Disfunzioni sessuali

Un blocco psicologico gli impedisce la piena erezione

Marla

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Salve a tutti. Da sei mesi sto con un ragazzo e non abbiamo ancora mai avuto un rapporto sessuale completo per un blocco psicologico che gli impedisce la piena erezione. Quando iniziamo con il petting lui raggiunge l'erezione ma, credo spinto da forte ansia da prestazione, nel momento di infilare il condom, l'erezione viene a mancare. Io ho 33 anni, lui 34. Ed è ancora vergine. Quando affrontiamo l'argomento, in maniera sempre molto tranquilla perché vorrei comprendere quale possa essere il modo migliore per affrontare questa situazione, lui dice che si tratta di un blocco mentale. Il problema vero, però, è che non cerca neanche più l'intimita legata al sesso. Molto innamorato, affettuoso, attento. Anche attratto, visto che spesso succede che l'erezione si presenti anche durante i baci e/o i momenti intimi, non collegati ad un rapporto sessuale. Non so quale sia la cosa migliore da fare. Gli ho anche proposto di andare insieme ad una seduta di psicoterapia di coppia, ma non ha accettato dicendo che non ce n'è bisogno. Grazie per l'attenzione, spero vivamente di ricevere qualche consiglio. Maria

12 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Credo che lo debba convincere a fare una consulenza insieme. Sembra che ce ne sia bisogno. Quoando il suo compagno le dice che non occorre nega l'evidenza della vostra difficoltà sessuale. forse c'è un problema medico di erezione precoce e questo sintomo può essere curato, forse c'è un'ansia eccessiva da prestazione, forse una paura della penetrazione per qualche motivo. Cmq dovete rivolgervi ad un professionista, magari meglio se anche sessuologo. Mi faccia sapere

Buongiorno Maria, da quanto riferisce, come già intuito da lei, il suo ragazzo sembra avere una disfunzione sessuale. Il primo passo da fare è quello di rivolgersi ad un urologo di fiducia che possa verificare se ci siano problematiche fisiche. Escluse le componenti fisiche le consiglio di indirizzarsi verso una terapia sessuologica. Dalle notizie che ci dà il percorso sarà probabilmente individuale. Giustamente non si può costringere nessuno ad andare in terapia, ma visto che questo è un problema che si riversa anche sulla vostra relazione le consiglio di parlare con il suo ragazzo, dicendogli che questi probemi, tra l'altro molto comuni, possono portare tante difficoltà, ma essere risolti in modo risolutivo per sempre, dando finalmente a voi la possibilità di stare insieme e costruire la relazione. Può contattarmi se vuole che segua io il suo ragazzo o per darle nomi di colleghi. Vi auguro buona fortuna!
Gentile utente, se il suo ragazzo è ancora vergine evidentemente questo problema non è legato a lei cioè all'attuale partner, ma è legato a fattori più generali e presumibilmente personali, psicologici, come lui stesso riconosce. Il fatto è che con il suo comportamento piuttosto negazionista il suo ragazzo la priva della possibilità di provare piacere nella sessualità completa e condivisa e in questo senso il rifiuto da parte del suo ragazzo di prendere in considerazione il disturbo è piuttosto egoistico. Il suo ragazzo dovrebbe assolutamente, dopo una visita medica che escluda altri fattori, recarsi da uno psicoterapeuta che potrebbe risolvere il problema anche in pochissime sedute. Non è probabilmente necessaria una terapia di coppia, ma questo sarà il terapeuta a valutarlo, cordiali saluti

Dott. Martino Miccoli Firenze (FI)

