Depressione

Sono un ragazzo di 18 anni e soffro di depressione e non vedo via d'uscita

Mattia

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Salve a tutti, mi rivolgo qua perché sono disperato, ho 18 anni e soffro di depressione ed ansia generalizzata da ormai parecchio tempo, già l'anno scorso avevo avuto un periodo di depressione di circa un mese, frequento una psicologa da quasi 6 anni che mi ha aiutato a passare periodi di crisi ma l'anno scorso ho dovuto passare ad un aiuto di un farmaco da uno psichiatra che mi ha dato una cura che mi ha aiutato a star meglio almeno fino a settembre /ottobre quando sono ricaduto in questo stato depressivo senza precedenti, sto troppo male mi manca l'appetito, ho sonnolenza durante il giorno,  non trovo più piacere a fare qualsiasi cosa che un tempo mi piaceva fare, ho senso di tristezza, fatico a fare qualsiasi cosa, a scuola quest'anno il mio rendimento è pessimo anche per la poca frequenza perché non riesco ad andarci
L'errore che ho fatto è forse interrompere bruscamente la cura dello psichiatra Daparox (paroxetina) quest'estate verso Luglio perché vedevo che stavo bene diciamo con me stesso e provavo il piacere di fare le cose normalmente, ma verso ottobre sono ricaduto in questo stato a cui non vedo via d'uscita, quindi sono ritornato da questo psichiatra e mi ha riprescritto Daparox ho provato a riprenderlo per due mesi ma non abbiamo visto miglioramenti quindi ha deciso di passare a Venlafaxina da 37.5mg per una settimana e ora sto prendendo 75mg e continuando a prendere 5 gocce di daparox perché non va interrotto bruscamente.
Durante l'estate e qualche mese fa ho fatto uso di stupefacenti che penso mi abbiano aggravato la situazione in particolare in contemporanea con l'assunzione di daparox e mi sono preso qualche sbronza con l'assunzione contemporanea di Venlafaxina, la mia domanda è riuscirò mai a ritrovare la gioia di vivere seguendo questa terapia psicologica e psichiatrica senza usare sostanze di altro tipo alcol/stupefacenti?

3 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Mattia.


Beh, mi sembra che tra farmaci, stupefacenti e alcol ha fatto un po' di pasticci. 


Mi permetto di suggerirle di riprendere le indicazioni dello psichiatre e di seguirle scrupolosamente; interrompere la cura perchè si comincia a star bene è una tentazione forte, ma rischia di "bruciare" tutto il lavoro fatto. 


Mi rendo conto che alla sua età la tentazione è ancora più forte, ma deve tener duro e fare qualche sacrificio (l'argomento "niente sbronze" è forse la cosa più difficile da contrattare con i miei pazienti suoi coetanei...) e riuscirà a venirne fuori.


Non si dimentichi della sua psicologa, che sicuramente le darà man forte in questo processo di crescita sicuramente delicato.

Serve che riprende la cura sia farmacologica che psicoterapica ...possibililmente cognitivo-comportamentale! Ma deve avere pazienza e seguire un piano operativo sia per ristrutturare il sistema di pensiero che probabilmente alimenta in negativo, sia per innalzare il livello di ricettività su tutti gli stimoli piacevoli ...io avrei delle idee su questo ultimo aspetto (ma non so da dove scrive!) e se comunque si trova bene con il suo terapeuta riprenda con pazienza e fiducia!

Gentile Mattia,


ha lei stesso provato l’effetto devastante di alcol e stupefacenti, che se , sul momento, spesso danno sollievo, non ritardano a manifestare i loro effetti negativi. Ciò al di là del fatto che è ampiamente risaputo che alcol e droghe sono dannosi per molteplici ragioni e causano conseguenze e danni anche molto gravi.


Continui ad affidarsi ai professionisti che l’hanno seguita in questi anni e dai quali ha tratto sollievo e benefici. La sua ricaduta è molto probabilmente collegata alla sospensione repentina del farmaco.


Cari saluti

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