Consigli per costruire fiducia in me stessa

silvia

Ho 42 anni, mi chiamo Silvia, sono sola da sempre, non riesco più neppure ad immaginarmi dentro ad una situazione di coppia. non ho una compagnia di amici, non l'ho mai avuta, sono cresciuta in solitaria e questa mi sembra la mia normalità, ma sono preoccupata adesso. Mi sento sola, ma allo stesso tempo scopro di aver paura a cercare gli altri, siano essi semplici conoscenze per fare 2 chiacchiere che persone con le quali "scoprirmi" di più. So solo difendermi, la mancata esperienza di sentirmi amata mi rende sempre più fragile, portata a nascondermi, mi sento sempre più impaurita ed emarginata. Anche se mi rendo conto che sono io prima di tutto ad autosabotarmi, non riesco a controvertire questa forza ostile che mi scoraggia. Sono sempre più lontane nel tempo e sbiadite le esperienze entusiasmanti. vorrei invece rientraci in contatto con quelle emozioni vivide, fresche. Di istintivo sento solo la tristezza, l'esclusione da quel mondo che vedo vivere agli altri. Forse avere una compagnia sarebbe persino troppo per me, non riuscirei forse neppure a gestire la cosa. Penso di non saperlo fare, non mi sento capace, forse potrei cominciare con qualcosa di più facile, meno invasivo, un'amico/a con cui fare un'attività insieme. Mi sento ridicola a mettere insieme i pezzettini di un puzzle alla mia età, età in cui tutti mi sembrano così risolti. A volte la vita non prende delle direzioni semplici, a volte le nostre scelte risultano sbagliate. Potete darmi un consiglio su come recuperare un pò di fiducia, riuscire ad avere dei desideri, piccoli o grandi e di sentirmi in grado di pensare di meritarmi di raggiungerli, credere di poterli raggiungere. grazie, Silvia

1 risposta degli esperti per questa domanda

Salve Silvia, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL