Depressione

Soffro di uno stato di depressione ormai da diversi anni

Antonio

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Salve scrivo perché in preda a forte disperazione. Soffro di uno stato di depressione ormai da diversi anni, non ho più stimoli per nulla, la mia è quasi una vera e propria morte interiore. Tutto ha avuto inizio durante il terzo anno di università. Ero sempre stato un ragazzo casa e studio, anche durante le scuole. Tutto dedito a rendere felici i genitori, mai una gioia personale, mai una fidanzata, mai un viaggio (ad oggi non ho mai preso l'aereo), mai esperienze di alcun tipo (preciso sono anche figlio unico). Inizio a avere una crisi esistenziale proprio in quel periodo, ed assieme a me mio padre inizia pure lui un processo di trasformazione dovuto alla sua malattia, il diabete, ma anche per suoi problemi personali con la madre e le sorelle. Lui è sempre stato un padre aggressivo ma ad un certo punto è diventato a tutti gli effetti distruttivo. Fa liti gigantesche a casa rompendo tutto, roba che ben due volte sono stati chiamati i carabinieri, finché alla fine se ne va di casa ed il nostro rapporto da lì inizia a incrinarsi sempre più fino al punto che non ho quasi più contatti con lui. In compenso ricevo continui ricatti da parte sua, specialmente di tipo economico. Quando vado a trovarlo mi tratta male, ho paura a rispondergli potrebbe essere vendicativo. L'università, che era diciamo la mia fonte di orgoglio personale è andata a farsi friggere, sono a 28 anni che cerco di completare la specialistica, conscio di avere una carriera rovinata ed i sogni di lavorare all'estero e farmi una carriera fuori infranti. Oggi non riesco più nemmeno ad aprire un libro ne mi sento più capace di pensare e ragionare pienamente. Mi ero laureato con 110 e lode alla triennale in ingegneria e oggi non sono capace nemmeno di ricordarmi concetti elementari, mi sento un fallito. In più a 28 vedo la mia giovinezza, con gli anni più belli della vita, andarsene per sempre senza che io abbia goduto di storie d'amore, amicizie piene o altro. Con le rughe che iniziano ad arrivare e i capelli che cadono vedo i giovani godersi la vita e i miei coetanei andare avanti. Mia madre soffre anche, non abbiamo continuamente discussioni perché siamo soli a lottare contro quello che io definisco quasi un destino surreale, un incubo materializzatosi reale ed al quale sopravviviamo ognuno coltivando sue piccole passioni ma che di fatto sono solo acquafresca rispetto ai grossi problemi che abbiamo. Sono attualmente alla quarta psicoterapia, iniziata da poco. Ho più fiducia nell'attuale psicologo perché a differenza dei precedenti due mi fa sentire meno male durante le sedute. Tuttavia ho difficoltà ad agire, ad aprire un libro e studiare, a fare qualcosa di concreto. Intervengono sempre pensieri di fallimento, di cose che vorrei dalla vita, scheletri dal passato a farmi mollare tutto e cercare conforto mettendomi al PC o sdraiandomi nel letto. Ho provato ad assumere psicofarmaci (sertralina) ma ho avuto brutti effetti collaterali di natura sessuale, anche chiedendo di cambiare farmaco lo psichiatra mi ha detto che la sertralina è il più pulito, se già quello mi provoca effetti collaterali allora per altri farmaci non se ne parla. Dico sinceramente che non so perché scrivo, forse la solitudine, oppure la disperazione. Medito spesso il suicidio, quello assistito in Svizzera perché non voglio soffrire, se non altro perché sono stanco, stanco di sacrifici di un passato metaforicamente “preso a pugni e poi deriso“ dagli eventi, fatto di rinunce, bullismo a scuola, perdite. E poi credo che non voglio vivere una vita fatta di rimpianti e perdite da elaborare. Io voglio una vita come tutti, ho fatte tante rinunce in passato perché pensavo che a qualcosa sarebbero servite, oggi non ho nemmeno la forza di compiere i miei doveri, sono demotivato. Esiste un modo per far crescere la motivazione? Se non ho più piaceri ma tanti rancori, continiare a vivere non è forse un auto-tortura? Grazie e scusate se ho scritto troppo.

7 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Gentilissimo,

la soluzione non è cercare un modo per far crescere la motivazione...è importante che le sue emozioni trovino uno spazio di ascolto e di cura, che si dia il permesso di raccontarsi nelle sue paure e che abbia il coraggio di chiedere aiuto.

Si rivolga ad uno psicoterapeuta della sua città e ci tenga aggiornati.

