Depressione

Sono depressa e mi sento scartata da tutto e da tutti

Monica

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Salve dottore...sono disperata non so più cosa fare io sono depressa e mi sento scartata da tutto e da tutti e da circa sei mesi ..per via del mio compagno , sarò più breve possibile . Il mio compagno è entrato in crisi con la sua testa 6 mesi e d'allora mi sveglio sempre più depressa ha un carattere molto chiuso e nn riesce a socializzare con altre persone ma per questo ha messo di mezzo anke me perché dice che nn riesce a star bene neanke con me (qualke settimana fa m ha inviato dei mex con scritto Ke sono l'unica persona Ke lo fa sentire presente in questo mondo ..ma da ieri sera nn la pensa più così dice Ke gli ho rovinato la vita ..sono molto innamorata d lui convivialità 2 anni e assieme da 5 anni ...non voglio perderlo sto male solo al pensiero ma lui nn si fa aiutare mi aiuti la prego eravamo la coppia Ke tutti invidiavano in paese

5 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Monica, forse l'unica chance che hai è quella di metterlo alle strette. Se non si fa aiutare da qualcuno tu lo lascerai. Se lui ci tiene veramente a te come dice, di fronte al rischio di perderti, forse si deciderà ad affrontare i suoi problemi. Se ciò non succedesse, allora dovrai valutare bene le cose, perchè non puoi permetterti di rovinarti la situazione per colpa dei malesseri di un altra persona che egoisticamente non si preoccupa dei danni che causa con i suoi atteggiamenti. Se hai bisogno di avere un supporto tramite consulenza on line, sono disponibile. In bocca al lupo.

Salve Monica

mi dispiace molto per il suo momento di malessere. Da quando è iniziata questa crisi? Cosa è accaduto? Sarebbe il caso che consultasse uno/a psicoterapeta familiare in coppia per farvi aiutare.

Altro discorso, ovviamente, è se aveste già deciso cosa fare della vostra coppia. 

Una consulenza di coppia, anche breve, vi potrebbe aiutare molto. Mi faccia sapere.

Cara Monica,

comprendo il suo stato di preoccupazione e disorientamento. 

Ciò ce ci dice è che il suo compagno sta passando un momento difficile e questo ha ricadute su di lei ed anche sulla vostra relazione. 

Innanzitutto mi chiedo se il suo compagno ha chiesto aiuto a qualche stuttura o ad un professionista. Se ciò non è avvenuto credo sarebbe bene che lei lo aiutasse a farlo, magari iniziando lei a prendere contatti e cercando di capire insieme ad un professionista quale strada sia meglio percorrere per entrambi. 

Rimango a disposizione per chiarimenti o ulteriori domande

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve, se il suo compagno non vuole farsi aiutare per lui c'è ben poco da fare. Non si può obbligare qualcuno a cambiare se non vuole farlo. Quello che lei può fare per sè stessa è rivolgersi ad un collega nella sua città ed iniziare lei un percorso di sostegno che la potrà aiutare a capire come gestire la relzione con il suo compagno scoprendo lei nuove risorse e modalità di aiuto per il suo compagno. Spero di esserle stata di aiuto, cordiali saluti.

Cara Monica,

la depressione è un disturbo che ha la caratteristica di influenzare e “contagiare” anche le persone che vivono con chi ne è afflitto, per questo si sente anche lei pervasa da pensieri depressivi e auto-svalutanti.

Forse le può essere utile saperne di più su questo fenomeno.

La depressione consiste in una flessione marcata del tono dell’umore per la maggior parte della giornata, per un periodo che può andare da un minimo di due settimane a molti mesi, talvolta anni. Nella crisi possono presentarsi alcuni, o tutti, fra i seguenti sintomi: forte calo di interesse o piacere per molte o tutte le attività consuete; perdita o aumento dell’appetito e del peso; disturbi del sonno; agitazione o rallentamento psicomotorio; facilità a stancarsi; sensi di colpa inappropriati; ridotta capacità di attenzione; a volte, pensieri ricorrenti di morte.

Può essere di tipo monopolare, in cui l’umore è persistentemente basso, oppure bipolare, in cui l’umore alterna fasi di euforia smodata (detta “mania”) a fasi di depressione vera e propria.

Le cause della depressione sono in genere di diverso tipo: esistenziale, affettivo-relazionale, biologico e genetico. Ognuno di noi può vivere una crisi depressiva nell’arco della vita, ma alcuni sono più predisposti di altri, sia per fattori genetici che relativi alla storia personale.

Di norma, ogni situazione che produce un senso di perdita (in ogni ambito) può innescare la crisi, se giunge in un momento di fragilità emotiva: ad esempio un lutto, il periodo dopo il parto, il pensionamento, la menopausa, il matrimonio di un figlio, una separazione, la perdita del lavoro, una malattia.

La crisi spazza via un modo di essere. Ci obbliga a fermarci. Ci lascia nel buio e nel vuoto del non senso. Ci impedisce di proseguire sulla strada che stavamo seguendo ma non ce ne indica una nuova. Ci fa sentire tagliati fuori dal mondo, senza farci intuire dove finisce il tunnel. Vissuta solo così, la depressione non può compiere fino in fondo la “missione” per la quale è venuta, cioè trasformarci. Lasciata a metà strada rischia di diventare cronica e di bloccare davvero la nostra vita.

La crisi depressiva è al contempo dolore, sofferenza e – su un piano organico – alterazione chimica dei neurotrasmettitori. A livello esistenziale, però, è anche una risorsa del cervello che indica quando è il momento di cambiare, anche se noi non lo riconosciamo o cerchiamo di resistere.

Nella crisi depressiva siamo chiamati ad affrontare e vincere i nostri fantasmi interiori attingendo a capacità personali sconosciute, in modo da diventare persone nuove, più padrone di noi stesse e della nostra esistenza.

E’ molto probabile che il suo compagno senta la necessità di operare delle trasformazioni radicali nella sua vita ma che, non avendo intrapreso un percorso di crescita personale o di psicoterapia e non avendo chiare le sue responsabilità verso se stesso, attribuisca ad altri il motivo della sua insoddisfazione.

Lei sia però consapevole di non avere alcuna colpa; sia paziente ma ferma nell’invitarlo a chiedere un sostegno esterno, sia di tipo medico che psicologico.

Un caro saluto.

 

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