Depressione

Spossatezza

elena

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Buongiorno, sono alcuni mesi che mi sento spossata e stanca. Ho fatto le analisi del sangue ed è
tutto nella norma, compreso l'esame della tiroide. Penso di essere depressa.

Ho una situazione in casa pesante, devo accudire mia madre che ha 91 anni. Sono anni che non vado in ferie ed ora penso di essere sul punto di crollare. Attualmente sto assumendo al mattino una pastiglia di Sertralina mg. 50 ed una pastiglia di Lorezepam da 1 mg. Mattino e sera. Dormo abbastanza, ma al mattino mi sveglio stanca ed al pomeriggio devo riposare almeno un'ora. Questo stato mi provoca malinconia e preoccupazione. Provo angoscia quando penso che mia madre mi lascerà perché sono sola. Ho un periodo tanto brutto, aiutatemi. In attesa di risposta, invio cordiali saluti.

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Salve Elena


credo che per assumere questi farmaci lei si sia rivolta ad uno specialista, almeno lo spero!


Se cosi non fosse lo faccia subito perchè sentirsi depressa ed assumere farmaci psicotropi richiedono un controllo ed una psicoterapia.


Per quanto riguarda la sua condizione di vita capisco che è molto difficile e pesante, ma lei ha un suo progetto di vita che parte da adesso e prosegue quando sua madre non ci sarà più?


Giustamente lei si sta anticipando il lutto vista la fase della vita che sta vivendo, ma deve fare uno sforzo per pensare ad un suo progetto di vita.


Mi contatti se vuole approfondire. Auguri e buona settimana

Gentile Elena,


la situazione che descrive potrebbe averla portata ad un abbassamento del tono dell’umore, con conseguente stanchezza fisica connessa. Le sensazioni di malinconia, preoccupazione e angoscia possono essere comprese, gestite e anche superate con la giusta motivazione. Le consiglio di rivolgersi ad uno psicologo, che la possa aiutare a gestire questa situazione, supportandola nel superare il periodo di vita così difficile che sta affrontando.


Rimaniamo a disposizione, cordiali saluti


 

Buongiorno, prendersi cura di una persona anziana è di per sé una situazione che può causare disagio e sintomi depressivi. La sua angoscia di perdita è del tutto giustificata, perdere una persona cara destabilizza in qualsiasi situazione. Sicuramente preoccuparsi tutto il giorno e rimanere su questi pensieri negativi è un dispendio non indifferente di energia che poi va a riflettersi sul corpo, con i sintomi di cui parla. Le consiglio, se ha la possibilità, di contattare uno psicologo per iniziare un percorso di sostegno che può aiutarla a gestire meglio questi stati di malessere e stanchezza trovando delle strategie utili per mettere a fuoco questi pensieri che le causano angoscia. Oppure iniziare dei percorsi di rilassamento o meditazione che possono essere utili nella gestione dell'ansia e delle emozioni più pervasive.


Cordialmente.

Buongiorno Elena, come lei stessa dice e riconosce sta vivendo una "situazione in casa pesante" e il pensiero che sua madre anziana prima o poi verrà a mancare lasciandole un vuoto le provoca angoscia. Perdere un genitore soprattutto se si è soli può essere traumatico e doloroso, ma nulla che lei non possa affrontare, del resto è un evento doloroso, ma naturale, e sono sicura che anche se con fatica lei riuscirà a superare. Forse dovrà fare i conti più che con la perdita di sua madre con la sua solitudine e con i suoi vuoti, e su ciò che significa per lei ritrovarsi appunto da sola, ma ripeto sono sicura che riuscirà a farlo magari facendosi aiutare da un terapeuta. Inoltre, premesso che sono una psicoterapeuta e non un medico psichiatra, la sua eccessiva stanchezza potrebbe essere anche un effetto collaterale del Lorazepam. Essendo un forte sedativo e miorilassante forse la dose (1mg=20 gocce due volte al giorno) è un po' eccessiva e potrebbe essere la causa dell'eccessiva sonnolenza e/o spossatezza.  Del resto assume già un antidepressivo al mattino (di solito la sertralina si assume al mattino a stomaco pieno e non alla sera) e basterebbe se ha problemi ad addormentarsi assumere il sedativo la sera, magari uno in gocce da dosare meglio (10 gocce e non 20), oppure farsi prescrivere qualcosa di più leggero.. . Provi a consultare uno psichiatra per "aggiustare" la terapia oppure a chi gliel'ha prescritta riferisca come si sente. 

