Depressione

Non riesco a stare tranquilla e ad essere felice

Azzurra

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Ciao a tutti, ho 23 anni e soffro di ansia, stress, nervosismo e insonnia. Mia mamma mi continua a ripetere di andare dalla psicologa per risolvere questi problemi, dicendomi che mi innervosisco per niente e che sono atteggiamenti da bambina stupida, e che secondo lei è colpa del cellulare. Accontentandola sono andata a 3 sedute da una psicologa, ho parlato di tutto e mi è stato diagnosticato che sto bene e che sembro non avere grossi problemi se no che di una piccola ansia ne faccio una catastrofe.
Non riesco a risolvere questi problemi. Vi spiego brevemente la mia vita.
Vivo con i miei genitori e da quando mi alzo al mattino sono triste e demoralizzata. Ho un ragazzo che mi fa sorridere e stare serena, ma quando ritorno a casa crolla di nuovo il sipario.
Lei lo nega e mi insulta quando glielo faccio notare, ma per me il problema è mia mamma. Si lamenta sempre di essere stanca di fare la schiava mia e di mio papà perchè dice che non la aiutiamo mai con le faccende domestiche. Questo in parte è vero perchè in casa nostra tutto è in ordine, se tiri fuori una cosa la devi subito mettere via. Inoltre a mio parere è anche molto pulita, perchè quasi ogni mattina spolvera un pezzo della casa, per questo mi rifiuto di fare un lavoro non necessario. Allora da li partono gli insulti, che non faccio niente e che da grande vivrò nella merda e che sono una persona stupida e deficente (testuali parole). Ho provato piu' volte a parlargli per cercare un compromesso, ma finisce sempre per urlarmi dietro e insultarmi. Ho provato anche ad aiutarla , ma quando finisco un lavoro mi dice che li ho fatti male o me ne da altri 200 da fare, mai un brava o adesso puoi rilassarti. Appena mi siedo per guardare la tv o accendere il pc, inizia ad urlarmi dietro che devo pulire, stirare e che lei non è la mia schiava e che devo pagarla se vuole la serva. Anche se di lavori non ce ne sono me ne trova sicuramente anche se il giorno prima lo aveva fatto lei.
Mi sento uno schifo e non riesco piu' a vivere così. Mi sento un'intrusa in casa mia, e non mi sento ne a mio agio ne libera di fare e pensare niente.
Spero di trovare presto un lavoro stabile per prendermi una casetta tutta mia. Ma prima vorrei risolvere questi problemi, di insulti, isterismi, cattiverie nei miei confronti. Non capisco se il problema sono io e come posso risolverlo. Io ci ho provato in tutti i modi.
Spero che qualcuno mi possa aiutare. Grazie in anticipo

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Buongiorno Azzurra,


mi presento, mi chiamo Maieli Roberta e sono una Psicoterapeuta, lavoro a Camponogara in provincia di Venezia.


Da quello che descrivi si capisce che stai vivendo un periodo di grande tensione con la mamma, mi chiedo invece quale è il rapporto con il papà e come lui si inserisce in questo scontro tra voi due? O seci sono altri fratelli o sorelle che vivono lo stesso clima.


Inoltre nella mia esperienza professionale lavoro sempre sull'aiutare le persone, a risolvere le loro emozioni conflittuali che si traducono poi in ansia e in tensione e che, in questo caso, si trasformano in tristezza e costante agitazione. Tutto questo al di la di come si comportano gli altri. Cioè il mio obiettivo è aiutare i miei pazienti a reagire in modo costruttivo e appagante, al di là di come gli altri poi fuori si comportano. Purtroppo non possiamo contare sul cambiamento degli altri, ma sul nostro benessere e sulla nostra capacità di raggiungerlo in maniera autonoma. Certo, ovvio che avere un genitore poco comprensivo e irritante può dispiacere, fare arrabbiare e far scaturire tanti altri sentimenti, ma questo non possiamo cambiarlo. Quello che possiamo fare, come torno a ripetere, è fare in modo che tu risolva i tuoi conflitti e che ti possa sentire sufficientemente serena e soddisfatta, capace poi di prendere comunque delle decisioni di vita autonoma ma mantenendo un buon rapporto con i tuoi genitori.


