Da quando ho partito la seconda figlia, non ho più voglia di avere rapporti con mio marito

Angela

Salve, scrivo e non so nemmeno se vergognarmi o no. ... Mi presento ho 25 anni sposata e due bambine.. da quando ho partito la seconda figlia, non ho più voglia di avere rapporti con mio marito, mi sale la nausea, mi disturba, mi sale il nervoso, mi dà tutto fastidio... Non riesco a capire cosa mi succede... prendevo prima delle pillole anticoncezionali adesso ho smesso pensando fossero quelle ma non lo è.... Non solo ma non riesco a sentire nemmeno la penetrazione, non sento nulla, come se dentro di me, il mio utero fosse gigante, e non sento ne piacere ne dolore..nulla.. Non so se sia il caso di fare una visita ginecologa o parlare con uno psicologo...

2 risposte degli esperti per questa domanda

Gentile giovane adulta,

come prima cosa sì sentirei il suo ginecologo di fiducia per avere rimandi inerenti il post partum e relativi ad eventuali problematiche legate alle mucose o ad altri aspetti. 

Una volta stabilita e osservata la parte organico-medica allora sentirei uno psicologo psicoterapeuta oppure fare entrambe le scelte per essere supportata e accompagnata in questo momento di confusione e difficoltà.

Lei parla di disgusto, inerente a che cosa? Il sentimento verso il suo compagno è ancora vivo? Ci potrebbero inoltre essere dei motivi (anche banali) per avere covato dentro di sè della rabbia? Quando è avvenuto l'atto o il suo tentativo, lei cosa ha provato appena ha sentito le sue mani avvicinarsi? Cosa prova quando per esempio andate a dormire alla sera o siete sul divano? 

Resto disponibile per informazioni, richieste aggiuntive, eventuale consulenza o se volesse rispondere in privato alle domande poste.

Le auguro di trovare presto una soluzione al suo problema.

Cordialmente

Dott.ssa Federica Ciocca

Psicologa e psicoterapeuta

Ricevo a Torino, provincia e online

Salve Angela, mi spiace molto per la situazione che descrive poichè comprendo il disagio che può sperimentare e quanto sia impattante sulla sua vita quotidiana. Ritengo fondamentale che lei possa richiedere un consulto psicologico al fine di esplorare la situazione con ulteriori dettagli, elaborare pensieri e vissuti emotivi connessi e trovare strategie utili per fronteggiare i momenti particolarmente problematici onde evitare che la situazione possa irrigidirsi ulteriormente.
Credo che un consulto con un terapeuta cognitivo comportamentale possa aiutarla ad identificare quei pensieri rigidi, disfunzionali e maladattivi che le impediscono il benessere desiderato mantenendo la sofferenza in atto e possa soprattutto aiutarla a parlare con se stessa utilizzando parole più costruttive.
Credo che anche un approccio EMDR possa esserle utile al fine di rielaborare il materiale traumatico connesso ad eventi del passato che possono aver contribuito alla genesi della sofferenza attuale.
Resto a disposizione, anche online.
Cordialmente, dott FDL