Cosa posso fare per andare avanti?

Nina

In tutta la mia vita sono stata abusata dai miei stessi genitori. Ormai ho 20 anni e non riesco ad essere indipendente. Sono estremamente depressa da quando ero alle elementari e l’unica cosa che mi teneva in sesto erano i videogiochi.
Ultimamente però continuo ad avere conflitti pesanti, anche perché purtroppo ho perso tutto quello che poteva farmi stare meglio a causa di un litigio molto forte. Mi ero trasferita in Germania per 3 mesi, ma poi ho avuto un infortunio. Sono dovuta tornare in Italia, però le cose non andavano bene: sono sempre rimasta depressa e ho cercato di aprirmi con i miei genitori, ma loro non capiscono e continuano ad ignorare il problema più grande.
La loro ossessione verso il fatto che io giochi mi ha portata a situazioni estreme. Non mi sono mai sentita ascoltata da nessuno e sono agli sgoccioli. Vorrei andarmene e vivere in modo indipendente, però non so come fare, anche perché costa tutto così tanto e ho appena trovato un lavoro che non è del tutto stabile.
Sono disperata e non ho nessuno a cui chiedere aiuto.

11 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Nina.

Essere da soli in queste situazioni non è mai un bene. Ma il fatto stesso che abbia avuto la forza ed il coraggio di scrivere denota una forte volontà di uscire e di cambiare, ascoltando soluzioni che potrà sicuramene adoperarle per venire fuori da tutti quei tormenti.

Le suggerisco di non lasciare i giochi: è un modo per trovare piacere in un momento della vita dove questi non ci sono.

Se vuole può contattarmi (vedo che scrive da Padova. Io pure sono un suo conterraneo, e ricevo sia online che ad Albignasego).

Un caro saluto

Bruno

Dott. Bruno Marzemin

Dott. Bruno Marzemin

Padova

Il Dott. Bruno Marzemin offre supporto psicologico anche online

Cara Nina,

Quello che hai vissuto e che stai vivendo ora è qualcosa che nessuna ragazza dovrebbe affrontare da sola. Crescere in un ambiente abusante, senza protezione e senza ascolto, lascia ferite profonde che non spariscono semplicemente diventando maggiorenni. La depressione che descrivi, la difficoltà a sentirti indipendente, il senso di solitudine e di disperazione non parlano di una tua debolezza, ma delle conseguenze di anni in cui non sei stata vista, accolta, protetta.

Il fatto che tu abbia provato a parlare con i tuoi genitori e che loro abbiano ignorato il tuo dolore aggiunge un ulteriore strato di sofferenza. Quando chi dovrebbe essere un punto di riferimento non lo è, ci si sente doppiamente soli: soli per ciò che si è vissuto e soli perché nessuno sembra volerlo capire. È una solitudine che pesa sul corpo e sulla mente.

Anche il trasferimento in Germania, l’infortunio, il ritorno forzato, la perdita di ciò che ti faceva stare meglio… tutto questo ha riaperto ferite che non hanno mai avuto davvero spazio per guarire. E ora ti ritrovi a cercare di costruire una vita autonoma senza avere alle spalle quel sostegno emotivo che sarebbe stato fondamentale.

Il punto importante è che tu non sei “sbagliata” e non sei destinata a rimanere così. Quello che senti, la tristezza, la fatica, la paura di non farcela, è una risposta comprensibile a tutto ciò che hai attraversato. E non devi affrontarlo da sola. Hai bisogno e diritto di avere uno spazio sicuro in cui parlare, essere ascoltata e iniziare a ricostruire un senso di stabilità dentro di te.

Capisco che l’indipendenza economica sembri lontana e difficile, ma non è necessario fare tutto in un unico passo. In questo momento la priorità è che tu abbia un luogo in cui non sentirti più sola con questo peso. Un professionista può aiutarti a dare un nome a ciò che provi, a capire come proteggerti e a costruire, poco alla volta, un percorso che ti porti verso una vita più libera e tua.

Non devi avere già le soluzioni, né sapere da dove iniziare: basta che tu non rimanga chiusa in questo dolore senza nessuno accanto. Parlare con qualcuno che possa accoglierti davvero può essere il primo passo per uscire da questa sensazione di essere agli sgoccioli.

