Depressione

Da tre anni vivo autodistruggendomi persa in un dolore insuperabile

Anna

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Buongiorno, sono una donna di 36 anni, distrutta. Da tre anni vivo autodistruggendomi persa in un dolore insuperabile. Premetto che da giovane adolescente ho vissuto periodi depressivi, senza reali motivi scatenanti ma causati da una bassissima autostima e da una madre che sebbene mi abbia sempre voluto bene e si sia prodigata materialmente per me, per carattere, si è sempre comportata in modo freddo, mai affettuoso, sempre giudicante nei miei confronti. Tre anni fa ho conosciuto un uomo, 41 anni mai sposato e che, ho saputo dopo, ha sempre lasciato le ragazze con cui è stato per un motivo o per un altro, uomo che ha conosciuto suo padre solo a 30 anni quando si è deciso a cercarlo per affrontare il dolore dell'assenza vissuta,mi raccontava che ha sempre avuto paura di amare. Inizialmente fui indifferente a lui, ma dopo un lungo corteggiamento mi sono lasciata andare e mi sono perdutamente innamorata, convinta che dopo anni di delusioni e dolori fosse quello giusto, la mia possibilità di essere felice. Lui nonostante fosse molto preso ha sempre fatto fatica a lasciarsi andare completamente, mi dimostrava più con lo sguardo che con le parole e io l'ho sempre spronato a lasciarsi andare perchè di me si poteva fidare. Due mesi dopo l'inizio della nostra relazione rimasi incinta. Fui scioccata da questa notizia, non la ressi, era troppo presto, ci stavamo conoscendo, non avrei mai accettato che lui rimanesse con me per il bambino e non perchè fosse convinto di amarmi. Decisi di non tenerlo nonostante un suo timido tentativo di tenerlo, lui si è comunque mostrato in accordo con la scelta presa. Pensavo che avremmo avuto tempo, dopo aver consolidato il rapporto, di poter avere la famiglia che desideravo. Purtroppo da allora e per pochi mesi ancora, il nostro rapporto è andato deteriorandosi, io ho cercato di superare quella scelta dolorosa fatta attaccandomi a lui sempre più e amandolo in modo viscerale, lui si è sempre piú allontanato, sentendosi braccato, costretto a scelte di convivenza che a me parevano naturali stante l'amore vissuto che io consideravo reciproco. Decise quindi dopo circa 5 mesi dal malaugurato aborto di lasciarmi e da allora il tormento. Io mi sono sentita mancare la terra sotto i piedi, giá magra persi circa 10 kg in due settimane, nulla aveva più senso, in questi tre anni ci siamo sporadicamente rivisti, sotto mia pressione lui sempre con atteggiamento evitante, mi ha sempre ripetuto che lui non ce la faceva a riprovare, non voleva più lasciarsi andare, che avevamo fatto degli sbagli e dovevamo accettare la fine della storia. Le volte che ci siamo rivisti abbiamo sempre avuto rapporti intimi perchè l'attrazione è sempre stata molto forte e reciproca, dopo mi sentivo peggio di prima se possibile, persa in un pianto inconsolabile.Io dopo tre anni vorrei solo scomparire dal mondo, ho chiuso tutti i rapporti sociali e amicali, non sono mai più stata con un uomo, ho il disgusto al pensiero che altre mani mi tocchino, mani che non sono le sue. Continuo a rimpiangere quel bambino mai nato, magari era la mia chance per essere felice, magari sono stata troppo rigida e avrei dovuto prendere questo evento come episodio casuale della vita ma non per questo sbagliato, ma io devo sempre controllare tutto. Il solo pensiero mi distrugge, sono ansiosa e depressa, vivo sola, mi alzo solo per lavorare, ho un posto di responsabilitá che mi costringere ad assumere una maschera davanti agli altri ed essere forte e invece vorrei solo piangere, morire. Non riesco a liberarmi da questo rifiuto, dalla sua immagine, da quello che provavo con lui, non esiste un futuro per me, non avrò mai una famiglia mia, vorrei solo che tutto finisse, la mia vita inutile finisse, anche se razionalmente capisco che sono una donna di 36 anni ed è un sacrilegio pensare queste cose orribili Ho bisogno di aiuto, sono disperata, la mia famiglia è preoccupatissima per me, in questi tre anni ho provato alcuni percorsi di terapia psicologica ma nessuno mi ha dato beneficio, per favore aiutatemi a rinascere, abito in provincia di Novara, vi chiedo disperatamente di segnalarmi qualche professionista che possa realmente aiutarmi, posso spingermi anche in zone di Gallarate/Varese. Io vorrei solo volermi bene e ritrovare la voglia di vivere

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott. Luciano Cirino Varese (VA)

Gentilissima,

ho letto la sua sintetica descrizione di sé e l’accorata richiesta di aiuto.

Non ho nulla da dire, se non che ci terrei molto ad incontrarla, per “aiutarla a rinascere, volersi bene e ritrovare la voglia di vivere”. E' la motivazione principale del mio lavorare con le persone che stanno male.

Se lo desidera, posso accoglierla nel mio Studio di Cardano al Campo, V.le Europa Ovest, 1. Il primo colloquio è gratuito.

Cordiali saluti.