Cara Maria, bisognerebbe approfondire meglio ma mi pare di capire che il tuo ragazzo sta evitando la problematica e tale evitamento non fa altro che rinforzare le sue difficoltà al punto che come dici, evita i momenti di intimità così da non dover andare in ansia e fallire. Tale modalità è molto comune in persone con problematiche legate all'attività sessuale. Non parliamo necessariamente di disturbo sessuale ma credo che degli incontri individuali con un terapeuta potrebbero aiutarlo. Riconosce di avere un blocco mentale e questo è positivo ma nega la necessità di aiuto. Senza fare troppe pressioni potresti fargli capire che una consulenza o più informalmente una chiacchierata con un professionista non fa mai male e dopo potrà decidere liberamente se continuare o meno. Se hai bisogno di un consiglio o di metterti in contatto con me prima di parlagli sono a tua disposizione.
Gentile Maria, come lei descrive il suo fidanzato soffre di un problema da ansia da prestazione che si esplicita nella sessualità. Probabilmente si aspetta da sè stesso di essere sessualmente virile e prestante e questa pressione interna lo blocca. Per il suo fidanzato l'ideale sarebbe affrontare la questione in una psicoterapia individuale, in quanto è un suo problema personale. Questo è qualcosa che lei, con dolcezza, può suggerirgli, ma la decisione spetterà a lui. Per quanto riguarda lei, l'unico suggerimento che posso darle è un atteggiamento tranquillizzante, non criticante, verso il suo fidanzato. Una buona cosa potrebbe essere per un periodo di tempo lasciare sullo sfondo la possibilità di un rapporto completo e dedicarsi di più a carezze e petting. In questo modo potrebbe venir meno l'ansia del rapporto (e di dover mantenere l'erezione)e potrebbe essere un buon modo per costruire un'intimità tra voi dove lui, ma anche lei stessa, possa sentirsi pienamente libero di essere.
Gentile Marta, è molto probabile che dietro al sintomo che manifesta il suo ragazzo ci siano aspetti emotivi che avrebbe bisogno di esplorare e comprendere. Ha rifiutato una terapia di coppia, però potrebbe accogliere l'idea di un percorso individuale. Provi a proporglielo come un'opportunità per lui per affrontare le sue difficoltà fisiche andando ad individuarne le cause, che è il modo migliore per andare a fondo delle cose, diventarne consapevole e superarle davvero. Cordiali saluti.
Cara Maria, la situazione è grave, ma solo perché il suo ragazzo non vuole riconoscere di aver bisogno di aiuto! Temo che lei non abbia possibilità di aiutarlo se non convincendolo che il vostro rapporto è, così, limitato ad una modalità da adolescenti alle prime esperienze senza raggiungere l'intimità profonda che si ottiene nel tempo solo con un rapporto completo. Se il suo ragazzo è vergine, con molta probabilità la situazione è sempre stata così e quindi non sembra dovuta ad un problema fra voi due: di conseguenza la terapia di coppia non credo sortirebbe nessun effetto. Credo che lei si debba chiedere con molta onestà con se stessa se potrebbe accettare di andare avanti così con tutte le conseguenze che questa situazione comporta e se la risposta è no, con altrettanta onestà, ne dovrebbe parlare con lui dicendogli quello che prova e pensa. Poi la palla passa a lui che deciderà se vuole porre rimedio ad una situazione assolutamente risolvibile o non se la sente... Mi è già capitato di avere a che fare con questo tipo di rifiuto iniziale che poi per fortuna si è risolto con l'accettazione del problema e del lavoro da fare per la sua risoluzione. Le auguro di cuore quanto di meglio possa avere nella vita! Un caro saluto
Cara Marla, i problemi del tuo ragazzo richiedono una psicoterapia individuale per liberarlo dal blocco che gli impedisce di mantenere l'erezione. Cerca di guidarlo in questa direzione perchè è difficile che il problema si risolva spontaneamente. Una felice vita di coppia non può rinunciare al rapporto sessuale, soprattutto se non si è fatto nulla per rimuovere l'ostacolo. Ti faccio i migliori auguri perchè tu riesca a raggiungere l'obiettivo di indirizzare il tuo ragazzo verso una psicoterapia. Buona Giornata
Carissima Maria, partendo dal presupposto che il deficit dell'erezione e' molto comune nella popolazione maschile, volevo chiederti se il tuo ragazzo perde l'elezione solo al momento della penetrazione o anche in altre circostanze quali la masturbazione, il sesso orale. Un altro punto importante, da non sottovalutare e' un'attenta valutazione clinica da parte di un clinico che possa escludere qualsiasi causa di natura fisiologica. Una volta escluso questo sarebbe bene che vi rivolgeste a uno psicosessuologo per una valutazione del caso. Quello che comunque voglio rimandarti e' che all'interno del disturbo eretti o gioca un ruolo importante la dinamica di coppia,il modo di comunicare, le emozioni e le sensazioni... Sono comunque a tua disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cara Marla, una terapia di coppia da un esperto in sessuologia potrebbe essere per voi molto utile. Un consiglio che posso darle è di parlare insieme al suo partner dei motivi per cui non vuole rivolgersi ad un esperto. Forse ha timore di andarci con la sua ragazza e vorrebbe andarci da solo? Oppure non crede che un sostengo psicologico potrebbe aiutarlo? Oppure? Parlatene ancora insieme.
Cara Maria, sembra che la difficoltà del suo ragazzo sia dovuta ad ansia da prestazione e non ad una componente organica. Per scrupolo potrebbe fare degli accertamenti medici per eliminare qualsiasi ipotesi di tipo organico. Da quanto tempo ha queste difficoltà? Le ha sempre avute? Ha avuto altre relazioni affettive precedenti? Come ha affrontato finora questo problema? se adesso evita i momenti di intimità è comprensibile perchè ha il timore di non riuscire e questo gli provoca ancora più ansia oltre che sofferenza. Generalmente le difficoltà di erezione psicogene si accompagnano all'ansia al momento del rapporto, per una varietà di motivi diversi: preoccupazioni sulla prestazione sessuale (a volte anche un singolo fallimento della "prestazione" può attivare un circolo vizioso sul tema del "fallimento della prestazione" che tende a verificarsi puntualmente, ad ogni rapporto sessuale, come una sorta di "profezia"); il timore o la scarsa consuetudine nei confronti delle donne, preoccupazioni a proposito delle dimensioni del proprio pene, un atteggiamento negativo nei confronti del sesso e il piacere, la consapevolezza della propria inesperienza sessuale, ecc. La reazione di ansia o di stress può arrivare così ad inibire il riflesso erettivo. Bisognerebbe conoscere la sua storia, le sue relazioni familiari. Le consiglierei un incontro con uno psicologo, possibilmente di coppia per capire se la problematica è legata anche ad una dinamica tra voi due.

Dott. Paolo Molino Firenze (FI)

Buongiorno Maria, dare consigli in questa situazione è un pò difficile. Nel senso che lei sta riportando un suo disagio rispetto al problema del suo ragazzo. Che effetto le fa? cosa sente quando scrive e racconta di questa "parte mancante"? Io credo che la cosa importante allo stato attuale delle cose sia che lei, che scrive, si ascolti. Mi immagino che non sia facile e che le manchi molto fare l'amore col suo ragazzo. cerchi di essere curiosa rispetto a sè stessa, mi faccio la fantasia che sia anche un pò arrabbiata per la negazione del problema e dell'assenza di ricerca concreta di una soluzione da parte di lui. Il mio consiglio quindi è di ascoltarsi con curiosità, gli altri non possiamo cambiarli, noi stessi si. Buona giornata

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