Resto a disposizione 

Dott.ssa Roberta Errigo Reggio Calabria (RC)

Carissimo, sei già a buon punto! leggo che stai iniziando a sentirti un pochino meglio con il nuovo psicologo. Penso che il "buon" psicologo è quello con il quale si stabilisce un rapporto empatico e di fiducia, non colui che ti fa soffrire di meno. Perchè non c'e' guarigione senza sofferenza!

Dott. Sergio Rossi Perugia (PG)

Caro Antonio, cominciamo a parlare della tua età. Hai 28 anni. Questa non è assolutamente un'epoca di bilanci, ma di costruzione. Intendo dire che in questo periodo si costruisce la propria personalità e il proprio futuro. Tu parli invece di rughe e capelli che cadono. In realtà non sei tu ma è il tuo malessere che parla. Si, i tuoi sono i classici sintomi di un disturbo dell'umore. Nella specie di un episodio depressivo.  Ma è un disturbo che si cura. Vedi tutto nero, ma è il disturbo che è in te che te lo fa vedere così.  Curato il disturbo, la realtà ti apparirà sotto un altro aspetto. Credimi la tua situazione reale non è diversa da quella di altri milioni di persone, e non esagero.  Problemi familiari, di coppia, problemi sessuali, problemi economici, solo per citare qualche esempio, sono i più comuni e a noi psicologi capitano tutti i giorni. Cosa bisogna fare? Curarsi. Non so che tipo di percoso psicoterapeutico hai intrapreso, comunque hai certo bisogno di un sostegno psicologico. Probabilmente anche un approccio iniziale farmacologico non guasterebbe. L'obiettivo è quello di renderti capace di affrontare le difficoltà della vita, che, ripeto, sono comuni a tutti, in modo diverso. Con pensieri diversi da quelli che tu descrivi. La forza e la serenità sono dentro di te ,non sono fuori di te, e solo tu, anche se con l'aiuto di professionisti, puoi tirarli fuori. A te sembra forse di non averne, invece ci sono. Nel finale parli di rancori. Ma anche questi li senti così perchè in questo momento non stai bene, una volta guarito, ti sarà più facile perdonare e il rancore sparirà e si trasformerà in serenità. Dici di meditare il suicidio. E' fin troppo facile dirti che a 28 anni questa è una vera crudeltà che tu fai a te stesso. Non ci sono le condizioni perchè tu debba pensare a questo. Non ci sono i motivi. Sei all'inizio della tua vita, tutto è ancora possibile, dentro di te c'è la forza per spaccare il mondo, per diventare qualcuno anche famoso, o, comunque per arrivare a vivere una vita felice e serena con una donna, con dei figli, o come vuoi tu. Ma in ogni caso tutte queste cose sono possibilità che hai dentro di te. Per iscritto, on line, non posso dirti di più. E' solo con il colloquio vis a vis, che si guariscono questi malesseri, questi disturbi.  Credimi quando dico si guariscono, è perchè si guariscono, lo so, per esperienza di vita e professionale.   In bocca al lupo caro Antonio, cerca l'aiuto di uno psicologo e continua il tuo percorso verso la guarigione, che arriverà, vedrai, arriverà.

Caro Antonio,

leggendo quanto hai scritto salta subito agli occhi che nella tua vita finora hai dato grande importanza al “Dovere” tanto che negli ultimi anni ha fortemente sostituito il “Piacere “.

Hai scelto in maniera inconsapevole di curare la tua crescita personale privilegiando esclusivamente la tua formazione di competenze  professionali, trascurando di avere attenzione per le relazioni sociali ed umane.

Appare evidente che tu abbia puntato tutto il tuo patrimonio affettivo- emotivo sui traguardi di studio riducendo fortemente la possibilità di trarre piace e soddisfazione da altri “successi”( sport, amici, fidanzate, passioni in genere).

Nella metafora del giocatore d’azzardo hai scelto di puntare tutte le tue risorse su un solo numero , rischiando , di restare temporaneamente senza soldi. Ma per fortuna  le risorse si riaccumulano, occorre imparare a  gestirle meglio! ;)

Il mio consiglio è di considerare il momento che stai vivendo come un momento in cui devi risistemare un po’ di cose ( capita a tutti non solo a te!), inoltre sei giovanissimo , contrariamente a quanto tu credi e ne hai tutto il tempo! . Immagina che nella tua stanza sia entrato il vento e abbia messo in disordine dei documenti che avevi sulla scrivania, non è cola di nessuno ma è accaduto. Con l’aiuto del tuo terapeuta, allarga lo spettro delle tue esperienze di vita che sono state fortemente ridotte, metti in gioco in cose che ti piacerebbe fare e non che “ devi” fare. Sono sicura che ritroverai un po’ di serenità , che ti permetterà di conoscerti meglio e capire quali sono i pensieri disfunzionali su di te che in questo momento bloccano la tua ripresa e  che ti farà capire cosa veramente vorrai fare e non cosa devi fare.

