Comunicati Stampa

Rimpianti e non accettazione della realtà

manu

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Buongiorno, ho 40 anni e mi vergogno a scriverlo.

Mi sembra di essere un'adolescente. Sono mamma di una bambina stupenda e ne avrei voluti altri, ma il contesto e la mia realtà sono completamente sbagliati.

L'unica cosa che "sento" essere giusta è la vita parallela che vive nella mia testa...con l'uomo che lasciai 10 anni fa e quello che potrei essere e non sono. Purtroppo la mia scelta di allora è stata fallimentare (me ne sono anche accorta dopo poco ma ero bloccata in un turbinio di pensieri e l'ho lasciato andare via) ora lui è felice con la sua stupenda famiglia e si è realizzato completamente in ogni aspetto.

Al contrario di me, che non ci sono riuscita, né sentimentalmente, né professionalmente ...Sono andata avanti, ho avuto altre storie (tutte finite, compresa quella con il padre di mia figlia...che alla famiglia non tiene proprio ed è di un'immaturità pazzesca, ma credo di aver avuto paura di non essere più in tempo per...e quindi ho accellerato tutto...).

Ma tutto è fermo Là..io dovevo stare con lui e tutto sarebbe andato bene..E ora chi la paga? La mia bimba, e io che mi spaccherei la testa.
Come se ne esce? Io non vivo più così...
Grazie mille

4 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Cara Manu,


dalle sue parole arriva un passato "gigante", pieno di energia, tanto rimpianto, rammarico, tanta difficoltà, tanto dolore! Immagino non debba essere facile aver affrontato le sue scelte, fatto i suoi passi nel mondo, come immagino che vivere quella "vita parallela" sia frustrante, anche perché consapevolmente impossibile...


Oggi però ha una sola cosa, il suo presente, e i passi che potrebbe fare per muoversi verso il futuro! Più starà girata verso il dietro meno si accorgerà delle belle cose che potrebbero apparirle davanti. E' innegabile che se continua a stare girata all'indietro è perchè quella persona le piaceva molto, ma è sicura che la sua immagine sia come lui oggi è in realtà?


Provi a ripartire dalle piccole cose che le danno piacere, piano piano se lo vorrà potrebbero diventare più grandi, e forse anche più luminose della persona di cui parla!


Spesso davvero la direzione verso la quale decidiamo di camminare è il primo grande passo!


Spero davvero con queste parole di averle dato qualche spunto.


Un caro saluto.

Buongiorno, come comprendo il suo stato d'animo, molte volte ci troviamo di fronte al bivio che comunque sia scegliamo, probabilmente senza avere con noi quella bussola che ci avrebbe indicato la via giusta, anche se quel "giusto", può valere per quel momento.


Molte volte non siamo in grado di comprendere che quel momento non poteva essere altrimenti, e in ogni caso è stato scelto, ma forse non fruito pienamente.


Ecco qui si inserisce la nostra capacità di soddisfazione, quando questa viene a mancare non vi è scelta che potrà appagare il nostro spirito.
Il discorso sarebbe ancora più lungo a se non esercitato nel luogo giusto non credo che porterà a buon fine.


Credo che a questo punto avrà capito che l'unica dimensione che posso consigliarle, è quella di rivolgersi ad uno psicologo, che sappia ascoltarla per permetterle di riordinare le sue idee, e verificare dove i suoi sentimenti bloccano "l'elan vital" forza vitale della sua persona, termine che accoglie nel complesso la sua persona, anche la propria storia familiare.


Io spero di esserle stato utile, e che presto trovi una soluzione a questo stato di stagnamento.


Se vorrà potrà rivolgersi al mio studio, sarò lieto di accoglierla.


Distinti saluti.


 

Gentile signora,


da vecchie storie sentimentali non andate a buon fine che hanno causato dei blocchi emotivi e di pensiero se ne esce abbastanza facilmente, anche se il problema sembra insormontabile e in genere occorre un po' di determinazione e coraggio.


Se questo è il suo problema, le consiglio di leggere l'articolo al link medicitalia.it/blog/psicologia/2664-storie-sentimentali-chiuse.html


Si rivolga comunque ad uno psicologo/a psicoterapeuta perché in genere è difficile uscire da soli da situazioni del genere.


Cordiali saluti

Buongiorno Manu,


riparta proprio da ciò che non La soddisfa. Parta da se stessa (magari con un aiuto professionale di persona per accelerare il processo di cambiamento).


La sua realizzazione personale dipende soprattutto dalla voglia di mettersi in discussione e dalla comprensione di ciò che Lei ha messo in atto per non riuscire a realizzare quello che intendeva raggiungere, sia sentimentalmente che professionalmente.


Il rimpianto di cui parla Lo utilizzi per mettersi in gioco. Usi il rimpianto non per crogiolarsi nell'impotenza ma, al contrario, per utilizzare le sue risorse personali in modo costruttivo. 


Se ha delle ambizioni professionali si impegni per tradurle in azioni concrete. E per quanta riguarda i fallimenti sentimentali sarebbe il caso, per Lei, di capire il perché tali fallimenti si ripetano, ovvero e' necessario che abbia consapevolezza di quali meccanismi Lei tende a ripetere nelle sue relazioni impedendole così di costruire relazioni appaganti. Ok?


In bocca al lupo!


 

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