Vorrei solo avere il coraggio per morire

Levin

Ho quasi 19 anni ed è da quando ne ho più o meno 12 che ho pensieri suicidi ricorrenti.
La prima, ed unica, volta che ho provato ad uccidermi è stata in seconda media: stavo andando a scuola ed ho attraversato la strada improvvisamente nella speranza di essere investita da un' auto, ma sfortunatamente il guidatore è stato abbastanza agile da frenare in tempo e mi sono beccata solo un paio di rimproveri.
Con l' inizio delle scuole superiori la situazione è un po' migliorata, ma ora le cose sono peggiorate di nuovo ed i pensieri suicidi sono tornati più forti di prima.
Passo le giornate a fantasticare sulla mia morte, penso che mi libererebbe da tutte le mie sofferenze e che libererebbe anche la mia famiglia dal peso della mia presenza.
Sono una persona molto introversa, non esco letteralmente mai di casa se non sono obbligata. Quando sono in mezzo alla gente, soprattutto se in compagnia di miei coetanei, mi sento mancare l' aria e non appena torno a casa vado nel panico e mi convinco che tutti mi odiano e che sono un' idiota per via delle cose che ho detto/ fatto, quindi per me l' isolamento è sempre stato l' unico modo per stare bene: leggo, disegno, mi dedico a tutte le attività che mi piacciono!
Ma da un po' di tempo le cose sono cambiate...non trovo più interesse in nulla, le cose che un tempo mi rilassavano e mi portavano gioia ora non lo fanno più.
Disegnare è sempre stata la mia più grande passione, infatti studio pittura all' accademia di belle arti, ma ora al solo vedere un foglio e una matita mi sento male, guardo i miei colleghi e mi rendo conto che quel briciolo di talento che pensavo di avere, in realtà, non è mai esistito.
Nonostante la mia vita sociale inesistente, prima vivevo con lo scopo di rendere felici i miei genitori andando bene a scuola e cercando in tutti i modi di renderli orgogliosi, ma ora sento di non poter fare più neanche questo, quindi a che scopo vivere?
Come vorrei salire all' ultimo piano di un palazzo e farla finita!
Ma non ne ho il coraggio...penso a tutte le conseguenze che le mie azioni provocherebbero, E SE SOPRAVVIVESSI?!?!? Sarebbe ancora peggio!
Quindi ora mi ritrovo in una condizione pietosa, tutte le sere vado a dormire con la speranza di non svegliarmi la mattina, nei momenti di noia fisso il soffitto ed immagino quanto sarebbe bello se mi crollasse addosso e mentre sono in treno mi auguro un deragliamento...Voglio morire ma non ne voglio la colpa.
A volte vorrei andare da uno psicologo per cercare di risolvere questi problemi e vivere normalmente, ma non riuscirei mai a chiederlo ai miei genitori e soprattutto avrei troppa vergogna ad andarci.
Mi convinco di non averne bisogno, che ci sono centinaia di persone che stanno molto peggio di me e che sono un ingrata a lamentarmi, mi dico che in realtà sono semplicemente melodrammatica e che penso tutte queste cose solo per attirare l' attenzione e che dovrei vergognarmi di me stessa.
Onestamente mi sento un' ostaggio della mia stessa mente e non ce la faccio più .
Mi dispiace se questa non è una domanda ma più che altro uno sfogo, probabilmente incomprensibile, ma non so con chi parlare ed ho la sensazione di esplodere se tengo tutto dentro.
Grazie mille se avete letto i miei lamenti, lo apprezzo moltissimo.
Baci <3

3 risposte degli esperti per questa domanda

Salve Levin, mi spiace moltissimo per ciò che scrive poichè posso comprendere il disagio sperimentato. Le auguro invece di trovare il coraggio di vedere le tante risorse presenti di lei: faccia sì che questo grido di aiuto non rimanga vano, si faccia aiutare da una persona competente in grado di poter accogliere il suo vissuto e con cui trovare insieme dei motivi su cui far leva per cominciare la risalita. Non c'è nulla di cui vergognarsi nel provare sofferenza: l'importante è riconoscerla, identificare e, addirittura, renderla propria alleata poichè ci dà informazioni utili su cosa vorremmo cambiare attualmente. I pensieri negativi generano, a loro volta, umore negativo e questo conduce a comportamenti disfunzionali che non le permettono una visione globale della situazione bensì mettono in luce solo gli aspetti più negativi.

La invito pertanto ad esporsi ed accettare un minimo di rischio al fine di mettersi in gioco per provare a costruire una vita in linea con i suoi bisogni e valori.

In bocca al lupo.

Cordialmente, dott FDL

Gentile Signorina,

ma no: è tutto chiarissimo e tutto si spiega.

Lei espone i sintomi di una psicopatologia già grave in corso, ma affrontabile, almeno in base al Suo racconto, anche grazie alla Sua giovanissima età - prima che,nel declino che già si è annunciato, comprometta definitivamente il Suo futuro.

Prima di tutto, è necessario un colloquio clinico con un esperto professionista del campo clinico.

La soluzione sarà, presumibilmente, affrontare al più presto una psicoterapia del ‘profondo’, che risolva le radici della Sua nevrosi auto-distruttiva prima che incancrenisca - e, di conseguenza, anche i gravissimi sintomi che La stanno affliggendo così profondamente.

Tale approccio potrebbe in tal caso essere valido per ristrutturare le parti immature e ancora infantili, conflittuali e irrisolte della Sua personalità ed eliminare dai suoi ‘meccanismi’ quei granelli che – per così dire – ne ostacolano il corretto e felice funzionamento in direzione della crescita personale e dello sviluppo adulto della Sua identità, oltre ogni psicopatologica insicurezza, disistima e auto-distruttività.

Cordiali saluti.

Prof. Roberto Pasanisi

Psicologo clinico psicoterapeuta - docente universitario

Ciao Levin la tua lettera mi ha profondamente colpito

ti definisci in tanti modi continuamente..

Una parola però non l hai usata..sei intelligente e tanto

Dalle tue parole emerge una tendenza alla riflessione e alla autoanalisi ma con strumenti inappropriati che ti hanno imprigionata in un sistema di valori contorti e non oggettivi cerca aiuto trova il coraggio per questo per morire non bisogna essere coraggiosi