Triangolo amoroso

Fabio

Buongiorno, ho avuto una relazione con una donna di 50 anni che da 20 anni vive con il partner storico, senza figli. Ci siamo innamorati a prima vista. Io in lei avevo trovato la persona che cercavo tutta la vita. Eravamo praticamente identici in tutto (vegani, salvare animali, rispetto per la natura, empatici, onesti, vedute, molto amore e sesso trasgressivo). La relazione è durata un anno. Mi aveva fatto conoscere sua sorella, voleva farmi conoscere sua madre, diceva che avremmo potuto avere dei figli bellissimi, che ero l'amore della sua vita, che gli unici maschi della sua vita eravamo io e suo nipote di 8 anni. Quando le chiesi di trasferirsi da me più volte, lei era incerta. A parte un paio di cene al ristorante e tante passeggiate in natura e nel paesino dove viveva con il partner, ci vedevamo solamente dopo il lavoro per un paio di ore, comunque spesso a casa mia. Mai durante il fine settimana e mai durante le sue ferie.

Non avevamo mai trascorso una notte insieme perché lei tornava a casa sua a dormire nello stesso letto con il partner. Questo mi faceva impazzire. Lei diceva che non avevano rapporti sessuali da 10 anni. Io non le credetti perché, se fosse stato vero, avrebbero dormito in due stanze separate. Comunque andai avanti nella speranza che un giorno venisse a vivere da me. Avevamo cominciato sempre più a litigare: io perché ero geloso e arrabbiato della situazione del letto condiviso e perché non si decideva a vivere con me, e lei perché la volevo lasciare più volte. Arrivò il giorno che le dissi addio. Lei mi pregava più volte di tornare da me, sistemare le cose e venire a vivere con me. Io non le diedi più bado.

Comunque mi mandava quasi ogni giorno sms con contenuti di animali salvati, canzoni rock, ogni tanto mi chiedeva come stavo e diceva che era contenta di essere rimasti amici. Con il tempo i messaggi si diradavano, anche perché erano durati per un anno intero, fino a quando un giorno le chiesi di prendere un caffè insieme. Lei mi disse che è un anno in terapia da uno psichiatra per causa mia, che aveva molto sofferto con me e che soffre ancora oggi. Mi disse di essere felice con il partner storico e che non vuole più vedermi. Secondo voi: dice la verità di essere in terapia? Dice la verità di non aver avuto sesso con il partner storico condividendo il letto? Se era felice con il partner, perché mi mandava sempre sms e soffriva ancora? Secondo voi è una donna poliamorosa, bugiarda oppure è un caso della vita? Comunque io sono da un anno in depressione e molto arrabbiato perché penso che lei mi abbia usato per risistemare i problemi che aveva con la relazione a casa sua.

Saluti
Roberto

1 risposta degli esperti per questa domanda

Buongiorno Roberto,
la ringrazio per aver condiviso una storia così intensa e coinvolgente.
 
Da ciò che racconta emerge una relazione che per lei ha avuto un significato molto profondo, fatta di forte connessione, progettualità e coinvolgimento emotivo. È comprensibile che, dopo un’esperienza così, la chiusura e ciò che è seguito abbiano lasciato dolore, rabbia e molte domande.
 
Le domande che pone – se lei dicesse la verità, se fosse poliamorosa, se l’abbia usata – sono comprensibili, ma rischiano di tenerla ancorata a una ricerca di risposte che probabilmente non potrà avere in modo certo.
 
Più che cercare di definire lei, può essere utile spostare l’attenzione su ciò che è accaduto nella dinamica tra voi.
 
Quella che descrive è stata una relazione in cui, fin dall’inizio, era presente una forte asimmetria: lei viveva già una relazione stabile e non ha mai realmente lasciato quella situazione, mentre lei si è coinvolto in modo pieno, investendo aspettative, desideri e progettualità.
 
Alcuni elementi che riporta sono molto significativi:
• il fatto che vi vedeste solo in momenti limitati
• l’assenza di spazi condivisi più profondi (come weekend o notti insieme)
• la difficoltà da parte sua nel prendere una decisione concreta
 
Questi aspetti, nel tempo, hanno probabilmente alimentato in lei frustrazione, gelosia e senso di incertezza.
 
Il bisogno di chiarezza e di una scelta da parte sua era legittimo. Allo stesso tempo, i comportamenti che descrive mostrano che lei, nei fatti, non era disponibile a costruire una relazione piena con lei.
 
Questo tipo di situazione può essere molto coinvolgente perché alterna momenti di grande vicinanza emotiva a limiti concreti nella relazione. Questa alternanza spesso rende difficile “staccarsi”, perché alimenta la speranza che qualcosa possa cambiare.
 
Per quanto riguarda il suo comportamento dopo la rottura (i messaggi, il mantenere un contatto), può essere letto come una difficoltà a chiudere completamente il legame, più che come una prova di un reale progetto relazionale.
 
Oggi, però, lei le ha espresso chiaramente una posizione: non vuole riprendere il rapporto.
 
Al di là delle sue motivazioni, questo rappresenta un dato importante con cui confrontarsi.
 
Il fatto che lei si senta ancora arrabbiato e in uno stato depressivo dopo un anno è un elemento che merita attenzione. Significa che questa esperienza ha avuto un impatto profondo e che probabilmente non è ancora stata elaborata completamente.
 
Più che cercare risposte su di lei, potrebbe essere utile chiedersi:
• cosa ha rappresentato questa relazione per me
• perché mi sono coinvolto in una situazione così sbilanciata
• cosa mi ha tenuto legato nonostante la sofferenza
 
Queste domande possono aprire uno spazio di comprensione più utile per il suo benessere.
 
Un percorso psicologico potrebbe aiutarla a elaborare questa esperienza, a comprendere meglio i suoi bisogni relazionali e a uscire da questa fase di blocco emotivo.
 
Non è stato “solo un caso”: è stata una relazione significativa, ma anche complessa, che può diventare un’occasione per conoscersi più a fondo.
 
Un caro saluto,

Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Dott.ssa Rosina Motta

Catanzaro

La Dott.ssa Rosina Motta offre supporto psicologico anche online