Spero di averti dato delle indicazioni utili.


Un cordiale saluto


Dott.ssa Maieli Roberta


robertamaieli@gmail.com

Buongiorno gentile utente,


leggendo il suo messaggio noto alcune contraddizioni. All'inizio dice “Per me il problema è mia mamma” e alla fine “Non capisco se il problema sono io”. Sembra confusa su dove sta il problema. Ci descrive una situazione in cui viene insultata, criticata e riceve urla. Dice che spera di trovare presto un lavoro per prendersi una casa sua, ma che prima vorrebbe risolvere i problemi degli insulti e delle cattiverie nei suoi confronti.


La mia sensazione è che lei stia aspettando che sia sua madre a cambiare. E' importante che lei si renda conto che il cambiamento di sua madre dipende da sua madre, non da lei e che lei non può cambiare sua madre. Non può “risolvere” i comportamenti di sua madre. Però, se lo decide, può cambiare lei, smettere di aspettare che cambino gli altri e iniziare a vivere la sua vita, con il suo ragazzo, con un lavoro e con una casa sua!


Forza e auguri!

Carissima Azzurra, da ciò che scrivi posso iniziare a ipotizzare l'origine del tuo problema: se ricevi insulti continui e quotidian è normale che ti senti uno schifo e immagazzini un'immagine di te negativa che ti porta ad accumulare tensione che, a sua volta, è ciò che origina l'ansia, il nervosismo e la tensione. Ognuno di noi è la persona che è sulla base della storia che ha vissuto; questo vale per tua madre che dai comportamenti che racconti ha delle difficoltà a gestire alcuni aspetti di sè, così anche per te. Nessuno ha colpa per ciò che ha vissuto o vive, ma il lavoro più difficile è capire quale impatto ha su ciascuno di noi la nostra storia familiare e prendere il potere di cambiare ciò che possiamo cambiare, soprattutto il rapporto con se stessi. Posso assicurarti che un modo per uscire dalle difficoltà che vivi c'è e un professionista può aiutarti a farlo. Aver provato una volta e non aver trovato quello che ti ha potuto aiutare non significa che non ci sia altra possibilità. Noi psicologi siamo professionisti con formazioni diverse, si tratta di trovare quello giusto.


Ti faccio un grandissimo in bocca al lupo!!!

Salve Azzurra,


da quanto scrive non si evince se vi sia stato un evento significativo che possa aver determinato od esacerbato un particolare clima di tensione familiare, o se vi sia stato un cambiamento nella relazione con sua madre o se essa sia sempre stata difficile, per quanto conflittuale.


Ritengo sia certamente importante che lei possa trarre supporto da un fattore protettivo costituito dalla sua relazione di coppia, coerentemente con le parole che esprime:" Ho un ragazzo che mi fa sorridere e stare serena".


Tuttavia la mancanza di una stabilità lavorativa che le rende difficile programmare una dimensione autonoma di vita è ,credo, anch'essa un fattore di mantenimento delle emozioni negative che esprime :" Mi sento uno schifo e non riesco più a vivere così. Mi sento un'intrusa in casa mia e non mi sento ne a mio agio ne libera di fare e pensare niente".


Non conoscendo aspetti più specifici della sua realtà, credo che potrebbe esserle utile pianificare delle possibili soluzioni, valutandone i pro ed i contro, orientate alla costruzione di una realtà professionale in cui percepirsi competente, efficace, ma allo stesso tempo libera di scegliere.


Resto comunque a disposizione per chiarimenti (od eventuali consulenze, anche on line).


Cordialmente


dott.ssa Alessandra Melli

Ciao Azzurra, quello che hai raccontato mi fa tanto pensare al fatto che tu e tua madre, due generazioni a confronto, abbiate tanta difficoltà a comunicare, questo fa si che non vi conosciate bene, non avete presenti i bisogni dell'altra, lei evidentemente non ti conosce e non sa quali siano i tuoi bisogni, quello che emerge però è che sono diversi e opposti tra di voi.


