Depressione

Ho bisogno di una persona che mi prenda per mano e mi aiuti a vivere.

Roberto

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Ad intervalli di un paio di mesi mi ritrovo a scrivere su di me con la speranza che la situazione possa migliorare ma al contempo consapevole che nulla cambierà. Perché allora sto scrivendo? Forse per trovare sollievo, forse per la compassione di qualcuno. Da solo non riesco, ho bisogno di una persona che mi prenda per mano e mi aiuti a vivere. Non parlo di uno psicologo o psicoterapeuta ma di una persona che mi accetti per quello che sono e che voglia condividere la sua vita con me. Una velleità, me ne rendo conto. Senza una mia reazione tutto è inutile.in Non mi accetto per quello che sono, ho paura di stare tra altre persone, anche fare la spesa è difficile e richiede per me uno sforzo enorme. Forse è depressione mista al dep, non lo so, l'unica cosa certa è che sono esausto e spero di trovare sollievo mi sarò del tutto arreso a questa condizione.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Roberto 

se questo fosse uno sfogo ben venga. Se la descrizione che descrive è perenne le consiglio uno psichiatra o psicoterapeuta. certo capisco la sua esigenza di una compagna, ma un partner non può farsi carico in toto delle nostre patologie e problematiche. E' necessario instaurare un rapporto di coppia su presupposti positivi. Si faccia aiutare, se vuole cerco di darle qualche suggerimento

Gentile ragazzo, lei aspira a trovare una persona che la accetti "per quello che è", la prenda per mano e la trascini nel flusso vorticoso della vita. Che tipo di relazione immagini possa crearsi con questa persona immaginaria? Come pensa di poter iniziare a essere vitale e ricominciare a succhiare "il midollo della vita", se ora non vi riesce? E' un grande desiderio il suo, legittimo in questo bisogno urgente di liberarsi della tristezza e riprendere a vivere, lasciandosi alle spalle quella brutta sensazione di vuoto. Esiste una persona al mondo che sia in grado di operare questo miracolo? Lei stesso ha molti dubbi, se mai ne troverà una, rischia non solo di interagire come "malato", il rapporto non sarà paritario, ma di creare un forte legame di dipendenza. Uno psicoterapeuta lo accetterà per quello che lei è oggi, con tutte le sue difficoltà, e non solo le tenderà una mano, ma lo accoglierà in un luogo, simbolico piu' che reale, dove lei avrà la possibilità di potersi ricostruire. E riprendere in mano la sua vita. In bocca al lupo.. 

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve se non vuole uno psicologo o psicoterapeuta, cosa vuole? un Amore? per trovarlo, ha da cercarlo, ma sopratutto per essere amato, in primis è lei che ha da amare sè stesso! Mi rendo conto che le mie parole le avrà già tante volte sentite dire e ripetere, però se non si muove come lei scrive, è difficile ottenere quello che desidera! Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti. 

Prof. Diego Guarneri Cremona (CR)

Gentile Roberto,

la condizione che descrivi potrebbe appartenere ad un disturbo fobico relativo al contatto con le persone. Ovviamente la consapevolezza di ciò crea anche manifestazioni depressive, conseguenti all'isolamento e al non apprezzamento della tua persona.
Ma sappi che a ciò c'è una soluzione: è necessario però che sia tu a tendere a te stesso una mano, altrimenti difficilmente gli altri lo faranno per primi!
Non accettare passivamente questa condizione pensando che tutto sia inutile, al contrario, farsi aiutare da un professionista competente è il primo passo per un reale cambiamento, in cui ritroverai il piacere di vivere "nei tuoi panni" e conoscerai possibilità di realizzazione personale che prima magari non consideravi.
Coltivare la positività per se stessi significa anche proiettarsi verso nuove esperienze ed anche a nuove conoscenze, mentre abbandonarsi allo sconforto allontana inevitabilmente da ciò che si desidera, sempre e comunque.

Dott. Mario Oreficini Brescia (BS)

Buonasera,

secondo me, Lei ha bisogno di un confronto con un professionista che possa aiutarla intorno ai temi che Lei stesso ha toccato nella sua argomentazione. Psicologi e psicoterapeuti non sostituiscono figure affettive importanti ma, senza dubbio, offrono un supporto concreto per trovare "la strada giusta" dentro il mondo delle emozioni e dei sentimenti. A disposizione. Cordiali Saluti.

Roberto, il suo appello mi sembra al contempo una richiesta di aiuto e una richiesta di esser lasciato solo nel suo dolore. Talvolta si pensa che rivolgendosi ad uno psicoterapeuta le cose si rivoluzionino in un baleno, mentre spesso accade che le persone si "appoggino" alla poltrona del terapeuta, perchè di quello hanno bisogno, di essere pensati, di essere sostenuti nella difficile esistenza umana. Probabilmente prima di riuscire a mettersi in gioco in una relazione di coppia, che richiede impegno, energie ed investimento reciproco, ha bisogno di accettarsi per quello che è, ma prima ancora di comprendere chi è. Le auguro di trovare la forza di "appoggiarsi" ad un terapeuta, che sia lì per lei. Buona giornata

Gentile Roberto, lei dice di aver bisogno di una persona che la prenda per mano, ma che non sia uno psicologo o uno psicoterapeuta. Inoltre afferma di essere consapevole che senza passare prima per l'accettazione di se stesso, non può pretendere che qualcun altro lo accetti o lo accolga. Detto questo, io le suggerirei prima di fare un percorso con uno psicologo o uno psicoterapeuta che, prendendola per mano in un modo diverso da quello di cui lei ha bisogno, la aiuti ad entrare in contatto con se stesso e ad accettarsi ed accogliersi per quello che è. Poi, solo dopo, potrà allungare la sua mano verso chi secondo lei potrà essere pronto a prenderla tra le sue.

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