Carissima Anna,

inizio dicendo che collaboro come psicologa con la Vigna di Rachele, che si occupa di accompagnamento spirituale e psicologico alle donne (e non solo) che come te hanno vissuto la dolorosa esperienza dell'aborto, che lascia sempre una ferita profonda e un dolore che troppo spesso non ci è possibile esprimere ed elaborare, che non viene compreso, e che si rischia di vivere in solitudine. Tutto questo per dirti innanzitutto che ti capisco, che non sei la sola a vivere un dolore così forte dopo un aborto, a cui si accompagna spesso, come nel tuo caso, la fine di una relazione importante, e sentimenti di vuoto, di depressione, di solitudine, di disperazione. Posso dirti, perchè l'ho visto in molte donne che hanno vissuto questo, che c'è una speranza, che passa attraverso il poter guardare il proprio dolore, elaborarlo e provare a ricostruire una relazione speciale con il bambino non nato, che rimane come ricordo dentro di te, che ti ha reso e ti rende mamma. Passa attraverso l'espressione e l'alaborazione di tutti i tuoi vissuti, spesso forti, ambivalenti, confusi dentro di te, circa l'accaduto, vissuti di rabbia, senso di colpa, impotenza, indegnità, per poter andare oltre, come in fondo, cercando aiuto, dimostri di voler fare, e questo è già un primo grande passo!

Fare questo da sola è difficile, come tu stessa ti rendi conto, io ho lo studio a Novara, se vorrai contattarmi. In ogni caso ti invito a dare un'occhiata ai siti internet cui prima mi riferivo: www.vignadirachele.org, www.progettorachele.org. Su questi troverai diversi consigli e tante storie simili alla tua di donne che hanno attraversato questo dolore, e oggi hanno recuperato la speranza per andare avanti, incontro alle tante cose belle che ancora nella vita potranno accadere (e per alcune di loro sono già accadute).

Per il momento ti faccio tantissimi auguri, rimanendo a disposizione.

Buongiorno Anna,

la sua lunga lettera mi ha passato un senso di forte disperazione. Quando parla del dolore insuperabile che l’accompagna da tre anni dà l’idea della lacerazione con cui ogni giorno si trova a dover convivere per di più mascherandola agli altri in particolare mi sembra di capire nel mondo del lavoro in cui il suo ruolo le impone di essere prestante piuttosto che sofferente. Chissà quante energie da recuperare come l’acqua in un pozzo per dover fronteggiare il dolore interiore e nel contempo le richieste del mondo??!!Dalla sua storia d’amore finita emerge una doppia perdita e soprattutto la colpevolizzazione che la lega ad essa, una colpa che andrebbe un po’alla volta capita nelle sue radici profonde e nel contempo sgretolata restituendole un altro significato, nuova linfa vitale per la pianta della sua vita. Penso che sia importante conoscersi e darsi risposta ad alcuni interrogativi che la tormentano. Se desidera sono disponibile a fare con lei un pezzo di strada in tal senso. Con la vicinanza di chi l’ha letta.

Prof. Angelo Rovetta Bergamo (BG)

Gentile Anna, consiglio di fare un percorso terapeutico con un collega esperto in Emdr, date le origini anche traumatiche del tuo malessere. vedi sul sito www.emdr.it quelli più vicini alla tua residenza.  saluti e auguri,

Dott.ssa Monica Felisi Verbano Cusio Ossola (VB)

buongiorno Anna,

questa sua esperienza di separazione ha messo in crisi tutta la sua esistenza soprattutto perchè credo abbia messo in luce alcune tematiche esistenziali che lei stessa ha definito difficili da sempre.

per quanto riguarda il punto di vista psicoterapico sicuramente lo spazio d'intervento riguarda gli elementi critici della sua personalità e il vissuto che ne è scaturito in questa storia d'amore e nella sua fine non ancora elaborato.

gli investimenti nei confrontio di quest'uomo e soprattutto del ruolo ricoperto nella sua vita hanno probabilmente toccato quelle fraglità di autostima  e quella vuulnerabilità al giudizio che si è creta all'interno della relazione primaria con la madre e che , come lei stessa sottolinea, non ha ancora avuto soluzione.

l'evento drammatico dell'aborto e della separazione creano nell'individuo una ferita che può venire compresa all'interno di una relazione terapeutica , ma forse non è stato ancora possibile per lei trovare il giusto canale d'accesso per lavorare con i professionisti che ha incontrato; la psicoterapia è prima di tutto una scelta.

le auguro di riuscire a comprendere le giuste vie per un aiuto concreto alla sua condizione ora così difficile.

Dott.ssa Luisa Rolfi Milano (MI)

Buonasera,

dalle sue parole noto una sofferenza e disperazione acuta, quasi indescrivibile. Questa relazione instabile ha attivato dentro di lei una forte paura dell'abbandono che le ha fatto emergere un grande vuoto depressivo e comportamenti autodistruttivi. Per poterla aiutare ho necessità di conoscere meglio la sua storia e approfondire le manifestazioni del suo dolore. Io ricevo a Busto Arsizio. Se lo desidera, mi può contattare.

Cara Anna, vorrei sottolinearle come la sua richiesta d’aiuto, spontanea e sincera e le sue parole cariche emotivamente siano segno di una presa di consapevolezza del suo malessere. Date queste premesse e le sue risorse, ritengo utile un percorso di psicoterapia per un lavoro sui suoi vissuti emotivi. Rimango a sua disposizione, svolgo la mia attività a Busto Arsizio, ma non so se può esserLe comodo. Cordiali saluti

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