Un caro Saluto

Dottoressa Arianna Bagnini

Psicologa Clinica, del Lavoro

Risorse Umane, Organizzazioni

Ricevo Online

Dott.ssa Arianna Bagnini

Dott.ssa Arianna Bagnini

Perugia

La Dott.ssa Arianna Bagnini offre supporto psicologico anche online

Carə Nina, comprendo come questi eventi di vita abbiano lasciato il segno in maniera indelebile in Lei, sicuramente non possono essere cancellati, ma allo stesso tempo ci si può lavorare per imparare a convinvere con queste cicatrici. 

La sua chiusura è sicuramente temporanea. 

Io rimango a disposizione anche per un percorso psicologico a prezzi calmierati. 

Anna Maria Castiglia 

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Dott.ssa Anna Maria Castiglia

Siracusa

La Dott.ssa Anna Maria Castiglia offre supporto psicologico anche online

Ciao,

quello che racconti è molto pesante, e va riconosciuto con chiarezza: crescere in un contesto in cui hai subito abuso e non ti sei sentita ascoltata lascia segni profondi. Il fatto che oggi tu ti senta “agli sgoccioli”, senza punti di riferimento e con il desiderio forte di andare via è comprensibile, non è una reazione esagerata. Dentro quello che scrivi ci sono due bisogni molto forti: da una parte il bisogno di stare meglio e uscire da una situazione che ti fa stare male, dall’altra il bisogno di costruirti una tua indipendenza. Sono entrambi legittimi, ma è importante affrontarli in modo graduale e con supporto, perché farlo completamente da sola, nelle condizioni in cui sei ora, rischia di diventare ancora più faticoso. Il fatto che tu abbia trovato un lavoro, anche se non stabile, è già un primo passo concreto verso l’autonomia. Non è poco, soprattutto considerando tutto quello che stai attraversando. Allo stesso tempo però, il livello di sofferenza che descrivi — la depressione che dura da anni, il senso di isolamento, il sentirti senza via d’uscita — è qualcosa che merita un aiuto professionale reale, non solo tentativi di resistere. Capisco che tu abbia provato a parlare con i tuoi genitori senza sentirti capita. Ma il supporto non deve per forza arrivare da loro. Esistono altri spazi, più sicuri e competenti, in cui puoi essere ascoltata davvero, senza essere sminuita o ignorata. Un passo importante potrebbe essere questo: rivolgerti a un servizio psicologico pubblico o a basso costo (come i consultori o i servizi territoriali per giovani adulti). In questi contesti puoi trovare sia supporto psicologico sia orientamento pratico, anche rispetto a come muoverti per l’indipendenza, il lavoro e eventualmente un’uscita da casa più strutturata. Se in questo momento ti senti molto sola, può essere utile anche individuare una figura “ponte”: qualcuno esterno alla famiglia, come un operatore, un professionista o anche un servizio di ascolto, che possa aiutarti a non gestire tutto da sola. Non è necessario avere già tutte le risposte, basta iniziare da un primo contatto. Rispetto al desiderio di andare via, è un obiettivo comprensibile, ma è importante costruirlo in modo realistico e protetto: valutando entrate, possibilità abitative (ad esempio stanze condivise), e magari cercando supporto nei servizi sociali o associazioni che aiutano giovani in situazioni familiari difficili. Non deve essere una fuga improvvisa, ma un percorso che ti metta al sicuro davvero. Un’ultima cosa importante: quando dici di essere “agli sgoccioli”, è fondamentale che tu non resti sola nei momenti più difficili. Se senti che la disperazione aumenta o che potresti farti del male, contattare un servizio di emergenza o una linea di supporto è un passo di protezione, non di debolezza. Hai passato molto più di quanto una persona dovrebbe affrontare da sola. Il fatto che tu stia cercando una via d’uscita, anche scrivendo qui, è già un movimento importante. Da lì si può iniziare a costruire qualcosa di diverso, passo dopo passo, ma con qualcuno accanto.

