Depressione

Penso al suicidio ogni giorno

Martina

Condividi su:

Odio tutto. Odio me stessa. Odio la mia vita. Odio chiunque. Non c'è la faccio più. Penso al suicidio ogni giorno, e ogni volta che ci penso sento come una sensazione di sollievo, lo riconosco come l'unica via per ritornare ad essere felice, è una salvezza. Ho avuto problemi sin da piccola. Quando i miei genitori si sono separati avevo attacchi di rabbia e finivo per farmi del male da sola. Mio padre piano piano si è sempre più ammalato ora è costretto in un letto. E ogni volta che lo vediamo è sempre perché la sua badante ha il giorno libero. Se non fosse per questo giorni non se ne fregherebbe minimamente di me e di mia sorella. Pratico l'autolesionismo da quasi 4 anni. Il mio corpo mi fa schifo, ricoperto di cicatrici che non vanno via. Mai sorella alcuni anni fa ha sofferto di depressione appena si tagliava lo mostrava subito a mia madre. Io ho sempre nascosto tutto, anche tutte le notti passate a piangere nel bagno. Nessuno si è mai accorto di niente. I miei amici fanno finta di niente quando ad esempio ci cambiamo nei spogliatoi. La strada mi sempre troppo lunga ed è tutta oscurata dal dolore che provo ogni giorno. Ogni volta che sento che una ragazza mi possa dare una speranza di felicità sorgono mille problemi e soffro solo di più. L'ultima relazione l'ho costruita solo sul vederci per avere rapporti sessuali che sono l'unica sensazione che provo diversa dal dolore. Ormai nel mio futuro non vedo niente. Mi sento sempre inferiore a tutti. Sento una solitudine immane. Scrivo su questo sito come ultima possibilità per trovare motivi per non uccidermi. Anche se è un chiodo fisso nella mia mente. Non riesco più. Voglio solo stare bene e l'unico modo che trovo è andare via da qua.

9 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Martina c'è qualcosa di vitale in lei altrimenti non avrebbe mai scritto e chiesto aiuto. Non so quanti anni lei abbia ma ha avuto una vita difficile quindi provo a capire la sua sofferenza....

Il sesso è vitale, è l'opposto della morte....

Provi a condividere questi suoi pensieri sul suicidio con qualcuno, magari con qualche mio collega o se vuole con me. Parliamone insieme.

Ogni individuo ha possibilità diverse oltre la sua storia.

Dott.ssa Angela Niro Foggia (FG)

Cara  Martina,

non posso che percepire dalle tue parole una profonda solitudine e sofferenza, che avverto molto intense. Questo tuo senso di esclusione dal mondo che credi di mascherare con il dolore fisico o con una sessualità non consapevole, ti impedisce di scoprire le potenzialità in te stessa e di riconoscere le prospettive che la vita ti offre, che al momento ti sembrano assenti.  Ognuno di noi ha lungo il proprio cammino una serie di ostacoli da superare con coraggio e determinazione e anche con le lacrime.  La presenza dell’altro spesso ci incoraggia a  non abbatterci a farci forza. La tua giovane età ti impone molte sfide è importante che tu non ti nasconda invece ti apra alla ricerca di un aiuto, che nel  buio della tua solitudine non avrai modo di trovare.  Il pensiero della morte è ciò che ti impedisce di provare a risollevarti e che io invece vedo chiaramente in questa forte richiesta di aiuto. Dai a te stessa una possibilità di stare meglio, te la meriti.

In bocca al lupo

Gentile Martina,

se lei non parla e si chiude in se stessa è molto più difficile per gli altri darle aiuto. Il linguaggio del corpo, benchè molto forte, si presta a molte interpretazioni, può perciò essere minimizzato, a volte neppure percepito se non si è osservatori attenti. Lei stessa nota che sua sorella ha avuto il coraggio e una confidenza maggiore che le hanno permesso di trovare almeno uno sfogo e probabilmente un sostegno da parte di vostra madre e fa intendere che questo probabilmente le ha giovato. Parlare, chiedere sono spesso più che necessari, indispensabili. E se partisse da lei l'iniziativa di andare a trovare suo padre e il coraggio di parlarci di cose importanti? Potrebbe forse stupirsi delle risposte che riceverebbe.

Cordiali saluti

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Ciao in merito alla tua ossessione per la morte, capisco che da quello che racconti non hai molti motivi per essere felice, ma come hai scritto chiedere aiuto è un modo per andare avanti e cambiare. Stare bene è un tuo diritto oltre che un tuo dovere di prenderti cura di te. Puoi rivolgerti presso un Consultorio familiare della tua città e parlare privatamente dei tuoi problemi con un collega che ti ascolterà ed aiuterà ad affrontarli. La morte non è la soluzione ai problemi, ma lasciarsi aiutare, affrontarli e superarli, questa è una sfida nella vita, che ognuno vince quando non si lascia andare, ma decide di vivere, di cambiare. Spero di esserti stata utile.

