Mancata autonomia economica dai genitori e depressione

Luca

Non sono autonomo dai genitori nonostante non abbia più 18 anni ed abbia passato da parecchio la trentina.

Non ho trovato un lavoro decente in questi anni e ora lo sto anche perdendo quello che ho per sopraggiunta depressione e incapacità personale di continuare a sopportare stress e malessere (ansia).
Anni fa quando iniziai a lavorare avevo qualche speranza che qualcuno mi avrebbe assunto seriamente e pensavo che avrei raggiunto l'autonomia che cercavo, impegnandomi nel lavoro. Dopo anni ora ho gettato la spugna, non ne posso più.

Non so se esistono psicologi che mi possano aiutare con la storia del lavoro, nel senso psicologi specializzati che possano portare un semi invalido come me ad essere assunto con stipendio pieno da qualche parte? Tutto questo in tempi rapidi si intende.

Consapevole che essendo depresso e non riuscendo a tornare in forma non riesco neanche a lavorare bene, non ho energie e non sono appetibile per nessuna azienda, ho ansia sociale e agorafobia anche, non sopporto di stare in giro e tra la gente, sto sempre da solo. Non sopporto le persone e non vorrei più lavorare perché per me è stato solo stress e nessuna soddisfazione e pochi soldi che comunque ho dovuto spendere in terapie.

Il mio lavoro è sempre stato un ripiego, non mi piace stare davanti al pc, non so fare niente quindi non avevo scelta.
Non mi piaceva all'inizio, ma compensavo cercando di impegnarmi e fingevo, ora le cose sono anche peggiorate e non mi impegno neanche più e non riesco più a fingere che mi piaccia lavorare.

Il risultato è che sono ancora "adolescente" in casa dei genitori, senza nulla di fatto.
Sono completamente isolato, relazioni neanche l'ombra, chi vorrebbe stare con un invalido? Sto davanti alla TV perché non so che altro fare.

Non ho combinato niente, non ho viaggiato, non mi sono goduto niente, non ho vissuto.

La mia vita andata rotoli.

2 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Luca, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stesso utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Buongiorno Luca,

dal suo testo comprendo il disagio che vive nel trovarsi in una vita che sta stretta. Per poter comprendere appieno la sua sofferenza ritengo indispensabile un consulto psicologico al fine di esplorare meglio la situazione, arricchendola dei particolari necessari a una maggior comprensione della sua esperienza per offrirle un supporto utile a fronteggiare ciò che la fa soffrire e aiutarla a compiere delle scelte maggiormente identitarie, finalizzate al suo benessere.

Rimango a disposizione, anche per un consulto online.

Cordialmente,

Dott.ssa Martina Gazzola