Credo di essere depressa

Sara

A 14 o 15 anni ho avuto un periodo di circa un anno, che io credo si stato depressivo, in cui non andavo quasi mai a scuola e guardavo continuamente video o ascoltavo musica, non riuscivo neanche ad apprezzare le poche uscite che avevo con i miei amici. Racconto questo perchè adesso di anni ne ho 21, ma mi sento come rientrata in quel periodo buio che avevo passato e non riesco a trovare conforto in niente e nessuno. La mia situazione famigliare ed economica non è di quelle più facili, mia madre e mia sorella continuano a parlare con me dei loro problemi, anche i miei amici le volte in cui ci vediamo continuano a parlare dei loro problemi e mi fa piacere che le persone riescano ad aprirsi e confidarsi con me ma ultimamente molte volte mi sento come se mi facessi carico di una parte del peso dei loro problemi, anche quelli più futili, quando invece vorrei solo un po' di leggerezza, è forse da egoisti? Insomma non mi sembra di star vivendo la mia vita, solitamente sono una persona positiva e cerco sempre di guardare il bicchiere mezzo pieno, ma è già da un po' che mi sento come persa, più il tempo passa più il bicchiere mi sembra mezzo vuoto. Inoltre in questi ultimi giorni sto piangendo per cose piccole a cui si può trovare una soluzione, e me ne rendo conto, ma non riesco a fare a meno di sentirmi stanca e stressata e sento che ho come un crollo emotivo. Non so se quello che ho scritto abbia senso, ma veramente non so più che fare in questa condizione, a volte mi sento apatica e penso di starmi facendo troppe pare e non ci penso, altre volte invece vorrei solo che qualcuno mi capisse e che validasse queste emozioni e mi dicesse cosa fare per uscire da questo limbo.

8 risposte degli esperti per questa domanda

Cara Sara,

Intanto grazie per aver condiviso i tuoi pensieri qui. Ciò che hai scritto il senso ce l'ha, e hai perfettamente ragione nel dire che vorresti che qualcuno ti ascoltasse. Non è per nulla da egoisti. Anzi, pensare al nostro benessere è la cosa più bella che possiamo fare. Immagino che avrai mille pensieri e sicuramente sono tante le cose che vivi o che hai vissuto che ti hanno portata a sentirti stanca. Non è una colpa. È importante che ti riesca a dedicare uno spazio tutto tuo dove poter esprimere te stessa e ciò che provi ed elaborare ciò che senti. Insomma, essere ascoltata. 

Spero di esserti stata d'aiuto e ti auguro una buona giornata 

Dott.ssa Ilaria Sinibaldi 

Psicologa Clinica 

Ricevo a Roma e Online in Italia

E-mail: growinghouse.studio@gmail.com 

Seguimi su IG: @growinghousestudio

@ilariasinibaldi_psicologa

Dott.ssa Ilaria Sinibaldi

Dott.ssa Ilaria Sinibaldi

Roma

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Salve, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Dott. Francesco Damiano Logiudice

Roma

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Sara, un racconto lungo dove l'ascolto occupa uno spazio importante, così importante che non mi sembra facile vedere qualcosa di te.

La situazione che descrive sembra indicare un ritorno di sentimenti di tristezza e apatia che aveva già sperimentato in adolescenza. Sentirsi sopraffatta dalle aspettative e dai problemi degli altri, soprattutto quando si sta lottando con i propri problemi emotivi, può essere molto gravoso. Non è egoistico desiderare uno spazio per sé stessi o cercare momenti di leggerezza; è un bisogno umano fondamentale per il proprio benessere.

Il fatto che lei si senta responsabile per il benessere degli altri e che tenda a prendersi carico dei loro problemi può essere espressione di empatia e compassione, ma è importante ricordare che è essenziale prendersi cura anche di se stessi. Trovare un equilibrio tra supportare gli altri e mantenere la propria salute mentale è fondamentale.

I sentimenti di tristezza, stanchezza e stress che lei descrive potrebbero essere segnali di un sovraccarico emotivo. È normale avere dei giorni in cui ci si sente sopraffatti anche da piccole cose, specialmente quando ci si trova in un periodo di vulnerabilità emotiva. Le sue emozioni sono valide e meritevoli di attenzione.

Considerare di parlare con un professionista della salute mentale potrebbe essere un passo utile. Un terapeuta può fornire uno spazio sicuro e non giudicante per esplorare questi sentimenti e aiutarla a sviluppare strategie per gestire lo stress e la tristezza. La terapia può anche essere un luogo dove lei può sentirsi ascoltata e sostenuta senza la pressione di dover sempre essere quella che sostiene gli altri.

Infine, è importante cercare di costruire una rete di supporto con persone che possono offrire ascolto e comprensione reciproca. A volte, stabilire confini chiari con amici e familiari riguardo a quanto si è disposti a sopportare può aiutare a preservare il proprio spazio emotivo.

Ricordi che prendersi cura di se stessi non è un atto di egoismo, ma piuttosto un atto di autostima e rispetto per la propria salute mentale ed emotiva.

