Disturbi dell'eccitazione sessuale

Almeno vorrei riuscire a regalare a mio marito un rapporto al mese.

Cinzia

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Buonasera, vivo da anni una situazione di disagio sensuale, mancanza di desiderio e difficoltà di penetrazione. amo da molto mio marito e per questo non voglio rovinare tutto dopo 19 anni di vita Insieme! Premetto di aver subito violenze sessuali da l'età di 6 anni ai 17, dopo essere scappata da casa ho vissuto una vita sessuale dando me stessa senza pensarci....quasi per farmi del male....a 23 mi sono sposata la prima volta con un ragazzo stupendo, per 3 anni tutto bene, poi niente più...il desiderio io non lo avevo come non c'è lo Ora! Lui mi ha lasciata (ovvio) e per un paio d'anni ho ricominciato a dare sesso fregandomene di me Stessa! Poi ho incontrato lui, io 30 anni lui 21, mai avuto rapporti e innamoratassimo di questa pazza! Viviamo i nostri primi 2/3 anni bene con sesso e dolcezza, lui mi convince di andare dalla psicologa x raccontare la mia vita, ho attacchi di ansia, panico, disturbo bipolare. ..e sono in cura dalla psichiatra che mi riequilibrio con depakin e citalopram ormai da 13 Anni! La mia vita è serena adesso, con il mio uomo vicino, bambini non ne abbiamo voluti, ma almeno avere un rapporto al mese mi basterebbe (sopratutto per lui) adesso ho 48 anni e tra poco arriverà la menopausa. ...così andrà Peggio? Ripeto che oltre alla mancanza di desiderio ho difficoltà alla penetra zone (anche dal ginecologo) vi prego aiutatemi

8 risposte degli esperti pubblicate per questa domanda

Dott.ssa Rita Messini Latina (LT)

Salve, se lei e' in cura da specialisti che la seguono da anni ne parli con loro. Le sapranno consigliare meglio di me, perche' la conoscono. La sua storia di vita e' ricca di eventi, tra cui uno doloroso da lei riportato. Continui a lavorare in terapia e a seguire le indicazioni dei colleghi. Per quanto riguarda l'attivita' sessuale, non finisce dopo la menopausa, se questa per lei e' una preoccupazione. Le persone posso continuare ad avere una vita sessuale appagante anche nella terza eta'. Spero di esserle stata utile. Cordiali saluti.

Gent.ma Cinzia,

certamente la sua vita non è stata semplice, tuttavia colgo nel suo racconto una grande forza, un rialzarsi sempre dopo le cadute: nonostante il suo passato difficile è riuscita ad innamorarsi e a vivere una relazione importante e duratura e immagino per lei sia importante riuscire a mantenerla e

Le difficoltà sessuali  che presenta possono essere affrontate in un percorso di consulenza di coppia, che la aiutino innanzitutto a comprendere l'origine di questi disagi e della mancanza di desiderio (probabilmente anche l'utilizzo dei farmaci ha un suo peso), e successivamente ad affrontarli, con l'aiuto di suo marito.

Può rivolgersi a un/a sessuologo/a, chiedendo consiglio al suo medico di famiglia o cercando in internet. Se lo desidera io ho questa specializzazione e ricevo a Treviso, all'interno del palazzo del Gazzettino

In ogni caso, in bocca al lupo!

Cordiali saluti

Dott. Massimo Ventura Bologna (BO)

Gentile Cinzia,

le violenze subite ci lasciano addosso tracce che fanno fatica a scomparire, specie se vissute in un'età in cui non ci è possibile difenderci...

Mi colpisce, in sincerità, l'alternarsi nella sua vita di periodi che dovrebbero essere felici, ma in cui il suo desiderio sessuale sembra sparire, a periodi in cui, secondo le sue parole, lei faceva sesso "fregandosene di sé stessa"...

Mi verrebbe da chiederle, data la sua richiesta, se quando lei aveva rapporti senza curarsi di sé stessa lei provasse desiderio o meno...

