Depressione

Cosa posso fare? Mi stanno distruggendo

Fabrizio

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Mi chiamo Fabrizio ho 34 anni e vivo nella provincia di Roma. Mi trovo in uno stato di stress, solitudine e anche direi di depressione. A lavoro mi stanno massacrando, io faccio tutto il possibile, ma non sono mai contenti e pretendono sempre troppo...io sono una persona semplice, che non si rifiuta mai, ma per colpa di queste persone la mia autostima e fiducia in me stesso si è praticamente smarrita . È da tempo che non sorrido più e non penso più positivo, perché sia a lavoro, che le persone che credevo amiche mi hanno deluso praticamente in tutto. La mia vita ormai sembra segnata ed io non so più come andare avanti...vorrei proprio terminare la mia esistenza...cosa dite?

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Ciao Fabrizio, 
la situazione che descrivi metterebbe a dura prova chiunque e le emozioni che provi sono contestualizzate. Prova a pensare concretamente a un cambiamento, partendo prima di tutto dal tuo benessere personale. Sicuramente due parole scritte qui non bastano ad aiutarti a trovare la chiave per la serenità, quindi il consiglio è quello di pensare a un percorso di supporto psicologico vis-à-vis.
Prova a contattare un professionista della tua zona ed effettuare intanto una prima consulenza.
Se ci si trova in una strada in salita, camminare a braccetto riduce la fatica.
Aggiornaci.

Gentile Fabrizio,


se è una persona che non si rifiuta mai è a notevole rischio di crollo psicologico. Se le persone pretendono troppo da lei dovrebbe imparare a bloccare le loro eccessive richieste. Sembrano belle parole difficili da mettere in pratica, ma le assicuro che invece uno psicologo/a psicoterapeuta può aiutarla a trasformarle in realtà e ciò accrescerà la sua autostima.


Non sottovaluti il problema che tuttavia è sicuramente risolvibile, in tutto o in parte. Ciò dipende dalle situazioni ambientali, ma in massima parte presumibilmente da lei stesso.


Le consiglio la Terapia Strategica Breve che tuttavia ottiene migliori risultati se integrata dalla Terapia della Gestalt. I trattamenti sono generalmente molto veloci ed efficaci.


Cordiali saluti

Buongiorno Fabrizio, quello che Lei descrive, sembra essere un caso di mobbing. Chiaramente dalle poche righe della sua domanda non si può dirlo con certezza, ma quello che si subisce sul posto di lavoro, che per molti, rappresenta la più gran parte del tempo di una giornata, può portare a patologie come la depressione, scarsa autostima, fino ad arrivare di dubitare di se stessi e del proprio valore come individui , che come lavoratori. Non conosco approfonditamente il suo caso, ma quello che vorrei fargli capire che quello che sta provando, in questo momento, può essere frutto proprio di questo. Provi a parlarne , con un professionista esperto del settore, che sicuramente saprà consigliarlo, ed indirizzarlo nel migliore dei modi. Ricordi, che niente e nessuno può avere un così grande peso su di noi se non siamo noi a permetterlo. Quindi, non si scoraggi e cerchi gli strumenti giusti per uscire da questa situazione!


Buona Vita!

Buongiorno Fabrizio, ha dato un titolo forte alla sua lettera.


Con l’affermazione “mi hanno distrutto” lei vuole descrivere uno stato di profonda devastazione interna dovuta ad altri. Nello stesso tempo, con  tale affermazione, trasmette l’idea che lei sia una persona priva di difese e quindi incapace di proteggersi. È veramente così? Tenga presente che noi non vi conosciamo e le vostre parole sono l’unico strumento che abbiamo per comprendere la vostra richiesta e dunque offrirvi indicazioni o riflessioni che siano di vostra utilità.


… … …


RIFLESSIONI


Fabrizio, immagino che a questo stato di malessere interno (così come lei lo ha espresso) non sia arrivato da un giorno all’altro. Sicuramente lei avrà sperimentato più volte, nella sua vita, lo stato di frustrazione. Come ha cercato di far fronte alle situazioni critiche che ha incontrato? Quali comportamenti ha assunto per contrastare le difficoltà? Rifletta bene su queste domande.


Riguardo alla fiducia negli altri, essa non è una condizione che vive a prescindere. La fiducia è un atteggiamento che si assume dopo aver fatto una valutazione positiva sulle circostanze, sui fatti e sulle relazioni. Se gli altri “hanno approfittato di lei” (come lei afferma) molto probabilmente ciò sarà accaduto per due possibili ragioni: o perché lei non ha fatto nulla per tutelarsi, vale a dire si è reso conto di ciò che non le andava bene ma ha preferito “chiudere gli occhi” e rimanere in situazioni a lei scomode piuttosto che assumere atteggiamenti più faticosi ma costruttivi per lei, oppure lei ha assunto una posizione ingenua sulla realtà (mi riferisco all’ingenuità tipica dei bambini che non sono in grado di discernere, di analizzare e di valutare le situazioni). Ha senso per lei quello che ho scritto fin qui?


… … …


Le dico queste cose, Fabrizio, perché questo vissuto negativo riguardo alle sue esperienze con gli altri diventi occasione per riflettere su come lei ha contribuito a crearlo, dentro e fuori di sé, con i suoi atteggiamenti.


Rispetto a questa esperienza negativa (che ora comprensibilmente la fa molto soffrire) lei adesso può scegliere la posizione da assumere: o farla diventare motivo di una sua disperazione/rabbia generalizzata verso il mondo esterno, oppure al contrario farla diventare la sua grande occasione per uscire dalla zona di ingenuità e/o dalla zona della paura del confronto con le situazioni difficili.


Lei ha la possibilità, grazie alla sofferenza che la sta attraversando, di iniziare a porsi delle domande diverse su di sé, ad esempio: come ho contribuito io a quello che mi è accaduto? Quali sono i comportamenti che ho messo in atto e che hanno fatto sì che io sia rimasto insoddisfatto dalle relazioni con l’ambiente?


 


SUGGERIMENTI


Dunque, Fabrizio, l’analisi critica dei suoi comportamenti e la consapevolezza delle sue emozioni (che esprime oppure inibisce) le potranno consentire di sviluppare uno spirito critico e genuino su ogni dimensione della sua sfera personale (lavorativa, sociale, affettiva) e, nel tempo, mettere in atto comportamenti che le permettano di costruire con l’ambiente rapporti gratificanti, produttivi e sicuramente anche gioiose, che ora non ha.


Intraprendendo un percorso di psicoterapia lei potrà “ricominciare la sua ricostruzione”. Nello spazio terapeutico, infatti, lei potrà affrontare in modo adeguato le sue difficoltà e scoprire le risorse personali più costruttive, più adatte a sé e al suo benessere nella relazione con l’esterno.


Fabrizio, abbia fiducia nel lavoro che può fare su di sé.


 


Le auguro il meglio.


 


Cordiali saluti


 

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