Depressione

Mi sento vuota, insoddisfatta, ho deluso tutti, ho paura del futuro, mi odio per aver sprecato tempo

anna

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Salve a tutti, ho 30 anni, e questa è la prima volta che sfogo tutto cio' che spesso mi porta a pensare di morire. Sono una maestra di asilo da circa tre anni e lavoro nel privato,non ho nulla di concreto, studio da troppo tempo perche' non ho ancora concluso l'universita' tanto ambita per i miei genitori (e forse solo ora anche per me). Mi sento vuota, insoddisfatta, ho deluso tutti, ho paura del futuro, mi odio per aver sprecato tempo, spesso non riesco a guardare in faccia i miei genitori perche' mi sento una fallita. Io sorrido sempre, ma dentro sento di morire. Sono fidanzata da una vita, e spesso il mio fidanzato è l'unico resoconto positivo della mia vita. Ho due genitori fantastici, ma so che nn sono ancora diventata cio' che loro immaginavano. La vita mi angoscia,ma non solo la mia, mi angoscia tutta la vita con questa crisi perenne, con un futuro incerto. Io mi chiedo: posso ancora rendere felici i miei genitori, la mia famiglia? o è troppo tardi? forse questi miei pensieri potranno sembrare banali, forse lo sono, ma io mi sento morire dentro. Penso troopo spesso di farla finita, ma il dolore che provocherei intorno a me mi blocca, ma sono terrorizzata, perche' il mio è un pensiero sempre piu' costante. Vi ringrazio tutti per avermi ascoltato, e vorrei sapere cosa fare!

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Anna,

dici:  “Non ho nulla di concreto”.

Ma non hai “dei genitori fantastici”, un fidanzato, “l’unico resoconto positivo”, e un lavoro importante di maestra d’asilo?

“Ho sprecato tempo” Per cosa?

“Ho deluso tutti”. Hai deluso te stessa?

Quali sono le tue aspettative di vita, oltre quelle dei tuoi genitori nei tuoi confronti? Quali i tuoi obiettivi?

Certamente i tuoi genitori, se ti amano, saranno felici e soddisfatti se la propria figlia sarà serena e gratificata nell’aver realizzato i suoi desideri e le sue aspirazioni , anche se queste non coincidono con le proprie nei confronti della figlia.

Non hai “sprecato tempo”. Il tuo tempo non è il mio tempo, né quello dei genitori o del fidanzato o quello di chiunque altro. Nel  tuo tempo, hai appreso certamente cose che ti saranno utili lungo il percorso della tua vita.

LA CERTEZZA DEL TUO FUTURO SEI TU.

Sei tu che devi dare risposte a queste domande, e vedrai che il futuro non sarà più incerto e buio. Tu hai certamente tante  risorse interne; devi solo scoprirle e utilizzarle.

E credo che in questo lavoro e in questo momento particolare della tua vita, tu abbia bisogno di aiuto.

Rivolgiti con fiducia ad uno psicologo-psicoterapeuta e vedrai molte cose con  un’altra ottica.    

Auguri.

 

 

Gentile utente,

chi ha 40 anni di solito pensa o può pensare: "Quante cose potevo fare a 30 anni!", chi ne ha 30  "quante cose potevo fare a 20 anni!" e così via. Lei è ancora molto giovane e può fare ancora moltissime cose. I suoi studi sono  importanti per il suo lavoro? Si può anche studiare e lavorare e persino avere una famiglia.. Ha un amore da molti anni e anche questa è una cosa molto positiva. Se comunque vuole migliorare la sua vita, capire perchè ha perso tempo e non vuole più perderlo, ma anzi riguadagnarlo le consiglio senz'altro di consultare uno psicologo  meglio se psicoterapeuta.

Potrebbero infatti essere in gioco anche fattori familiari che l'hanno frenata o comunque vale la pena di approfondire i perchè di quello che lei ritiene un ritardo. Non necessariamente occorrono percorsi lunghi, con le Terapie Brevi potrà risolvere molti problemi o difficoltà. cordiali saluti

Dott.ssa Cinzia Guida Napoli (NA)

Gentile signora Anna, dalla sua lettera traspare la disperazione, la mancanza di speranza e l’insoddisfazione che lei sente, tuttavia c’è qualcosa che mi suona stonato e che mi ha colpito subito: la sua domanda “posso ancora rendere felici i miei genitori?”. Mi viene da chiedere: ma la sua felicità quale sarebbe? Cosa vorrebbe Anna per se stessa e per la sua vita? Io credo che lei dovrebbe lavorare su questo punto perché io credo che il nostro primo compito sia fare quello che ci rende felici una volta capito cosa può assolvere questo compito. Sono sicura che i suoi genitori non desiderano altro che vederla felice e questa sarebbe la loro più grande soddisfazione. Credo  anche che sia molto utile pensare a ciò che si può fare per il futuro, vista la giovane età. In conclusione, le consiglio di rivolgersi ad uno psicoterapeuta che la aiuti a districarsi in questa matassa di sentimenti e a dare loro un senso.