Anche adesso, in fondo, lei chiede un supporto per, come dice lei, regalare dei rapporti sessuali a suo marito: ancora una volta io però non sento lei, e intendo, aldilà delle sue difficoltà fisiche, non sento il suo desiderio. Non percepisco se c'è o non c'è, da parte sua, la voglia di fare l'amore con suo marito e questo aldilà, sia chiaro, delle sue legittime affermazioni.

Forse il suo volersi fare del male non è poi sparito del tutto... E' ancora lì da qualche parte che continua a farsi sentire... E la priva del desiderio e del piacere dell'intimità fisica chiudendo addirittura le porte - simbolicamente parlando, intendo le sua difficoltà nella penetrazione - del SUO piacere.

Vedo dalla sua mail che già si appoggia ad una collega, sicuramente valida, oltre che ad una psichiatra, suppongo per l'aiuto farmacologico di cui lei si avvale.

Se mi permette un suggerimento di tipo psico sessuologico, forse, dico forse, potrebbe avvalersi dell'intimità con suo marito e provare ad esplorare le sue, di lei Cinzia, fantasie erotiche, per cercare di ritrovare il suo di desiderio. Insieme a suo marito. Sono convinto che lui sarebbe più che lieto di aiutarla in questa riscoperta di sé stessa. E potrebbe essere una buona occasione per riscoprire insieme la vostra intimità.

Ovviamente ammesso che questa non sia un'area che lei ha già indagato insieme alla sua psicologa. Nel qual caso non potrei che appoggiare la decisione e proporle di esplorare, giocare la vostra sessualità, in modo che non sia più solo un dono che lei fa a suo marito ma lo sia anche per lei. Un dono che lei PUO' fare a sé stessa.

Con la speranza di esserle stato utile e rimanendo eventualmente a disposizione, le porgo i miei più

Cordiali saluti

Gentile Cinzia,

come lei potrà capire, per poter rispondere efficacemente al problema da lei presentato avrei bisogno di capire che cosa concretamente lei e suo marito avete cercato di fare per risolvere la situazione problematica, cosa ha funzionato e cosa invece ha mantenuto il problema. Nella maggior parte delle situazioni in cui c'è un rapporto sessuale che non funziona, ciò che si fa per superare le difficoltà è paradossalmente ciò che la mantiene nel tempo. Dalla mia esperienza clinica, interrompendo le tentate soluzioni disfunzionali e dando delle prescrizioni da mettere in atto tra una seduta e l'altra, la situazione si sblocca già dopo le prime due-tre sedute.

Secondo il modello di Terapia Breve Strategica di cui sono specialista e affiliata al Centro di Terapia Strategica di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone, un disturbo si conosce solo dopo che si è intervenuti per curarlo ovvero, ciò che ha funzionato nel risolvere il problema spiega con certezza di che problema si tratta. Partendo da questo presupposto, sono sempre allarmata di fronte a diagnosi che etichettando le persone come portatrici di un disturbo, imbottendole per anni di psicofarmaci senza guidarle a mettere in pratica qualcosa di differente rispetto a quello che hanno sempre fatto. Nello specifico, lei sa che gli attacchi di panico possono essere superati nel giro di poche sedute se si interviene con la strategia giusta? E' a conoscenza che il Depakin è un antiepilettico ma soprattutto che l'antidepressivo che lei sta usando da molti anni come effetto collaterale sul lungo periodo può portare a una riduzione della libido e a disfunzioni sessuali? 

Se continua a fare sempre le solite cose otterrà sempre i soliti risultati. Dal mio punto di vista l'intervento terapeutico per lei dovrebbe essere specificatamente calibrato su questo e non su una diagnosi. 

Mi conceda un suggerimento cara Cinzia. Vada a cercare su internet l'approccio di Terapia Breve Strategica alla soluzioni di problemi. Credo potrà esserle davvero molto di aiuto.

Per ulteriori informazioni resto a sua disposizione. 