Dott.ssa Fioldisa

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo

Torino

La Dott.ssa Fioldisa Signorino Gelo offre supporto psicologico anche online

Buongiorno cara Nina Grazie per aver condiviso con noi il tuo stato d'animo triste e disperato. Mi dispiace che i tuoi genitori non riescono a connettersi ai tuoi desideri e i tuoi bisogni. Molto più probabilmente le mancano questa capacità questa abilità di comprendere come tu stai. Devi sapere questo che c'è una soluzione per ogni cosa per cui anche per la depressione c'è un modo per poter uscirne ovviamente se tu sei motivata e determinata. Ti consiglio un percorso di terapia cognitiva comportamentale un luogo dove tu ti possa sentire accolta e trovare strategie mirate per affrontare questo momento difficile.
Sono la dott ssa Claudia Mosneagu di Piazzola sul Brenta e lavoro anche online.

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Dott.ssa Claudia Mosneagu

Padova

La Dott.ssa Claudia Mosneagu offre supporto psicologico anche online

Gentilissima Nina,

mi dispiace molto per quello che sta vivendo e che sembra perdurare da molto tempo.

Uscire da dinamiche disfunzionali ha sicuramente aiutato il suo malessere a placarsi, ma forse sarebbe più utile in questo momento elaborare tutto ciò che è avvenuto in questi anni, così che possa superarlo in modo funzionale, piuttosto che recidere dei legami che sicuramente la fanno soffrire, ma che sono anche parte della sua storia identitaria.

Ti invito a rivolgerti, soprattutto se senti di non farcela più, al consultorio del tuo paese oppure ad un CPS di riferimento, così che ti possano aiutare.

Se non dovessero riceverti a breve termine e senti di non farcelapiù, contatta i numeri di emergenza così che ti possano aiutare nell'urgenza, oppure rivolgiti ad un terapeuta, online o in presenza.

Resto a dispozione,

dott.ssa Elisa Scaramella,

psicologa clinica ad orientamento sistemico-relazionale,

disponibile anche online. 

 

Buongiorno

mi sembra che lei descriva una situazione delicata. Volevo solo informarla che a Padova esistono diversi contesti che offrono servizi di psicoterapia in presenza a prezzi molto contenuti, che potrebbero darle la possibilità di ricevere ascolto nelle difficili condizioni - anche economiche e lavorative - che descrive.

Un caro saluto

Cara Nina,

ti ringrazio di esserti aperta con così tanta sincerità e coraggio. Quello che stai vivendo è un dolore immenso e prolungato, e mi dispiace profondamente che tu ti senta sola e sopraffatta in questo momento. Non c'è da stupirsi che tu ti senta allo stremo: hai affrontato abusi, un infortunio, il peso di una famiglia che non comprende il tuo dolore e le difficoltà di un'indipendenza economica che in questo momento sembra un miraggio.

Voglio dirti subito che non sei sola e che c'è speranza, anche se ora tutto ti sembra buio

Nel mio approccio, riconosco che il tuo corpo e la tua mente stanno cercando di difendersi da traumi profondi.

  • Elaborare il trauma: Per superare la depressione e gli abusi, avrai bisogno di un terapeuta specializzato in traumi e abusi familiari (spesso accessibile gratuitamente tramite i centri antiviolenza della tua zona).

  • Ritrovare il centro: Quando sarai in un luogo sicuro, potremo lavorare insieme per ricostruire la tua autostima, riprendere il contatto con il tuo corpo e definire il tuo Purpose (il tuo senso e scopo nella vita).

Ti mando un abbraccio immenso e pieno di luce. Sei forte, anche se ora non te ne rendi conto.

Con affetto e sostegno.

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Dott. Riccardo Focaccia

Ravenna

Il Dott. Riccardo Focaccia offre supporto psicologico anche online

Salve Nina,

Mi dispiace molto per quello che stai vivendo ed hai avuto molto coraggio nel condividerlo qui. Quello che racconti è estremamente pesante, e voglio dirti una cosa con chiarezza ovvero quello che hai subito non è giusto, e il dolore che senti è una risposta comprensibile a esperienze molto difficili.
Non sei “debole” né “sbagliata” ma sei una persona che ha dovuto affrontare troppo, troppo presto e senza il supporto adeguato. Il fatto che tu ti senta “agli sgoccioli”, sola e senza punti di riferimento, è qualcosa che va preso molto seriamente. E allo stesso tempo, il fatto che tu stia scrivendo qui è un segnale importante perché vuol dire che una parte di te sta ancora cercando aiuto, e questa parte è preziosa.  Ti suggerisco di iniziare da questi piccoli passi: 

1. Metti al primo posto la tua sicurezza e il tuo spazio emotivo. Se stare a casa con i tuoi genitori continua a farti stare male, è importante iniziare a pensare  anche gradualmente  a spazi alternativi:

  • anche temporanei (amici, parenti, coinquilini, stanze condivise)
  • oppure luoghi “rifugio” durante la giornata (biblioteche, spazi studio, centri giovani)

Non devi per forza risolvere tutto subito, ma ridurre l’esposizione continua a un ambiente che ti fa soffrire è già un passo fondamentale.