La tua soluzione di cambiare casa quando ne avrai la possibilità è da costruire, ma il rapporto con tua madre durerà tutta la vita, quindi meglio provare ad imparare a gestirlo nel qui ed ora.


Non è da sottovalutare il tuo malessere legato al tutto.


Bisognerebbe approfondire più tematiche.


Dott.ssa Angela Guerrera

Buonasera, ho visto la sua domanda e sono sicuro che se Lei rileggerà con calma quanto descritto comprenderà che l'ovvia conclusione da trarre è che per Lei è assolutamente necessario un periodo di distacco dai genitori: non può aspettare di star bene ed essere felice per poi trovarsi un lavoro e una abitazione: questo passo, magari anche solo transitorio, lo deve fare proprio ora per lasciare decantare lo scontro con sua madre e assumersi le sue responsabilità nei confronti di se stessa: questo aumenterà la sua autostima e le permetterà di non prendersela con sua madre come se fosse l'unica causa del suo malessere.


Ci pensi. Le auguro di affrontare la situazione difficile in cui si trova con spirito costruttivo.


dott. Francesco Favaretti Camposampiero

Cara Azzurra,


si sente che sei stanca e si comprende come tu viva male in casa tua con i tuoi genitori.


Hai una madre perfettina che fa tutto bene e che si rende indispensabile x ciò che fa. Si realizza attraverso il suo lavoro. Probabilmente ha rinunciato a qualcosa ed ha accumulato qualche frustrazione che ora proietta su di te.


A me sembra che tu sia in crisi, in questo momento di fragilità x tutti, perché non hai un progetto di vita, un piano B.


Come aiutarti? Prenditi cura di te, renditi indipendente, se puoi fatti una vita tua, insomma cresci. Hai 23 anni ce la puoi fare.


Intanto dai la disponibilità a fare qualche lavoro in casa ad un certo orario, come fosse un lavoro. Datti da fare e vedrai che l’ansia sparisce se sei più contenta di te. 


La tua dipendenza ti innervosisce, ma puoi gettare le basi x evolvere ed essere orgogliosa di te. Allora le critiche non ti toccheranno perché saprai che sono infondate.


Ti auguro questa evoluzione


dott.ssa Patrizia Tombaccini 

Ciao, ho letto la tua lettera e da quello che hai scritto sembra che tu non viva in un contesto familiare “friendly” ma che il clima sia teso, complice il rapporto che hai con i tuoi famigliari, in special modo con tua madre. La difficoltà principale sembra risiedere in un problema di comunicazione che c’è tra di voi, è chiaro che questo stato di cose aumenta in te un vissuto di ansia che poi va a incidere anche in altre sfere della tua vita e che devi comunque elaborare e risolvere in sede terapeutica. Non ho capito se lavori, ma cerca di ritagliarti degli spazi di attività (sport, hobby, etc.) che ti tengano occupata, possibilmente fuori casa, così da limitare le occasioni di attrito tra te e tua madre.


Dal punto di vista prettamente clinico, l’approccio terapeutico più indicato, a mio parere, sarebbe un intervento di terapia della famiglia, sempre se sua madre sia propensa a collaborare in tal senso.  


Spero di esserti stato d’aiuto


Cordiali saluti Dr. Marco Maiani

Cara Azzurra, comprendo che non sia piacevole vivere in un ambiente poco sereno. Nella sua mail lei non dice cosa fa nella vita, se studia o lavora, o comunque ha un impegno quotidiano; infatti descrive l'atteggiamento quotidiano di sua madre, ma non conoscendo altro della vs famiglia è difficile dare un parere. I singoli comportamenti vanno letti nel globale contesto familiare, altrimenti ogni ipotesi o parere risultano azzardati e magari non congruenti, pertanto non utili. Provi a riscriverci dando un quadro più articolato almeno di lei e di sua mamma. D'accordo? Buona giornata

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