Dott. Matteo Piccioni

Dott. Matteo Piccioni

Torino

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Cara,

Da quello che racconti sicuramente stai attraversando un periodo non facile. 

Inoltre, anche se scrivi tanto, in realtà non dici molto di te, delle tue relazioni, della tua vita attuale. Si capisce però che ti senti sola, che avresti bisogno di esser ascoltata, ma sembra anche che tu non lo chieda. Come mai? 

Scrivi che sei disposta ad ascoltare gli altri, allora sappi che attorno a te ci possono essere tante persone disposte ad ascoltare anche te. 

Inoltre, come hai fatto in questa occasione, puoi sempre rivolgerti ad un/una professionista che potrebbe darti un aiuto, sia nel pubblico, che nel privato.

Non esitare a chiedere; sei una ragazza giovane con tante potenzialità e bellezze che adesso probabilmente non vedi: devi solo essere accompagnata per poterle scoprire. 

Un abbraccio

Dott.ssa Ciaccia Marina,

Psicoterapeuta provincia Bologna

Gentile Sara,

Lei sembra accogliere tutte le problematiche di tutti coloro che le sono accanto. Quasi senza porre un confine. Mi perdoni se sono così diretta ma è per indicarle che così, senza un suo confine, che può variare, certamente, prova stanchezza emotiva e anche fisica. Potrebbe arrivare anche ad essere disattenta nella vita di tutti i giorni. 

Le consiglio di trovare un terapeuta accogliente e che possa almeno ascoltarLa molto per i primi tempi. Se può, inizi a fare qualche colloquio conoscitivo. Scelga la persona che la fa sentire accolta. Me lo promette Sara?

Ricordi che se Lei non pensa a Lei stessa...chi può farlo? Si ritrovi con sé stessa prima. La sua vita sarà migliore mi creda.

Un saluto affettuoso.

SR,Psicologa. Roma.

Dott.ssa Simona Rocco

Dott.ssa Simona Rocco

Roma

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Buongiorno Sara,

Comprendo la fatica di rivivere un momento difficile come quello avuto all’età di 14-15 anni. Sicuramente ciò che hai vissuto si è in qualche modo risolto. Per cui forse è possibile recuperare un po’ le strategie adoperate precedentemente e verificare se possono ancora essere d’aiuto.

La situazione che racconti, però, mi fa notare quanto il supportare la sofferenza altrui ti porti a non riuscire più a sopportare il dolore, tanto da arrivare a percepirlo intensamente come se fosse il tuo. È bello che tu sia una persona accogliente dove l’altro si sente libero di aprirsi e confidarsi, però è buono che tu riesca a porre dei confini. Devi essere innanzitutto tu pronta a ricevere ciò che nella relazione viene condiviso e far presente di non essere disponibile nel caso in cui tu non lo fossi.
È soddisfacente sentirsi utile, ma è sano avere una certa dose di egoismo. Far notare all’altro i confini, lo si aiuta ad essere maggiormente consapevole che lì accanto c’è Sara, una persona, e non un contenitore dove poter sfogare tutti i propri problemi. Il tuo dire di NO non è un definitivo disinteresse, ma è un No in questo momento, perché per amor proprio hai la necessità di pensare a cose più leggere. In questo modo l’altro non si sentirà rifiutato e avrà modo di vedere cosa significa rispettare il prossimo.

Spero che queste parole le possano essere state di aiuto.

Resto a disposizione per ulteriori chiarimenti o per intraprendere un eventuale percorso.

Dott. Simone Dalmonte

Dott. Simone Dalmonte

Bologna

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Buon pomeriggio Sara, 

ho letto le sue parole ed in effetti comprendo la difficoltà che possa affrontare mettendosi così freuentmente "a servizio" degli altri.

Agire questo, anche in modo non troppo consapevole, è un enorme perdita di energia, ma soprattutto crea una frattura nello stare in relazione in modo funzionale e "sano" con se stessi: quando si è concentrati sul fuori, non lo si può necessariemten essere verso il proprio interno e quindi verso i propri bisogni e/o le proprie fragilità.

Una cosa che in prima battuta mi sentirei di consigliarle è di "resistere" al bisogno di dare un nome (e quindi anche un'etichetta alle cose). Se è vero che è assolutamente importante capire, definire e collocare le proprie sensazioni per poter agire al meglio, in alcuni casi è anche "vincolante" alla definizione stessa.

Un altro piccolo suggerimento che le vorrei lasciare è quello di cercare di indagare meglio sui propri bisogni più profondi.

Che cosa non sta facendo per se in questo momento o in questa fase della sua vita?

In che modo potrebbero cambiare le cose nell'immediato (anche di pochissimo)?

Come riesce a sentirsi davvero compresa?

Questi solo alcuni spunti generici. Se le servisse mettere a fuoco maggiormente la situaione, mi rendo disponibile ad un confronto.

Un caro saluto

Dott.ssa Chiara Cleopatra

Dott.ssa Chiara Cleopatra

Bologna

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