Buona sera


Ho letto attentamente la sua lettera in cui descrive bene i suoi sintomi, il suo malessere, il dolore di un ragazzo di 28 anni che vede infrangere i suoi sogni.

Le dico molto sinceramente che mi fa, male pensare che ha deciso di rinunciare a sognare e avivere, non ci voglio credere, peno che lei abbia paura di vivere, tutti abbiamo i nostri problemi mostri da dover affrontare ma sono proprio i sogni, la voglia di scoprire conoscere cercare amare, che ci deve spingere a vivere, la motivazione c'e di vivere se no non staremmo qua. ha parlare, bene la terapia, continui attraverso piccoli passi a credere in se legga una pagina al giorno un passo alla volta, pensi ad un posto dove vuole andare si informi quanto costa, la lingua e se lo regali quando avrà raggiunto un obiettivo, cerchi di prendersi cura di se, prima o poi il passato se lo lasci alle spalle so che e un fardello pesante ma decida di lasciarlo  andare via perche lei lo vuole non pensi di essere un fallito di non farcela conosco gente di 42 50 anni che fanno molto peggio, pensi in positivo, si ripetauna frase quando pensa di crollare, mi raccomando si voglia bene e sorrida un po tutto può cambiare.

Le auguro di trovare la sua strada di realizzare i suoi sogni 

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve in merito al tuo racconto, se hai intrapreso un percorso psicoterapeutico e sei agli inizi, continualo perchè i risultati si vedono con il tempo. Per quanto riguarda la motivazione, se di fondo c'è una difficoltà di autostima ed affermazione di Sè stessi è difficile trovarla all'esterno, poichè la motivazione alla vita viene interiormente da noi stessi, parli di auto-tortura, e mi chiedo perchè continuare a farti del male? Cosa hai da farti perdonare se fino ad oggi sei stato un figlio "perfetto"? Ti pongo queste domande poichè il continuo autodistruggerti avrà un senso per te e delle motivazioni che potrai scoprire ed approfondire nella terapia privata. Spero di esserti stata di aiuto, cordiali saluti.

Gentile ragazzo, il suo ragionamento non fa una piega! In uno stato così, con una vita così non si può fare altro che desiderare una cosa sola ovvero ricorrere a un gesto estremo, ma che sia più dolce possibile. Tuttavia, l'aver intrapreso un percorso di psicoterapia e anche richiedere aiuto qui, può indicare che ha un'estrema esigenza di provare a riprendere la sua vita e cambiare. Di impostarla in modo diverso. Da ciò che scrive, mi pare che finora non vi sia stato spazio nel suo percorso per i suoi bisogni, i progetti, la realizzazione della suoi sogni. Ha fatto tutto per accondiscendere ai desideri dei genitori. Si è messo da parte, ha fatto il bravo. Che cosa sarebbe successo se lei avesse perseguito il suo obiettivo, comune a tanti giovani, di completare il percorso universitario e andare all'estero? Che situazione avrebbe lasciato a casa sua e che non l'avrebbe fatta rimanere tranquillo e potersi dedicare a se stesso? Una mamma sola che lotta contro un marito aggressivo e a tratti violento. Un padre che si è ammalato, ma che non è stato seguito (mi pare) per le ripercussioni psicologiche che uno stato di cronicizzazione può comportare. Antichi rancori che sono venuti fuori. E' il caso che lei approfondisca con il suo psi. Cerca una motivazione per andare avanti, completare gli studi. Ora credo che lei sia collocato in un posto sbagliato. In un luogo mentale sbagliato. Potremmo formulare l'ipotesi (da verificare) che si sia caricato di problemi che non la riguardano o meglio, che dovrebbero solo coinvolgerla, ma fino a un certo punto. Che rapporto c'è tra sua madre e suo padre e come mai lei sta in mezzo? Se lei completa gli studi, non ha più motivo di stare in famiglia, quanto le pesa la scelta di iniziare a pensare a divenire autonomo? E' molto probabile che la motivazione mancante e lo stato di conflitto siano dovuti alla fatica a riprendere il suo status di "figlio"e lasciare che ognuno in famiglia occupi il posto (e le responsabilità) che gli competono. Un figlio può e deve occuparsi della famiglia, ma il suo primario obbiettivo è quello di crescere e andare. Succede questo nelle famiglie, ma in tutti  gruppi, in generale. Se una persona cambia, anche gli altri si modificano. La salute ha un suo contagio psichico, come la malattia. Ci vuole un po' di coraggio, vedrà che se cambia qualcosa nella sua psiche, cambierà anche il suo comportamento e il modo di rapportarsi agli Altri: cresceranno anche loro. In bocca al lupo!

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