Cara Martina,

le tue parole arrivano forti e chiare, come lame che fanno male, come un grido profondo che chiede di trovare un appiglio in una vita che senti ti ha ferito profondamente, una vita che oggi ti appare ingiusta e tanto dolorosa, che sembra schiacciarti e averti sottratto ogni speranza. Eppure sei qui, perchè dietro tutto quel dolore c'è ancora un cuore che batte e che chiede solo di essere accolto ed ascoltato, e di prendersi cura di quelle ferite che da tanto tempo sanguinano. Questo, probabilmente, oggi, è il posto giusto. Chiedere aiuto quando si sente di non farcela è il primo passo per cominciare a rialzarsi.

Dott. Andrea Caso Napoli (NA)

Cara Martina,

hai fatto bene a darti una possibilità scrivendo su questo sito e penso che sia importante che tu dia una possibilità per poterti esprimere, uno spazio dove non nasconderti. La voglia di voler uscire da uno stato di sofferenza può portare alla voglia di annullarsi. Fa male e la disperazione può portare a non volersi nemmeno aiutare.

Esiste la possibilità di stare meglio.

E' un diritto che hai, vivere ma senza quel dolore, quell' odio che fa male.

Fai un altro passo. Prova a chiedere un aiuto concreto ora, una consulenza per poterti permettere di capire che succede.

Io lavoro ad Avellino e se senti di volerci provare non esitare a chiamarmi o contattarmi.

Dott.ssa Federica Corbetta Monza e Brianza (MB)

Ciao Martina,

quello che stai scrivendo è davvero molto grave e sento che stai provando un enorme dolore! Ho l'impressione che la sensazione più brutta, sia proprio quella di non trovare soluzioni e di dover sempre affrontare tutto da sola! Ricordati che non è colpa tua e che hai diritto di stare bene...soprattutto ricordati che è possibile anche se adesso ti sembra non ci sia via d'uscita! Hai scritto qui e questo significa che una soluzione la vuoi trovare e sai che il suicidio non è reversibile. C'è qualcuno intorno a te a cui puoi spiegare bene come stai, così da farti aiutare da professionisti? Una psicologa a scuola, la mamma, un parente, una professoressa, un consultorio familiare lì vicino? Ci sono anche dei numeri e chat gratuiti per ragazzi che hanno bisogno di aiuto (come Telefono Azzurro), se all'inizio non te la senti di parlare faccia a faccia! Facci sapere!

Cara Martina,

purtroppo temo che nessuno possa darle una motivazione per vivere (nè su questo sito nè nella vita reale), dal momento che ognuno ha dentro di sè un qualcosa che da senso alla propria esistenza, e che è anche molto difficile da esprimere a parole, solitamente. Cioè che invece mi sento poterle dire è di raccogliere la proprie forze per poter chiedere aiuto a qualcuno (non su un sito, ma nella vita reale!)

Se sente un forte dolore, una forte rabbia che la porta poi sentirsi sempre peggio, forse più che nascondere le sue ferite (quelle del corpo e quelle della mente) dovrebbe mostrarle allo scopo di farsi aiutare da qualcuno. 

Ci sono tanti modi per intraprendere questo percorso: parlare con dei familiari e prendere appuntamento con uno specialista (ad esempio psichiatra, psicoterapeuta o meglio forse se entrambi), ciò lo si può fare privatamente oppure in un servizio pubblico presso l'ASL.

Il punto è che i primi a doverci muovere per essere aiutati siamo sempre e solo noi stessi, possiamo in questo senso pretendere poco dall'altro (che si accorga, che ignori, che rompa il silenzio al posto nostro..), a meno che di non rimanere assai delusi e rancorosi, come forse lei si sente ora.

Le auguro di riuscire a fare un passo nella direzione giusta, ossia quella del chiedere sostegno.  

Dott.ssa Rita Romano Salerno (SA)

Cara Martina,

il dolore, la rabbia, che descrivi, che si ripercuote su te stessa, con tale violenza da desiderare la morte, la sento fin dentro la mia pelle. E mi sgomenta. Ci sono poche parole in questi casi da usare, e il più delle volte appaiono scontate. Sei giovane, molto giovane, una possibilità per una vita diversa puoi e devi dartela. Inizia un nuovo percorso, se puoi. Vai oltre. Cerca una strada che somigli alla persona che vuoi diventare. Io non ho soluzioni, ma, se vuoi, possiamo cercarla insieme.

Vuoi scoprire tutti i contenuti per "Depressione"?

Poni la tua domanda agli esperti

Il servizio "Domande allo Psicologo" è attivo. Ogni giorno verranno selezionate le domande da inviare al circuito e da pubblicare sul sito. Non tutte le domande pervenute verranno evase.

invia domanda

Domande e risposte

Non riesco a convivere con me stessa e vivo in un perenne stato di angoscia.

Per cinque lunghi anni ho sofferto di disturbi alimentari, legati a comportamenti bulimici, sfociati ...

4 risposte
Non riuscire né a vivere né a morire

E’ un eterno ritorno. Lo sento e penso da anni, e di fatto la strada continua in questa direz ...

3 risposte
Depressione e insoddisfazione a soli 18 anni

Ho 18 anni e faccio una gran fatica a vivere. Sono sempre stata una persona, per natura, malinconica ...

3 risposte

potrebbe interessarti

Questo sito web o le sue componenti di terze parti utilizzano i cookies necessari alle proprie funzionalità. Se vuoi saperne di più puoi verificare la nostra cookie policy.