2. Non affrontare tutto da sola: cerca un punto di supporto reale. Capisco quanto sia difficile fidarsi dopo quello che hai vissuto, ma esistono realtà pensate proprio per situazioni come la tua:

  • centri di ascolto psicologico (anche gratuiti)
  • consultori
  • servizi territoriali per giovani adulti

Anche solo una prima accoglienza può aiutarti a non sentirti più completamente sola.

3. Dai valore a ciò che ti ha aiutata (anche i videogiochi). I videogiochi, per te, non sono “il problema” ma sono stati una strategia di sopravvivenza emotiva. Ti hanno dato:

  • distrazione
  • senso di controllo
  • sollievo

Il punto non è eliminarli, ma integrare altre risorse che possano sostenerti senza diventare l’unico appiglio. Non colpevolizzarti per questo. Ti suggerisco anche di intraprendere un percorso di sostegno psicologico può fare davvero la differenza ma non perché “devi essere aggiustata”, ma perché meriti uno spazio dove esistere senza essere ignorata o invalidata. Un percorso di sostegno psicologico potrebbe aiutarti a:

  • elaborare i traumi familiari che hai vissuto, in modo graduale e sicuro
  • riconoscere e gestire la depressione, che ti accompagna da tanto tempo
  • ricostruire un senso di identità e autonomia, passo dopo passo
  • imparare a stabilire confini con i tuoi genitori, anche emotivi
  • costruire un piano realistico per l’indipendenza (lavoro, casa, risorse)

E soprattutto: avere qualcuno che ti ascolta davvero, senza giudizio. Se hai timore per la privacy o per l’ambiente, puoi valutare anche percorsi online, che spesso sono più accessibili e protetti. Prima di salutarti però ci tengo a dirti una cosa molto importante ovvero quando dici “sono agli sgoccioli”, mi preoccupa, perché può voler dire che stai arrivando a un limite molto difficile. Se senti che la disperazione diventa troppo intensa o che potresti farti del male, è fondamentale non restare sola in quel momento:

  • puoi contattare un servizio di supporto emotivo (come il Telefono Amico: 02 2327 2327)

Chiedere aiuto in quei momenti non è esagerato ma significa proteggerti. Io ti consiglio e spero che tu decida a non arrenderti perché sappi che tu non sei definita da ciò che hai subito. Sei una persona che ha resistito, che ha trovato modi per andare avanti, anche quando nessuno la vedeva davvero. Adesso il passo non è “fare tutto da sola”, ma iniziare a costruire, poco alla volta, una rete che ti sostenga davvero. Ti auguro di poter rinascere come meriti e di poter finalmente essere felice. 

Un caro saluto

 

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Dott.ssa Chiara Ilardi

Roma

La Dott.ssa Chiara Ilardi offre supporto psicologico anche online

Cara Nina,

la ringrazio per aver condiviso qui la sua sofferenza.

La depressione è qualcosa che chiama la persona a rivedere la propria vita, a domandarsi sulla propria identità e le proprie relazioni, è un malessere esistenziale.

Pare intrecciarsi, nel suo caso, a delle condizioni famigliari, sociali ed economiche non favorevoli - come è la condizione di molti giovani adulti oggi - che, forse, la fanno sentire bloccata.

Rimango a disposizione per un ascolto riservato e più profondo,

Dott.ssa Di Tillio Tania

Dott.ssa Tania Di Tillio

Dott.ssa Tania Di Tillio

Padova

La Dott.ssa Tania Di Tillio offre supporto psicologico anche online

Buongiorno, può contattarmi per valutare se intraprendere un percorso psicologico. Trova i riferimenti sul mio sito. 

cerca psicologo