Cordiali Saluti

Dott. Luca Bidogia Venezia (VE)

Buongiorno Cinzia,

come ben ha raccontato, la sessualità è una sfera molto importante nella vita di ognuno e a volte viene confusa o usata nelle relazioni con effetti dolorosi.

Il corpo, a differenza della ragione, a volte non può far finta che non ci sia un problema. Al corpo, alla pancia, alla carne... non si può mentire a lungo.

Così a volte il corpo reagisce e si fa sentire. O smette di farsi sentire. Anche spegnendo qualche interruttore, come nel suo caso: l'interrutore del desiderio sessuale.

Se ho ben capito, ma mi dica se ho frainteso, con il suo uomo un tempo l'attrazione, il desiderio e i rapporti sessuali c'erano e soddisfacevano entrambi.

Mi domando cosa sia successo poi.

Potrebbe essere che siano tornati a galla eventi passati o che ci sia qualcosa nella relazione che il suo corpo percepisce in modo diverso.

La sintomatologia (che può esser definita vaginismo) è solo un sintomo, appunto. Per tornare a fare l'amore con il suo uomo e a sentire dentro se stessa quello che desidera, le consiglierei di rivolgersi ad un esperto che la possa aiutare a indagare meglio cosa le sta succedendo e al contempo darle delle strategie per riappropriarsi della sua intimità.

In zona Treviso vi sono dei bravi colleghi che usano approcci sistemici e costruttivisti (anche in campo sessuale) che potrebbero aiutarla sia nel breve tempo per il sintomo (mancanza di desiderio e difficoltà alla penetrazione), sia per il senso di tutto ciò.

Ovviamente, io resto a disposizione nel caso volesse far un percorso analogo o con l'uso dell'ipnosi, ma il mio studio è a Noventa di Piave (VE).

In generale, mi sento di consigliarle di evitare gli esercizi che trova sul web: per quanto scritti con le migliori intenzioni, la sua situazione (come la vita di molti) è complessa... Questo non significa che non esistano soluzioni semplici, ma che tali soluzioni devono essere mirate.

Buona vita.

Dott. Alessio Orlando Ferrara (FE)

Buongiorno Cinzia

La sua esperienza di vita è stata molto dolorosa e complessa. Capisco che è seguita farmacologicamente da uno psichiatra, ma nella sua vita ha avuto molte esperienze traumatiche e non so se lei abbia mai iniziato una vera psicoterapia, cosa che può aiutarla molto. Il problema che lei porta, come difficoltà del desiderio e probabilmente un vaginismo legato ad una componente psicologica, potrebbero essere dei campanelli che suonano per ricordarle che deve prendersi cura di se. Riuscire ad avere rapporti una volta al mese soltanto per l'altro non è la soluzione giusta. La sessualità in una coppia è un canale di comunicazione reciproca e non un evento in cui c'è una persona che agisce e l'altra che subisce o si offre all'altro. Provate ad affrontare il problema come coppia, anche rivolgendovi insieme ad un consulente/terapeuta esperto sessuologo, ma sarebbe importante che lei affrontasse i suoi nodi personali anche individualmente. 

Dott. Massimo La Torre Bologna (BO)

Buonasera Cinzia le consiglio una psicoterapia individuale o di coppia per conoscere e sciogliere i nodi delle difficoltà di cui ha parlato, la penetrazione per es non è solo un fatto fisico ma anche psicologico e di natura relazionale .

Cara signora 

lei racconta in poche righe credo anni di sofferenza, non è facile dare una risposta, avrei altre domande da fare, dove era la sua famiglia nella sua adolescenza, come vive la sua vita ora...mi auguro che continui la terapia psicologica, non vorrei che i farmaci a lungo termine abbiano inibito la sfera sessuale, forse e solo un periodo  di astinenza dal  sesso, io da un ginecologo ci andrei per scartare l'idea di un danno fisico, per poi occuparci del danno psicologico, non si sforzi nel fare, il disturbo bipolare porta alla ricerca di sesso occasionale, ne parli con il suo terapeuta di questa situazione, poi non può trattenere il suo uomo con il sesso ci vuole anche l'amore...

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