Con me non raggiunge più l’orgasmo, perché?

Simona

Salve,
Siamo una coppia di 28 e 34 anni fidanzati da un anno e mezzo circa. La nostra storia è iniziata con due tradimenti, perché entrambi rispettivamente fidanzati, lui da un anno, io da tre anni e mezzo. Il rapporto si basava solo sul sesso, fino a quando ci rendiamo conto che c’era ben altro e decidiamo di provarci, insieme. Ovvio che la fiducia alla base era compromessa dal modo in cui era iniziata, ma trascorriamo i primi mesi affiatatissimi.
Iniziamo a condividere così tanto che inizio a dormire da lui e lui da me, cercando di condividere anche altri aspetti della quotidianità, ma il suo desiderio sessuale inizia a calare dopo circa 6 mesi. Inizia a cercarmi sempre meno, ad avere sempre meno bisogno di intimità. Io scoppio in una crisi perché dopo svariati tentativi di capire cosa gli stesse accadendo, avevo un senso di umiliazione e frustrazione che l’unica cosa che temevo era il suo tradimento, che lo stava facendo anche a me. Lo lascio, ma lui fa il pazzo… mi giura che non è vero, che ama me, che è tutta una mia convinzione sbagliata. Lui oltre la sfera sessuale mi dimostra amore, è un compagno presente, rispecchia tutti i valori dell’uomo che vorrei al mio fianco, anche con i suoi difetti. Decido così di riprovarci, di stargli accanto senza dare troppe pressioni, ma la situazione non sembrava migliorare… quindi inizio a provarle tutte, in diverse occasioni: gli organizzo sorprese, piango, urlo, mi arrabbio, fino ad esserne così consapevole che qualcosa di serio non andasse… perché ormai gli ultimi tre mesi aveva erezioni, ma non raggiungeva mai l’orgasmo con me… nonostante io non fossi cambiata fisicamente o fossi meno disinibita. Insomma avevo capito che il problema non ero io.
E lo ha ammesso anche lui quando l’ho lasciato la seconda volta, ormai distrutto dall’impotenza, mi confida che non è accaduto solo con me, ma con tutte. Fidanzate e non, dopo un periodo si stanca, non trova più stimoli. Mentre me lo diceva sembrava quasi stesse parlando con sé stesso, dispiaciuto che non riusciva a farmi stare bene, in colpa per la sofferenza che mi stava provocando, non sapendosi dare delle motivazioni valide, ma continuando a ripetermi che mi ama, che mi vede nel suo futuro, come la mamma dei suoi figli, ma continua a non far nulla. Anzi, ancor più deleterio spesso colpevolizza me di averlo tradito, basandosi su fatti non reali ovviamente, completamente a caso.
Io ovviamente sono a pezzi, perché è una sfera così indispensabile nella coppia che non riesco a mettere da parte, vorrei stargli accanto se lui volesse reagire, ma non so come. Io so di amarlo, ma so che se mi avesse tradito non ci sarebbe alcuna possibilità di ritorno, so anche che se tutto questo non è sfociato nel tradimento io sarei disposta a cercare di superare questo problema con lui.
Cosa ne pensate al riguardo? Le ho provate davvero tutte, ma lui ora sembra essersi chiuso e non reagisce. Non mi cerca, né cerca un confronto, ma mi fa chiamare dalla famiglia per dirmi che sta male. Insomma, non so più cosa fare… vi ringrazio per l’attenzione e chiedo scusa per la prolissità, ma era per rendere una situazione così delicata.

4 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile Simona, 

Non deve essere facile per nessuno dei due da come racconta. 

Sicuramente per lei non lo è facile. Quando viene a mancare una parte nella coppia e soprattutto la sessualità nascono sempre importanti paure o preoccupazioni.

Mi sembra però di capire che nessuno dei due ha tradito l'altro. 

Lui sembrerebbe da come racconta che appena la storia d'amore si fa "tranquilla", c'è una condivisione di sentimento e stabilità "perde" un po' lo stimolo e l'eccitazione. 

Se non ci sono delle difficoltà a livello organico e da come racconta non mi sembra. Avete comunque eventualmente sentito anche il dottore? 

