In crisi profonda...

Diana

Scrivo qui per ricevere qualche parere, in quanto sto attraversando un periodo di forte crisi interiore. Passati i 35 anni, sposata da alcuni anni, con una vita coniugale felice, senza problemi economici. Nonostante questo mi sento profondamente in crisi. Il mio lavoro mi piace ma è pesante e faticoso e l'ambiente fortemente corrotto. In passato ho subito mobbing e vessazioni, sono stata pure dimensionata a causa di una collega che poi è stata mandata via. Ho resistito e lavoro tuttora li, seppur con tristezza e rassegnazione per la totale mancanza di crescita professionale. Cerco altro, ma l'età non mi aiuta e mio marito mi fa sentire una sconsiderata, dicendo che le ingiustizie ci sono dappertutto e che è inutile cercare un altro tipo di impiego. Mi lascio affossare da queste opinioni e mi rassegno a questa vita. Spesso mi sento triste, vuota. Cerco altri interessi ma mi passa subito la voglia di fare qualsiasi cosa, mi chiedo a cosa servirà, e inizio con tutta una serie di pensieri negativi. A volte è difficile persino finire di leggere un libro. Purtroppo penso spesso con nostalgia al passato ed alle persone care che non ci sono più. A tutto questo devo aggiungere che non possiamo avere figli, non per causa mia. Sono reduce da tre tentativi falliti e la rassegnazione si è impossessata di me. Tra tentativi e cure la mia vita è in stand by. Mi vedo nel futuro con tanti rimpianti. Vorrei almeno realizzarmi nel lavoro, o comunque sentirmi più soddisfatta. Mi sento in colpa perfino per avete questi pensieri.  Chiedo troppo?

1 risposta degli esperti per questa domanda

Gentile Diana, 

dal suo racconto sicuramente emerge un vissuto dove è riuscita a realizzarsi, si veda per il suo il matrimonio o comunque anche il lavoro svolto fino ad oggi.

Vero anche che dalla descrizione emergono dei punti "dolenti": tipologia di lavoro e mancanza forse di realizzazione come mamma. 

Non si deve sentire in colpa, a lei cosa non fa stare bene nell'ambiente di lavoro? Colleghi? Capo? Mansione?  Orari?

Può avere ragione suo marito nel dire che nessun lavoro sia perfetto al 100% ma da come scrive non mi sembra che lei cerchi questo ma anzi mi sembra che ci sia qualcosa di più profondo che la stia bloccando. Se dovesse rispondere senza pensare, cosa direbbe inerente il lavoro? Cosa la spinge a cambiare?

Se la confusione persiste e se questa sensazione di colpa o malinconia persiste le consiglio anche di valutare un breve percorso di psicoterapia individuale dove poter osservare da una nuova prospettiva questa sua sensazione, i pensieri inerenti questo periodo di vita e così pian piano, in un luogo neutro, senza giudizio e coperto da segreto professionale ritrovare la sua strada e trovare anche ulteriori strategie personali.

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online