Depressione

Non riesco più a vivere (ma nemmeno a morire)

Betty

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Salve, sono una ragazza di 18 anni, inizio a scusarmi se la lettera sarà lunga ma sarebbe davvero un enorme aiuto se qualcuno la analizzasse.
È iniziato tutto circa 2 mesi fa quando, improvvisamente ho sviluppato una forte ipocondria, avevo la perenne paura di morire (es. Ma se dovessi morire prima di fare cosa X. Oppure, domani potrei morire e a causa della quarantena non aver fatto nulla), avevo attacchi di panico e ci pensavo tutti i giorni per tutto il giorno.
Non ho una situazione famigliare difficile, vivo con mia madre e mio padre e ho una ragazza fantastica che amo, i miei genitori mi hanno aiutato a superare quella paura due mesi fa ma ora da un paio di giorni è tornata in modo differente.
Premetto che fin da piccola ho sempre avuto una grande paura della morte, non riuscivo ad accettarla (all'epoca avevo circa 8 anni). Tornando al presente, i problemi sono iniziati quando ho iniziato ad interrogarmi sul senso della vita, "perché siamo qui?", "Che senso ha essere qui?", "Che senso ha questa vita se poi ci tocca morire?" E da quest'ultima domanda è tornata la mia paura di morire, all'inizio era paura di morire giovane, ora è paura di morire in generale, ho provato a "comunicare" con la me interiore, e sono giunta alla conclusione che nemmeno l'immortalità mi piacerebbe. Allora da qualche giorno mi interrogo su cosa voglio dalla mia vita, cosa ne sto facendo, se ha senso vivere e morire, ed è difficile uscire dai miei pensieri. Forse dovrei pensare di meno, lo so. Il primo periodo di crisi lo superai anche grazie ad una psicologa ma ora non me la sento di dire ai miei che sono rientrata di nuovo in questo circolo vizioso. Non so cosa fare, come uscirne, tutti dobbiamo morire, è ovvio, ma io non riesco a vivere serenamente. Ho 18 anni, sono giovane e non me ne dovrei preoccupare, però mi sembra così assurda questa vita. Alcune volte mi sento diversa a pensare a queste cose, non ne parlo con i miei amici, tantomeno con la mia ragazza ma, penso che forse sarebbe giusto parlarne con qualcuno, con chiunque. Mia madre questa mattina si è accorta che qualcosa non va, ma non ho avuto il coraggio di parlargliene.
L'unico con cui ne ho parlato, un mio amico di 37 anni, mi ha detto: "da giovane la speranza è l'ultima a morire, da vecchio la speranza è quella di morire" e forse è davvero così.
Non so, non riesco ad andare avanti, e ho bisogno di sfogarmi con qualcuno. Non sto vivendo la mia vita al massimo? Perché quest'idea mi tormenta? Fino a pochi mesi fa ero una ragazza spensierata.
Aggiungo che sono credente, ma non riesco a credere al massimo.
Vi ringrazio, spero che qualcuno analizzerà la mia lettera.

2 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Variddims Betty,


poni delle domande molto profonde:perché dobbiamo vivere se poi moriamo? Molti si pongono questa questione e poi la lasciano andare.


Come esseri umani siamo limitati e il limite più grande è la morte. Ma abbiamo un grandissimo potere decidere come vivere al meglio questo passaggio sulla terra, godendo di tutto ciò che il mondo ci offre: le relazioni affettive funzionali, le emozioni positive, la natura, l'arte, lo sport, la sete di conoscenza...


Capisco che non sia così semplice perché soffri anche di ipocondria e attacchi di panico, difese disfunzionali per la forte angoscia che provi. È doloroso lo so, ma puoi migliorare in modo significativo la tua vita.


Con uno psicoterapeuta puoi trovare risposte significative insieme, imparare a lasciare andare, godersi i piaceri che la vita ci offre e trovare difese più funzionali.


Abbi almeno un po' di fiducia nella Psicoterapia, la consapevolezza di sé, la relazione terapeutica, cambieranno parte del tuo mondo interiore.


Un abbraccio


Dott.ssa Ileana Fringuelli

Salve Betty, sono la dott.ssa Buono, capisco perfettamente le sue parole, ed è anche comprensibile il suo malessere. Ha 18 anni, dovrebbe prendere a morsi la vita ma invece di godersela pensa al fatto che potrebbe morire. è comprensibile che lei abbia paura, il COVID ci ha messi a dura prova, ci ha tolto la libertà di poter fare ciò che ci piaceva e di frequentare le persone a cui vogliamo bene, ci ha tolto la nostra libertà ma allo stesso tempo ci ha riempiti di paura e ci ha "dato" tanto, forse troppo tempo per pensare. Il punto è che lei si è soffermata su tutto ciò che le fa paura ed una di queste è la paura di morire, che fondamentalmente abbiamo tutti, solo che qualcuno, come lei, ci si sofferma un pò di più a pensarci. In questo periodo viene abbastanza naturale soffermarsi sulle cose negative e su ciò che ci fa male, ponendoci domande esistenziali a cui non riusciremo mai a dare risposte; ma se riuscisse a sfruttare il tempo che ha disposizione concentrandosi solo sulle cose positive che la circondano e su tutte le cose che vorrebbe realizzare? Non sarebbe molto meglio? Non è facile lo so e probabilmente ci ha anche provato e, forse è proprio per questo che dovrebbe parlarne con qualcuno, qualcuno che le vuole bene, che vorrebbe solo vederla felice; per quel che mi sembra di capire da ciò che ha scritto, lei è circondata da persone che la amano, allora perché non condividere con loro questo suo malessere, potrebbe essere un modo per sfogarsi, per analizzare il suo malessere, per condividerlo e per ricevere supporto. Non tenga tutto il dolore per se, non è giusto per lei e neanche per chi la ama. Si liberi e parli con la sua ragazza, con la sua famiglia e con i suoi amici, probabilmente anche loro avranno le sue stesse paure e insieme potrete affrontarle. Se cosi non dovesse essere allora si rivolga ad un professionista che sicuramente saprà come supportarla, anche a me se vorrà. Per il momento le faccio un grosso in bocca al lupo e le do un piccolo consiglio: siamo noi a gestire i nostri pensieri e quindi, possiamo orientarli volontariamente verso ciò a cui vogliamo, basta solo allenarsi. Arrivederci Betty

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