La saluto cordialmente

Gentile Anna,

purtroppo, in alcuni momenti della nostra vita, tirando le "somme", pensiamo di non aver raggiunto i risultati che ci eravamo prefissi o che qualcuno si aspettava da noi, ciò può gettarci nello sconforto più totale portandoci a fare brutti pensieri rispetto alla nostra vita. Io credo che prima di tutto ad ognuno di noi debba essere chiaro cosa vuole dalla propria vita e cosa si aspettano da noi le persone che ci circondano, in secondo luogo dovremmo cercare di capire se gli obiettivi che ci siamo prefissati siano realmente raggiungibili per noi e se ancora teniamo ad essi, senza dimenticare ciò che abbiamo fatto finora e dove siamo arrivati.

Sicuramente confrontarsi con qualcuno che sia disposto ad ascoltarci con una sana empatia e una preparazione professionale, come un psicologo-psicoterapeuta, potrebbe aiutarla a ben chiarire i suoi dubbi in merito alla questione. Pertanto, la invito a contattare uno psicologo che la possa aiutare in questo momento che mi sembra di grande sconforto per lei.

Nel caso volesse, io sono disponibile a seguirla.

Gentile Anna,

se il pensiero di morire è sempre più costante, ti consiglio un confronto con uno psicoterapeuta che ti aiuti a capire l’origine di tutto il tuo profondo dolore e del tuo sentirti morire dentro. I tuoi pensieri non sono affatto banali e meritano un approfondimento.

Riguardo al senso di vuoto, di insoddisfazione e di fallimento credo che possa derivare dal fatto che ti sei sempre confrontata con le aspettative che gli altri, in particolare i tuoi genitori, secondo te, avevano e hanno riguardo la tua vita. Penso che tu debba iniziare a confrontarti con te stessa riguardo la tua vita per capire quello che tu davvero desideri per te stessa e che ti possa rendere felice. Non è facile, ma non è mai troppo tardi per farlo. E tutto quello che hai fatto finora non è stato tempo sprecato, ma esperienze di vita che hai fatto e che comunque ti hanno arricchito. 

Cara Anna, 

perchè tanto dolore?!

Ha 30 anni (giovane senza essere inesperta), un lavoro, un fidanzato, un progetto di studi, due genitori fantastici e le sembra di non avere niente?

Cosa deve fare?  Togliersi questi occhiali neri, guaradare quello che va, invece di quello che mi pare un rimpianto per non essere stata più brava, più veloce, più efficiente. 

Coraggio! Forse ha bisogno di aiuto, ma se pensa a se stessa in questo modo forse crede che chiedere aiuto la svaluterebbe ulteriormente, invece forse dimostrerebbe solo di aver capito che parlare di queste cose con uno psicologo esperto le permetterebbe di definire meglio che cosa vuole e come, di agire, di sentire che ha in mano la sua vita. (ce l'ha già, ma non se ne è accorta!!!)

L'Università per i suoi o per se stessa?  Se la fa per loro non va da nessuna parte, se la fa per se stessa andrà dove desidera e renderà felici anche loro...

Da sola credo sia difficile: questo genere di problemi si autolimentano, si arrotolano su se stessi... chieda un colloquio a uno psicologo, ascolti cosale propone, se la convince ci torna, (se no ne cerca un'altro).

Non si perda! Questa sua sofferenza può essere superata. 

La saluto cordialmente e faccio il tifo per lei!

Buongiorno Anna,

le sensazioni che lei ha descritto non fanno che testimoniare il disagio che prova verso se stessa, ma purtroppo dicono poco delle possibili motivazioni che stanno alla base di questi suoi pensieri. Per esempio: come mai per lei è così importante il presunto giudizio che i suoi genitori hanno su di lei? come mai tutto sembra girare intorno al desiderio degli altri?

Le consiglio vivamente di prendere in mano la sua vita, nel senso di iniziare a fare qualcosa per se stessa, andando un pò alla ricerca dei suoi desideri, magari richiedendo l'aiuto di un professionista che possa supportarla in questa riflessione, che mi sembra a questo punto di vitale importanza per lei.

Salve,

Ben venga il bisogno di "sfogare" ciò che porta dentro. Chissà se questo mal di vivere non nasca proprio dal bisogno di accontentare le persone che più ama, dimenticandosi di sè? Non si arriva mai in ritardo per riappropriarsi di sè e della propria vita, pensi quanto può rendere felice le persone che più ama al mondo, nel vederla serena e soddisfatta di sè. Questa sua paura di dare un dolore immenso ai suoi con i suoi "brutti" pensieri, è sana e importante, la rende una persona responsabile rispetto alle sue sofferenze, ed è un ottimo punto di partenza per dare una svolta alla sua vita. Le consiglio vivamente un percorso di psicoterapia individuale. Per qualsiasi approfondimento può trovare sul sito dell'ordine degli psicologi della regione campania, uno psicologo/ psicoterapeuta di suo gradimento. Cordialmente.

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