Buongiorno Elena, io le consiglierei di fare almeno un paio di incontri con un professionista, almeno per capire meglio la sua situazione. 


Da come scrive si percepisce il suo malessere, ma per aiutarla al meglio dovrebbe consultare uno specialista nella sua zona.


Sono tante le domande che richiederebbero una risposta e il modo migliore è attraverso un colloquio.


La terapia farmacologica chi l'ha prescritta?


Da quanto tempo l'assume?


Come sono i rapporti con sua madre?


Avete litigi?


Saluti

Buongiorno Elena, come lei ha correttamente intuito spesso la spossatezza è correlata ad un umore disforico (tristezza). Probabilmente, anche a causa della situazione obiettivamente pesante che sta vivendo in famiglia, ha perso un po' consapevolezza dei suoi bisogni. Potrebbe essere utile ricentrarsi su se stessa in alcuni momenti della giornata, primariamente cercando di individuare quali sono le "cose" (attività, relazioni, ecc.) che possono darle piacere e gratificarla e poi individuando le modalità per poter vivere quello che è emerso come suo bisogno insoddisfatto. Alle volte sono sufficienti piccolissimi cambiamenti per sentirsi meglio, poi può innestarsi un circolo virtuoso che porta a cambiamenti più significativi. Passo dopo passo, in ogni suo giorno può inserire qualcosa che le faccia provare emozioni positive, ci provi anche se inizialmente le sembrerà di non averne la forza, dopo l'iniziale fatica aumenterà il benessere. Per prendere consapevolezza dei suoi bisogni può pensare a ciò che le ha dato gioia in passato o esplorare ambiti nuovi. Ripeto sono sufficienti anche "piccole cose" per ripotenziare il suo senso di benessere.


Un caro saluto

Buongiorno Elena,


lo stato di malinconia e preoccupazione di cui lei si rende conto, e che sa essere associato sia all'accudimento di sua madre che al senso di solitudine personale, sono aspetti che lei ha fatto bene ad ascoltare e che ora farebbe bene ad affrontare con un aiuto professionale, vicino e non a distanza.


Elena, se scrive qui è perché sente di avere bisogno di aiuto. Lei si è ascoltata e ha fatto bene a tirarlo fuori qui. Adesso, però, chieda l'aiuto direttamente ad un nostro collega, di persona.


Elena, si confronti con i suoi vissuti intimi insieme a qualcuno che, solo conoscendola e parlando con lei direttamente, potrà esserle di supporto e fornirle le occasioni di riflettere e trasformare questo ciclo dell'esistenza di sua madre, da lei vissuto con particolare dolore, in un'occasione di amorevole accettazione dei cambiamenti, a cui la vita sempre ci chiama.


La malinconia che ora sente, dentro di se', è un vuoto intimo alla ricerca di senso. Quel senso, però per essere trovato, ha bisogno del suo ascolto più profondo nonché del suo amore.


Elena, augurandole di cuore un coraggioso nuovo cammino della sua esistenza, le porgo i miei più cordiali saluti. 


 

Buongiorno, le cosiglio di rivolgersi al più presto ad uno specialista (Psicoterapeuta) per affrontare queste problematiche non solo da un punto di vista farmacologico. E' importante che lei torni a godere della sua vita e arrivi (per quanto si può) pronta a lasciar andare la sua mamma quando sarà il momento.


Buona giornata

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