Sembrerebbe invece essere una difficoltà emotiva/psicologica. 

Si potrebbe valutare:

- Una psicoterapia di coppia dove insieme rimettervi in gioco e aiutarvi a capire cosa accade. Qui in luogo neutro e senza giudizio potrebbe nascere una nuova modalità comunicativa tra di voi. 
https://www.psicoterapiacioccatorino.it/terapia-di-coppia-torino/

- un supporto invidiano e per lei per essere aiutata a gestire le emozioni, le preoccupazioni e i pensieri in questo momento molto difficoltoso è forte 

https://www.psicoterapiacioccatorino.it/quando-richiedere-una-consulenza-psicologica/

- una psicoterapia individuale per il suo fidanzato 

https://www.psicoterapiacioccatorino.it/servizi-offerti-psicologia-psicoterapia/

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alla domanda posta.

cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

psicologa e psicoterapeuta 

Ricevo a Torino, provincia e online 

Buongiorno Simona. La situazione è sicuramente molto complessa e presenta diversi spunti dai quali partire per conoscere meglio la vostra storia relazionale, sia quella che riguarda voi come coppia sia quella che vi riguarda individualmente. Ripercorrendola, si potrebbe cercare di individuare un punto di svolta che vi ha portato ad essere in questa situazione e che, stando a quanto dice il suo compagno, verosimilmente si verifica in ogni relazione in cui lui si coinvolge. Individuando ciò che perpetua questa situazione, si potrebbe arrivare a garantirvi un futuro migliore, aiutandovi a trovare nuovi approcci ai momenti di crisi e di benessere.
In questa sede potrebbe comunque risultare riduttivo concentrarsi su questa unica circostanza che riporta: potreste rivolgervi ad uno psicologo con il quale approfondire a più ampio raggio la vostra situazione ed incentivare un confronto più aperto.
Se lo riteneste utile, mi rendo disponibile anche online per un percorso di questo genere.
Cordialmente,
dott. Alfonso Panella.

Salve Simona, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto.

Valutate anche l'idea di un consulto di coppia al fine di indagare su eventuali problematiche nascoste che possano in qualche modo minare la serenità del vostro rapporto.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL

Gentile Simona, il caso che lei descrive con evidente sofferenza è molto più frequente di quanto lei possa immaginare. Molti uomini hanno difficoltà a raggiungere l'orgasmo ("a venire") ma non certamente per mancanza di amore nei confronti del partner, uomo o donna che sia. Tale difficoltà non dipende molto spesso neppure da quanto Lei, in questo, caso possa essere sexy, provocante, sessualmente capace. E non saranno certamente le sue richieste di spiegazioni, rassicurazioni che risolveranno il problema. Il problema del suo compagno è prima di tutto un problema che ha la sua mente ha con il suo corpo (l'aspetto relazionale nella mia esperienza di psico-sessuologo) è marginale. Può amplificare o ridurre il problema di base, ma non determinarlo. Consiglio al suo compagno un consulto privato con un sessuologo per indigare e risolvere il blocco a lasciarsi andare totalmente e capire se tale blocco parte a livello del desiderio (che potrebbe essere carente per i più svariati motivi), dell'eccitazione (difficoltà durante il coito di diversa natura: cognitiva, emotiva, somatica) o dell'orgasmo vero e proprio (es. pausa di perdere il controllo). Come sessuologo posso dirLe, con grande convinzione, che dietro a molti problemi sessuali ci stanno blocchi personali che poco hanno a che vedere con la bellezza del rapporto affettivo. Anzi spesso nascondono, paradossalmente, una grande paura di perdere la persona amata. Qui possiamo fare solo delle ipotesi. L'unica soluzione può tentarla concretamente il suo compagno affrontando la questione, senza paura o vergogna, con un sessuologo che conosce bene l'anatomia, la fisiologia e la funzionalità della sessualità maschile. Non esisti a contattarmi se desidera qualche chiarimento. Le auguro, anzi vi auguro ogni bene. Enrico Rizzo - Psicologo Sessuologo