Dott.ssa Federica Ciocca


Psicologa e psicoterapeuta


Riceve a Torino, a Collegno ed in modalità online

Cara Valentina, il tuo lungo monologo mi trasmette una forte necessità di condividere quel mare di pensieri che sembra non ti siano dando tregua. La testa lavora molto quando siamo fermi, quindi restare dentro a quei pensieri non li può far diminuire. Certo la situazione di isolamento che tutti stiamo attraversando non aiuta le relazioni sociali, di cui tu hai fame, nonostante tendi a ritirarti in te stessa. 


Le barriere che impediscono di realizzare e comunicare chi siamo partono sempre da dentro, ed é proprio la nostra interiorità l'unica cosa su cui possiamo esercitare un effettivo controllo. Ma il lato positivo é che se riusciamo a modificare il dentro, facendo cadere tutte i muri che abbiamo costruito intorno a noi stessi, automaticamente questo cambiamento si rifletterà anche fuori di noi. 


Capisco la tua sofferenza e la difficoltà nel poter portare a termine ciò che inizi, ma non credi che sia arrivato il momento di fare davvero qualcosa per te stessa e imparare a darti quell'amore di cui hai bisogno?


Chiedere aiuto ad un professionista é sicuramente il primo passo, portare avanti la terapia il secondo e più importante, tutti i passi successivi poi verranno da sé.


Un abbraccio.

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